Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Thursday September 20th 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

La lunga marcia di “BAVARI INSIEME”

Bavari Insieme 2009

Inaugurazione Bavari Insieme 2009

Altri organi d’informazione locali hanno riportato il fatto di cronaca della riedizione di “Bavari Insieme”. “Il Campanile”, bollettino parrocchiale, e il giornalino della Croce Azzurra, a differenza de “Il Drago Buono”, raggiungono una platea di lettori pari a quasi tutti gli abitanti del nostro paese, e quindi non mette conto di ripetere cose già dette. A noi qui interessa piuttosto analizzare i motivi per cui “Bavari Insieme” ha rivisto la luce dopo un blackout durato ben quattordici anni. Cominciamo col dire che è stata una nostra scommessa. Non è un mistero che questa semplice eppure avvincente manifestazione fu ideata intorno alla metà degli anni ’80 dall’allora presidente Acli Livio Greco; così come non è un mistero che fu sempre Greco a coordinarla per un intero decennio, fino al 1995. Nella scorsa primavera, siamo dunque ripartiti dallo stesso punto in cui ci eravamo fermati.
Negli ultimi anni avevamo avuto modo di notare il progressivo imporsi di una certa disarticolazione sociale tra i cittadini e il ripresentarsi di qualche tensione tra i protagonisti della vita pubblica del nostro paese, vale a dire tra le varie associazioni locali. È normale e legittimo che ciascuno tenda a “marcare” il proprio territorio e a difenderlo; non è né normale né legittimo che, nella tutela della propria identità, ci si dimentichi di essere parte costitutiva di un insieme più grande.
A onor del vero, un esperimento di rinnovata partecipazione collettiva fu, tra il 2003 e il 2007, quello dell’U.S. Bavari Calcio, che, prima di rendersi autonoma, previde la presenza, nell’organigramma societario, di ben quattro associazioni bavaresi. Oggi il Bavari Calcio vive di vita propria, e questo è un pregio; si è tuttavia un po’ allentato quel meccanismo che, con il coinvolgimento diretto delle associazioni promotrici, creava un circolo virtuoso di incontro e di feconda “contaminazione” tra persone ed enti provenienti da storie e culture diverse.
Un nuovo esempio di convivenza e attività comunitaria fu, nel settembre 2008, la sagra campestre “Vivifolk”, organizzata dal Circolo Acli in sinergia con la Società Ippica del Bardigiano, la Cooperativa Alta Valle Sturla, l’Associazione “Ariosto”, e altri gruppi specifici. Questo per dire che, al di là del “format” e dell’etichetta “Bavari Insieme”, ciò che davvero conta è la creazione e il mantenimento di legami forti che irrobustiscano la società civile nelle sue principali e più significative espressioni.
Occorre una mentalità aperta. Serve un “pensiero lungo” che ci aiuti a fuoriuscire dal particolarismo, dal settarismo e da un concetto di comunità intesa come un insieme chiuso. Servono probabilmente nuovi innesti, in termini di personalità e di idee. Non è immaginabile che un nucleo abitativo di circa milleduecento cittadini possa continuare per molto a reggersi sulla testardaggine e sulla generosità di appena un centinaio di individui. Questa è l’autentica sfida di “Bavari Insieme”: un risveglio sociale, un rinnovamento civile.



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