Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Thursday September 20th 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Roberta Morgano: politica, ragione e sentimento

FILO DIRETTO CON LA CANDIDATA AL CONSIGLIO REGIONALE ROBERTA MORGANO (PD)

 Cara Roberta, tanto per cominciare, un po’ di storia. A quando risale il tuo “innamoramento” per la poli­tica? E qual è stato il tuo percorso all’interno di questo mondo ai più semisconosciuto?

Per me la politica è giustizia, uguaglianza, servizio, solidarietà, amicizia, affetto… e questi sentimenti credo di portarli con me da sempre. Non posso dire di aver avuto un momento della mia vita in cui si sono manifestati con maggiore forza, ritengo che siano cresciuti con me, in un percorso naturale.

 

Qual è il tuo giudizio sul comunismo e sul PCI, di cui hai fatto parte? Perché in Italia il so­cialismo riformista è sempre stato minoritario e perdente e ancora oggi non costituisce il background culturale dell’area progressista? Che cosa significa, nell’anno di grazia 2010, un vocabolo usato e abusato come “sinistra”?

Non sono mai stata iscritta al PCI, ma provo un profondo senso di rispetto per il Partito Comunista Italiano. Il comunismo per molti ha rappresentato la forza per restituire giustizia ai più poveri e ai più deboli della società, anche se abbiamo potuto verificare che non è stato ovunque e sempre così. Al socialismo riformista attribuisco una capacità di elaborazione oggettiva, che superando l’emotività, può traguardare degli obiettivi concreti. Credo purtroppo che in Italia sia ancora diffusa una cultura intrisa di ideologismi che impedisce di affrontare i problemi con chiara e trasparente metodologia. Sinistra è opposto di destra, e nel nostro Paese destra  vuole ancora dire “libertà ne­gate”.

 

Qual è il tuo giudizio sulla Liguria di oggi? E quale Liguria vorresti contribuire a realizzare?

La  Liguria è la regione con la più elevata percentuale di popolazione anziana, sono tanti i giovani costretti ad andarsene per trovare lavoro, e quindi per farsi una famiglia e avere dei figli. Dal mio punto di vista questo è il problema centrale che dovrà essere affrontato nel prossimo quinquennio, perché una regione vecchia non guarda al futuro, non investe nel domani, ma tende alla staticità. Occorrerà impegnarsi per contribuire a realizzare un’inversione di tendenza: Partendo dal territorio ligure, dalla costa ai monti, dalla valorizzazione delle bellezze naturali, dalla particolarità dei pro­dotti tipici,dalle competenze industriali a quelle dell’alta tecnologia,dai cantieri navali al porto,dalle infrastrutture adeguate alle esigenze attuali, vorrei che la Liguria assumesse l’identità di una regione europea capace di offrire lavoro, sicurezza sociale e dignità ai suoi abitanti.

 

Claudio Burlando

Telegraficamente, esponi i cinque punti di programma che secondo te devono avere la mas­sima priorità.

Cinque punti fondamentali sono:

1) Recupero dei territori e dei borghi dell’entroterra e appenninici e della costa con la messa a  si­stema delle attività che su di essa si svolgono.

2) Sviluppo di nuove attività di lavoro e consolidamento di quelle esistenti.

3) Sostegno alle famiglie, in particolare alle giovani coppie, secondo modalità di servizi innovativi.

4) Ricerca di una più ampia e flessibile offerta di accoglienza e assistenza sanitaria.

5) Dialogo tra le istituzioni per accrescere la collaborazione degli Enti.

 

Che cosa pensi dell’ispirazione religiosa in politica? Come valuti la presenza dei credenti nei due schieramenti, e com’è il tuo rapporto con la fede?

La religione fa parte dell’identità della persona, a prescindere dalle scelte politiche. Perciò non con­divido il riferimento alla propria ispirazione o formazione religiosa come motivazione di apparte­nenza ad un partito. Credo in una seria laicità dello stato nel più profondo rispetto della religione di appartenenza.

