Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Thursday September 20th 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

I raccomandati di Gennaio 2010

Corrado Augias – Vito Mancuso
«Disputa su Dio e dintorni»
Mondadori, MI 2009 – Pagg. 269 – € 18,50

Un noto giornalista non credente e un affermato teologo progressista duellano a colpi di maglio e di fioretto sul tema millenario dell’esistenza di Dio e dei suoi risvolti pratici.
Augias, reduce dal successo editoriale dei suoi due volumi dedicati a smontare la divinità di Gesù e a contestare l’origine sovrannaturale del cristianesimo e della Chiesa, delinea una generale visione del mondo in cui il posto degli articoli di fede cristiani è appaltato a un neodogmatismo moderno, assumente i principi del materialismo storico, del darwinismo e del psicologismo, quali nuove verità rivelate dalla Dea Ragione di illuministica memoria.
Mentre quella del giornalista è una critica a tutto campo senza esclusione di colpi e di entrate a gamba tesa, la replica di Mancuso ha il caratteri di una difesa a catenaccio, che punta a chiudere la partita in parità, senza far nulla per tentare un qualunque affondo in contropiede. Il teologo in forza a “Repubblica” accoglie, nella sostanza, i dogmi sanciti dal pensiero laico, stabilendo la linea del Piave dell’esperienza religiosa sull’assioma dell’esistenza di Dio (un Dio che appare però imparentato più strettamente con quello dell’antica gnosi e meno con quello biblico) e di un’anima spirituale destinata all’immortalità.
Alla luce di questi presupposti di partenza, i due autori passano in rassegna argomenti degni di ben altro approfondimento: l’origine e il senso della vita, la libertà di pensiero, i diritti civili e la bioetica, il rapporto Chiesa/politica, la teodicea, la morte, la figura di Gesù, la mariologia, la fede di fronte alle sfide della ragione positivistica e dell’ateismo teorico e pratico. Insomma, una sorta di corso di controapologetica.
Le conclusioni ricalcano le premesse, e sono enucleate nelle due epitomi stampate sulla quarta di copertina. Sostiene Augias: «Non credo che siamo stati creati per volontà di un qualche dio; tanto meno fatti “a sua immagine e somiglianza”. Non credo che ci sia un’altra vita dopo la morte, sono convinto che con l’ultimo respiro ciò che era polvere torni a essere polvere, torni cioè nel grande flusso dell’Essere». Controbatte Mancuso: «Credo che oltre alla polvere noi consistiamo di un’altra dimensione, l’anima spirituale. Per questo sostengo che la verità definitiva della nostra personalità è l’Essere eterno e personale, quel Dio interpretato dalle diverse religioni in vario modo, e dal cristianesimo come amore».
La lettura del volume si rivela comunque interessante e fruttuosa se non altro perché – al netto di un’impostazione viziata da un eccesso di semplicismo – attesta la straordinaria capacità dell’annuncio cristiano non solo di non subire mai un completo scacco matto dall’intellettualismo laicista, ma addirittura di recepirne e assimilarne i  contributi più fondati e meno pregiudiziali. Cosa che magari potrà irritare il cattolico intransigente e tridentino, non però il credente ecumenico aperto alle istanze di un’onesta ricerca della «verità tutta intera».



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