Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Wednesday November 14th 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

ACLI BAVARI, tra modernizzazione e valori

I due anni ormai conclusi del mandato del consiglio direttivo del Circolo ci consegnano un’associazione avviata sulla strada della modernizzazione. Non possiamo nasconderci che le cose da fare restano ancora più numerose di quelle già fatte; ciò nondimeno, il bilancio morale del biennio trascorso mi pare positivo.
Ricordo nitidamente come, a inizio 2008, l’elezione di una presidente donna avesse destato una certa sorpresa, forse più all’esterno che non all’interno del nostro perimetro associativo. In effetti, nella nostra comunità la presenza femminile negli organi amministrativi delle associazioni era e rimane abbastanza risicata. È auspicabile che, nel giro di pochi anni, l’assegnazione di importanti posti di responsabilità alle donne non provochi più alcun stupore, ma venga a essere considerata come un normale meccanismo della democrazia partecipativa.
Il 2008, per il nostro Circolo, è stato quel che si dice un “anno campale”. Intanto per il passaggio di consegne ai vertici della Parrocchia: un avvenimento in qualche misura storico che ha coinvolto direttamente un po’ tutto l’associazionismo cattolico. Il subentro di una comunità religiosa di tipo monastico alla tradizionale figura del sacerdote diocesano ha reso necessario tra noi un periodo di confronto e di conoscenza reciproci, poi culminato nella sottoscrizione del nuovo contratto di comodato tra Parrocchia e Circolo, che ha recepito, nella sostanza, i punti fondamentali del precedente accordo. Ancora, il 2008 è stato per noi l’anno di “Vivifolk”. Siamo affezionati a questo ricordo perché si è trattato di un’occasione in cui un nutrito gruppo di persone, capitanate dal nostro Circolo ma appartenenti anche a contesti associativi differenti, hanno lavorato e fatto squadra insieme senza avere di mira alcun interesse economico, ma soltanto il gusto della compagnia e l’obiettivo di promuovere in modo unitario la realtà sociale e ambientale di cui tutti facciamo parte. In tal senso, ci ha fatto molto piacere aver potuto stabilire un rapporto di collaborazione con l’Associativa sportivo-dilettantistica “Ariosto”, che da oltre un anno ha posto la sua sede ufficiale nei locali del Circolo fino a due anni fa impiegati ad uso ambulatoriale. Decisamente riuscita, infine, la commemorazione del 95° anniversario di fondazione della nostra associazione, celebrata sul finire dell’ottobre 2008.
Il 2009 è stato soprattutto l’anno del rilancio di “Bavari Insieme”. In questo numero se ne parla diffusamente, quindi non mi dilungo. Sono persuasa che tutti gli aclisti di Bavari, sia dirigenti che soci effettivi, debbano essere fieri del fatto che una così bella e avvincente manifestazione sia rinata proprio grazie al decisivo impulso organizzativo dato dal nostro Circolo, che del resto la tenne a battesimo già nel lontano 1986.
Sarebbe arduo elencare tutte le numerose attività a carattere sociale, ricreativo, ludico, civico e culturale realizzate in questi ventiquattro mesi. Mi piace fare però menzione delle due feste di Natale organizzate in sinergia con il Genoa Club Bavari, con il fine benefico dell’acquisto e della consegna di giocattoli destinati ai piccoli degenti dell’Istituto “Gaslini” e alle due iniziative di sostegno all’A.I.S.M. (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) svolte in primavera e in autunno. Sono la dimostrazione che, anche senza luci della ribalta e riflettori puntati, la solidarietà si può e si deve fare, con la mente e con il cuore.
Siamo reduci da una lunga transizione, durata tutto il primo decennio del nuovo secolo. Adesso è il momento di gettare le basi per un futuro meno improvvisato, per una maggiore stabilità e continuità. Una modernizzazione che deve avvenire alla luce di valori a cui non intendiamo rinunciare, perché costitutivi della nostra storia associativa e personale.
Possiamo fare di più? Possiamo fare di meglio? Sicuramente sì. Il nostro agire è sempre perfettibile. Ma ciò che conta è progettare, impegnarsi, crederci. Continuiamo così.



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