Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Tuesday May 22nd 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Niente fischi, niente claque

Sono trascorsi meno di due mesi dalla messa in rete del sito internet del Drago Buono e appena tre giorni dall’uscita della sua rinnovata edizione cartacea (nel nostro slang redazionale, il “Dragoweb” e il “Dragopress”), e, fuori del coro dei moltissimi apprezzamenti e incoraggiamenti, dobbiamo regi­strare pure qualche critica, in ordine, soprattutto, alla linea politica del giornale. Ora, dico un’ovvietà con l’affermare che la critica è cosa buona e giusta solo se costruttiva.

L’accusa di fare del giornalismo di taglio qualunquista è, però, solennemente campata per aria. Il Drago Buono rac­conta fatti e li commenta limitatamente a come essi gli appaiono. Ci sarà sempre tempo, modo e spazio per ritornare su un argomento, approfondirlo, fare più luce, magari con l’ausilio dei lettori. Qualunqui­smo significa omologazione, banalizzazione, volgarizzazione, talora persino falsificazione. Non è mai stato nostro costume né nostro abito mentale.

Non possiamo nemmeno accettare l’accusa ingenerosa di parzialità o partigianeria. Ricordo bene i rim­brotti che, anni fa, ricevevamo da destra: il nostro capo di imputazione era di fornicare con la sini­stra. Ultimamente questo copione va in scena a parti invertite: è parso a qualcuno che il Drago Buono si sia messo a suonare il piffero per il centrodestra. È un’impressione sbagliata e fuorviante. Il nostro giornale non organizza alcuna claque e non spara bordate di fischi ai danni di chicchessia. Mai abbiamo esposto le nostre osservazioni venendo meno al doveroso rispetto per le persone e per le istituzioni.

La no­stra coerenza non è di tipo politico, bensì di natura sociale: al di là dei partiti, dei loro uomini, dei loro statuti e programmi, la mission del Drago Buono è – non da avant’ieri ma da quasi un decennio - quella di promuovere la realtà locale in cui ci troviamo a vivere e di favorire la maturazione della co­scienza civica e la crescita del senso comunitario dei cittadini. La nostra stima per tutti gli attivi protagonisti della vita civile (sociale e politica) del territorio – per chi opera con uno scopo non solo grettamente individualistico – è fuori discussione, e a dimostrarlo stanno proprio le pagine del “Drago”: quelle digitali così come quelle stampate.

Il mio modesto ruolo di direttore di questo organo di informazione, insieme a quello di dirigente ter­ritoriale Acli, mi impedisce di accettare l’invito – già altre volte rivoltomi – a fare ingresso e soprattutto a militare in una qualsivoglia formazione politica. La stessa cosa vale per gli altri amici che mi affiancano in redazione. Il Drago Buono non è un giornale di partito: non fa propaganda elettorale e non offre al lettore chiavi di lettura politically correct. È indipendente: pubblica la notizia, svolge una ri­flessione, stimola il dibattito. Nientemeno e niente più. Il resto – quello sì! – è compito della poli­tica, non già della libera stampa. Chiedo scusa se ho tediato.

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