 

Restiamo in tema: oggi l’immigrazione pone seri problemi di convivenza e d’integrazione an­che a causa delle diversità culturali e religiose. La vicenda della moschea è probabilmente solo la punta di un iceberg. Ammesso e concesso che non esistono soluzioni preconfezionate, e men che meno ideologiche, tu come credi che occorra affrontare questioni di tanta importanza e delicatezza?

Il rapporto con popolazioni e persone di cultura e religione diverse deve basarsi sul rispetto reciproco dei diritti e dei doveri di cittadinanza. Quanto più noi Italiani sapremo condurre il nostro Paese secondo regole di buon governo, correttezza, onestà, rispetto delle leggi, tanto più potremo pretendere da coloro che arrivano da lontano altrettanto rispetto.

 

I frequenti episodi di corruzione e di immoralità diffusa gettano ombre molto lunghe sulla no­stra classe dirigente. La gente vi si è tanto abituata che quasi nemmeno più s’indigna. Non credi che nella selezione dei propri candidati e rappresentanti i partiti dovrebbero essere molto più rigorosi? Un leader politico non dovrebbe praticare un’esemplare etica pubblica e privata?

Ricoprire una carica istituzionale, anche la più semplice, comporta una grande responsabilità: un eletto deve ricordare sempre di essere un rappresentante dei cittadini che lo hanno eletto, e come tale deve comportarsi, con onestà e impegno. Assistiamo invece ad una frequente superficialità che talvolta arriva a preoccupanti livelli di immoralità e disonestà, tali da allontanare sempre di più i cittadini dai propri rappresentanti politici, quando non arriva a favorire l’imitazione di un metodo davvero ripugnante, con il rischio di trasformarlo in consuetudine. L’onestà non può essere conside­rata un’optional, è un requisito fondamentale da cui non si può prescindere, per occuparsi senza se­condi fini della cosa pubblica.

 

A Bavari un tempo esistevano ben tre sezioni di partito: quella democristiana, quella sociali­sta e quella comunista. Oggi in tutta l’alta Valle Sturla è attivo il solo circolo del PD. Come ti spieghi questo generale disamoramento dell’”uomo qualunque” nei confronti della politica partecipata? Non è che anche i politici avranno qualche responsabilità al riguardo?

Se oggi sono sempre meno coloro che si avvicinano alla politica, la causa va ricercata nelle propo­ste confuse e deboli che hanno allontanato e demotivato i cittadini, e al contempo hanno segnalato con forza le responsabilità di una cattiva politica.

 

Che cosa rappresenta Bavari per te? Che cosa ti piace di questo paese, che cosa vorresti cam­biare o migliorare?

Il clima che si respira a Bavari  è quello di una comunità coesa e impegnata a traguardare elevati li­velli di qualità di vita.  Bavari rappresenta un buon esempio di come si può mantenere vivo il le­game con le proprie origini nella ricerca di una migliore quotidianità.

 

Rivolgiti ai cittadini con un tuo personale appello al voto. Dacci i motivi per cui l’elettore o l’elettrice bavarese dovrebbe scegliere proprio te.

Siamo ora alla soglia di un importante appuntamento elettorale: il rinnovo del Consiglio Regionale, il 28 e 29 marzo, a cui sono candidata nella lista del Partito Democratico a sostegno di Claudio Burlando presidente. Votarmi significa puntare su una persona che ha dimostrato sul campo – e in primo luogo proprio a Bavari – il proprio impegno e la volontà di costruire con i cittadini proposte e soluzioni che potessero realisticamente essere realizzate, nell’interesse della collettività. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: dall’illuminazione in via alla chiesa san Giorgio di Bavari al rifaci­mento del sedime stradale di via Sella, di via Induno e via Oroboni, alla sistemazione della rete fo­gnaria, alla realizzazione della sede della Croce Azzurra! Tutto questo grazie all’impegno di tanti e alla fiducia nelle Istituzioni.



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