Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Wednesday November 14th 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Bavari: Istruzioni per l’uso

Per molti versi Bavari è sorprendente. È raro tro­vare una piccola comu­nità con al proprio interno una società civile organiz­zata al nostro li­vello. Il contributo dato al bene comune dal mondo del volontariato, dell’associazionismo, dello sport di­lettantistico, della coope­ra­zione so­ciale, è da que­ste parti semplice­mente deci­sivo. Ciascuno può notare come la vita della nostra comu­nità se­gua i ritmi scanditi dalle attività e dalle inizia­tive condotte dalle diverse re­altà aggre­gative operanti sul territo­rio.

D’accordo, non è tutto oro quello che luccica. In que­sto panorama, infatti, se una certa tendenza all’autoreferenzialità e all’autarchia non è ancora stata debellata, tuttavia un po’ di passi in avanti sono stati fatti. Siamo piena­mente convinti che occorra procedere in questa dire­zione, e che serva farlo il più speditamente possi­bile. È chiara la necessità e l’urgenza di un cambio di mentalità e di marcia. Dobbiamo cominciare ad agire nel tessuto sociale sulla base di logiche di in­clusione e non di esclu­sione. Dobbiamo in­vestire tempo e fatica nella co­struzione di legami au­ten­tici tra i vari attori che animano la scena di Ba­vari. Dobbiamo evitare at­teggiamenti di incomuni­cabilità e di indifferenza nella logica della solidarietà e del bene comune.

Sul piano della cittadi­nanza attiva, c’è ancora parecchio da la­vorare. Troppi bavaresi si dimo­strano sgan­ciati dalla realtà che li cir­conda e tendono a evitare forme di partecipazione di­retta alla vita comunitaria. Il palpa­bile spirito indivi­dualistico dei nostri tempi sicura­mente non aiuta, ma è anche vero che alle radici di questo com­portamento talora asociale può esserci un’ insuffi­ciente capacità di proposta da parte dei sog­getti attivi in questo campo. Come Circolo ACLI stiamo tentando di allargare il raggio della nostra azione al fine di fa­vorire un rin­novato prota­gonismo po­polare nell’ambito della promo­zione sociale, il settore di nostra specifica perti­nenza. Siamo per questo disposti a metterci in gioco e, se è utile, anche in di­scussione; una dispo­si­zione d’animo che spe­riamo possa propagarsi a macchia d’olio, perché solo una costruttiva dialettica interna alla società civile può essere occasione di crescita e di progresso.

Aggiungo che, in tale qua­dro d’insieme, è irri­nun­ciabile la presenza at­tiva e propositiva della parroc­chia. Se essa è un punto di riferimento, d’incontro e di sintesi per i cattolici, è palese come possa svolgere altresì un ruolo di stimolo culturale e sociale, oltre­ché spiri­tuale, in un con­testo sì laico ma votato ai principi della libertà di pensiero e della democra­zia parteci­pativa. Una par­rocchia che si asserraglia sul pulpito non fa nem­meno il proprio bene, e a maggior ragione non rea­lizza il bene co­mune. Gli aclisti che rap­presento non hanno re­more nell’invitare la par­rocchia, con rispetto e be­nevolenza, a calarsi sem­pre più nel cuore delle vi­cende e dei problemi del nostro paese, anche e so­prattutto per concretizzare il dettato altissimo del Concilio Vaticano II, lad­dove si afferma che «Le gioie e le speranze, le tri­stezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tri­stezze e le angosce dei di­scepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore». Questo è per l’appunto quanto desi­de­riamo costruire, tutti in­sieme: nient’altro che qualcosa di genuinamente umano.

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