Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Tuesday September 18th 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Ci bastano trasparenza e informazione

Entriamo nella fase cruciale della campagna elettorale per le regio­nali e la matassa comincia a sbrogliarsi. Claudio Burlando, incassato l’appoggio non scontato dell’Unione di Centro, potrebbe ora avere (al­meno a dar retta ai più accreditati sondaggi) le carte in regola per racimolare il sospirato 50% più uno. È tutto da verificare, però, che lo spostamento a sinistra dello scudocrociato di Rosario Monteleone possa realizzarsi senza pagare lo scotto di alcun pegno elettorale. E comunque l’ennesima, esanime riedizione della “politica dei due forni” (UDC in coalizione con il centrosinistra o con il centrodestra a seconda delle opportunità e delle evenienze) non è esattamente quanto sarebbe lecito attendersi da un bipolarismo maturo. Ed è fuori da ogni logica che un partitino del 5% sia in grado di esercitare un tale potere di interdizione e di condizionamento nei confronti dei due schieramenti in lizza.

Un Partito Democratico che rinunci alla dottrina veltroniana della “vo­cazione maggioritaria” e si dia a rincorrere il seducente ma oscillante Casini, è un partito allo stremo delle forze. Con che coerenza il Pd, che a Strasburgo siede negli scranni del Partito Socialista Euro­peo, si allea in Italia con l’Udc, movimento cattolico conservatore, parte integrante, in Europa, del Partito Popolare, in buona compa­gnia – peraltro – dei rappresentanti dell’esecrato PDL? Onestamente, le secche obiezioni avanzate ai vertici dell’Udc dal presidente delle società operaie cattoliche liguri, Guido Garri, sono tutt’altro che cam­pate per aria. È davvero possibile una convergenza programmatica che non sia solo il paravento atto a nascondere l’inconfessabile re­altà di un’ansiosa salvaguardia di interessi e di acquisiste rendite di posizione, insieme alla fremente ricerca di convenienze d’apparato? Chi lo sa, in amore, in guerra e in politica, com’è noto, tutto è lecito.

Andrea Cevasco, Lista Biasotti

Il centrodestra locale inanella a Bavari un eccezionale successo: la candidatura al Consiglio Regionale dell’imprenditore edile Andrea Ce­vasco nella lista civica di Sandro Biasotti. Se questo paese assu­messe una volta tanto una dose omeopatica di sano orgoglio muni­cipali­stico, dovrebbe andare fiero del fatto che un concittadino sia stato scelto per rappresentarne (almeno potenzial-mente) le istanze nell’importante consesso della Regione Liguria. Non si può certo pre­tendere da chi ha convinzioni politiche difformi od opposte di soste­nere con il voto un uomo convintamente schierato su posizioni di centrodestra. Ma si può e si deve dare atto a Cevasco di avere il co­raggio delle proprie idee spesso e volentieri controcorrente, come pure di essersi messo in gioco, accettando una sfida difficile e ardita, cimentandosi in prima persona e senza contare su truppe cammel­late o su appoggi altolocati e ammiccanti.

Roberta Morgano, Partito Democratico

Sergio Rossetti, Partito Democratico

Il PD del levante geno-vese articola la sua proposta elettorale tra l’ex assessore diessina Roberta Morgano (bersaniana) e l’ex assessore cattolico-popolare Sergio “Pip-po” Rossetti (france­schiniano). Morgano, che si definisce «bavarese d’adozione» per il legame stretto nell’ultimo de­cennio con il paese che fa da spartiacque tra la Val Bi­sagno e la Valle Sturla, è certamente per­sona che merita profonda considerazione da parte di tutto quel cospicuo corpo elettorale (sti­mabile attorno al 65%) che nella delegazione si schiera abitualmente con il centrosinistra. La sua costante attenzione ai problemi e ai bi­sogni locali ha dimostrato a chiare lettere che la fiducia ripo­sta in lei dai responsabili della Quercia prima e del PD poi non è stata tradita. Il Partito Democra­tico, tuttavia, risente a tutt’oggi di una seria diffi­coltà nell’assumere la rappresentanza non solo dell’area tipicamente di sinistra, ma anche di quella, non irrilevante, del cattolicesimo de­mo­cratico e sociale. La sconfitta di Dario France­schini alle primarie ha nuovamente messo in luce le difficoltà dei moderati all’interno della creatura voluta da Romano Prodi. È quindi abbastanza chiaro come la competizione elettorale veda il fronteggiarsi non solo dei due poli maggiori, ma – nel nostro caso – anche degli esponenti delle due culture che sostanziano il partito che contende al PDL la maggioranza relativa dei voti dei liguri. Ci aspettiamo dunque, qui a Levante, un appassio­nante braccio di ferro tra Morgano e Rossetti.

Stando agli ultimi sondaggi, il numero degli indecisi appare, a po­che settimane dal voto, decisamente elevato. Il dato parla da sé. L’impoliticità diffusa va di pari passo con il diffondersi a macchia d’olio di atteggiamenti ispirati a qualunquismo e indifferenza. Noi crediamo che valga la pena di non mancare all’appuntamento con il voto in primo luogo perché esso è un diritto faticosamente conquistato. In seconda istanza, le elezioni regionali hanno dirette implicazioni sul piano locale: la Regione, a differenza di Municipi, Province e Comuni, non si limita a emanare norme e regolamenti, ma è organo legife­rante: il Consiglio Regionale equivale – a tutti gli effetti – a un mini­parlamento. Ciascun cittadino, senza eccezioni, deve dunque sentirsi chiamato a eleggervi chi lo possa idealmente e concretamente rap­presentare. E deve altresì pretendere perlomeno due cose: primo, chiarezza e coerenza nei pro­grammi e nelle proposte; secondo, la pos­sibilità di un frequente e co­stante rapporto di comunicazione fra il can­didato eletto e la società civile che lo esprime e che gli ha affidato il mandato.

La buona politica comincia di qui: trasparenza e informazione. Facciamone, tutti, buon uso.

Lascia un messaggio

Tu devi essere loggato Inserire un commento.



Better Tag Cloud