Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Thursday November 15th 2018
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Taviani, diritto (e dovere) di replica

Non faccio mistero di essermi sentito tirato per il bavero della giacca dall’articolo di Andrea Cevasco, comparso sull’edizione genovese de Il Giornale di sabato 30 gennaio. Ispirato senz’ombra di dubbio dal mio scritto dedicato a Paolo Emilio Taviani sul numero 31 del Dragobuono, il pezzo a firma del vicario alla comunicazione del PdL genovese se ne discosta, tuttavia, su un punto non irrilevante: laddove io mi limitavo a rimproverare a Bavari un più o meno doloso oblio della nobile figura dell’ex ministro e senatore a vita, Cevasco proiettava questa considerazione critica sull’intero golfo di Genova, menando mazzate a mancina ma anche a dritta.

Dico la verità: fa piacere che un pubblico esponente del centrodestra cittadino riconosca in modo incontrovertibile il valore e il lascito civile e spirituale dell’ultimo grande leader politico che abbia avuto i natali sotto la Lanterna. Bisogna però puntualizzare che, a fronte della smemoratezza non so se cinica e bara, o più semplicemente sbadata, di Bavari e dei bavaresi, Genova ha invece rivolto allo scomparso Taviani un’attenzione non intermittente. Rammento il composto omaggio reso dalle massime autorità cittadine e regionali al feretro del senatore esposto a Palazzo Tursi, dopo le esequie di Stato romane. Rammento pure i vigili urbani schierati sull’attenti, per ordine del sindaco Pericu, presso ogni incrocio dove il carro funebre sarebbe transitato nel suo viaggio verso Bavari, per l’ultima cerimonia di commiato.

Trascorsi pochi anni, il Comune decise di intitolare un largo alla sua memoria, nello spazio antistante il Museo del Mare. Non una piazza popolosa e febbrile nel cuore della city, d’accordo, ma nemmeno una sconosciuta mulattiera di campagna; sicché nella toponomastica della Superba, Taviani non è affatto un mero flatus vocis. E la prossimità con il mare è, in fondo, una citazione della sua vocazione colombiana.

Non sono poi mancati convegni e conferenze. Ancora poche settimane fa Paolo Lingua, nome di spicco del giornalismo ligure e fine notista politico, oltre che apprezzato cultore di storia locale, ha presentato la sua ultima fatica editoriale: un bel volume dedicato ai colloqui intercorsi tra lui e Taviani nell’intervallo di tempo che unisce gli anni ’60 e gli anni ’90 del XX secolo. Di Taviani, insomma, a Genova si è continuato a parlare e ancora senz’altro si parlerà. A dosi omeopatiche? Io preferisco credere con quella sobrietà discreta che contraddistingue l’animus più profondo e genuino dei genovesi.

Non dunque la Grande Genova, bensì il minuscolo Bavari si è frettolosamente dimenticato del suo ex “re”. Unico soggetto che ha cercato, pur con tutti i suoi limiti, di sottrarre Taviani alle spesse nebbie dell’indifferenza, è stato appunto il Circolo Acli S. Giorgio attraverso il suo organo di stampa. Sì, Bavari con Taviani è stato ingeneroso e irriconoscente. Lo è stato con lui, come lo fu a suo tempo con Gaetano Barbareschi, altro uomo politico oggi del tutto ignorato dai bavaresi sotto i cinquant’anni.

Qualcuno si è spinto ad accusare Cevasco di strumentalizzazione per fini politici e propagandistici. Conosco personalmente l’autore dell’articolo e sono persuaso del fatto che le sue intenzioni fossero assolutamente oneste. D’altro canto, la storia politica di Taviani, nelle sue linee direttrici, non è coperta da segreto di Stato e non presta certo il fianco a letture equivoche o tendenziose: cristiano-sociale in gioventù, partigiano bianco durante la Resistenza, nella Democrazia Cristiana si attestò su posizioni di apertura al dialogo nei confronti dei socialisti nenniani, pur mantenendo le distanze dalla successiva prospettiva moroteo-berlingueriana del “compromesso storico” Dc-Pci. Alla morte della Balena Bianca, salutò con gioia la rinascita del Partito Popolare e ne avallò l’alleanza con l’allora Partito Democratico della Sinistra e le altre forze del cartello progressista (il primo Ulivo datato 1995-’96).

Al proposito, posso offrire una testimonianza oculare: alla fine degli anni ’90 (era forse proprio il 1999), il senatore ebbe privatamente a dirmi, in un modo per nulla criptico, che il destino dei cattolici-popolari sarebbe stato quello di formare con gli ex comunisti un unico partito riformista, schierato su posizioni affini alle socialdemocrazie europee. Una “profezia” avveratasi quasi un decennio dopo con la fusione della Margherita e dei DS nell’attuale (magari un po’ sgangherato) Partito Democratico.

Poche storie: Paolo Emilio Taviani fu un cattolico democratico di centro che guardava a sinistra. In fondo, uno degli estremi epigoni dell’alto magistero degasperiano.

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Una Risposta a “Taviani, diritto (e dovere) di replica”

  1. Andrea Cevasco scrive:

    Caro Alessandro: quando ho scritto quell’articolo ero conscio di poter urtare la sensibilità di molte persone e di molti politici. Ma la piena luce e la vera conoscenza avvengono solo quando, si incomincia a confrontarsi su un passato fatto di errori e orrori, cercando di non decontestualizzare mai gli avvenimenti dai fatti e con i periodi storici in cui sono avvenuti. Certamente non voglio ergermi a difensore del Senatore e non voglio in questo contesto fare una revisitazione storica della sua figura di partigiano. Il mio intento rimane quello esclusivo di stimolare un confronto e di imparare da ciò che il passato ci ha lasciato in eredità. Niente memorie condivise ma memorie chiare che permettano alle nuove generazioni di non commettere più certi errori.
    L’Antifascismo esasperato di Taviani non gli ha permesso di essere ricordato nè dalla componente di centro destra ma nemmeno da quella di centro sinistra. Le parole rimangono scolpite sulle pietre nella storia, come l’eco degli atti compiuti in vita. Penso che non sia utopia pensare a un riconoscimento bipartisan sulle qualità politiche dell’uomo. Taviani era certamente un politico irreprensibile, un grande servitore dello stato, un padre costituente e un concittadino lungimirante oltre a che uno studioso di colombo di primordine.
    Con Amicizia e Serenità Cevasco.

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