Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Wednesday November 14th 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Partecipazione, chi era costei?

Le due più recenti iniziative della Croce Azzurra di Bavari hanno messo a nudo una tendenza comportamentale dei nostri concittadini che purtroppo non fa loro onore: un’indifferenza diffusa e generalizzata che di volta in volta si manifesta come mancanza di memoria, di gratitudine, di disponibilità all’impegno socio-comunitario.

Il 25 aprile la Pubblica Assistenza aveva organizzato, con non piccolo dispendio di tempo, energie e risorse, una solenne commemorazione dei suoi due principali fondatori (don Guglielmo Grosso e il dottor Luigi Raschi) e del presidente del venticinquennio 1983-2008, Luigi “Aldo” Delpino. In quell’occasione, è stata scoperta una targa che, in Piazza San Giorgio, ossia nel cuore stesso del paese, reca impressi i loro nomi.

Nemmeno in quella circostanza i bavaresi hanno dato prova di alcun senso di sincera pietas. Al netto dei dirigenti e volontari della Croce, dei parenti, delle autorità civili e religiose e delle delegazioni delle associazioni locali laiche e cattoliche, l’affluenza dei cittadini è stata largamente inferiore alle aspettative degli organizzatori. Forse, complice la bella giornata primaverile, qualche gitaiolo della domenica ha pensato di andarsi a ritemprare sui monti o in riviera, o comunque di cercar diletto fuoriporta.

È legittimo chiedersi, a questo punto, quale futuro potrà avere una comunità che non onora i propri padri e non rende giustizia alla propria storia, specialmente a quella recente. Chi conosce i rudimenti della grammatica sa la differenza che intercorre tra il passato remoto e il passato prossimo. Don Grosso, Raschi e Delpino non sono così remoti da meritare di essere archiviati su uno scaffale polveroso e abbandonato. Ci sono invece prossimi, anche se visibilmente scomparsi, poiché dei frutti delle loro fatiche possiamo e potremo ancora a lungo fruire; i risultati ottenuti grazie ai loro sforzi, singoli e congiunti, non sono altro che le piccole e grandi conquiste che Bavari ha inanellato dal secondo dopoguerra all’altro ieri.

Non migliore fortuna ha arriso alla Festa del Donatore del 21 maggio. La premiazione di coloro che compiono il nobile e preziosissimo gesto di elargire il proprio sangue per salvare altre vite umane si è svolta davanti a una platea calorosa ma esigua. Né è valsa a richiamare gente l’esibizione canora dei Quattro Quarti, i talentuosi Paolo Musetti, Giorgia Canepa, Valeria Brignoli ed Elisa Licata, ai quali, per l’occasione, s’è associata la giovanissima – e artisticamente promettente  - Laura Scutellà.

Il presidente della Croce Azzurra Mario Mainero con il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando

Il presidente Mario Mainero non ha usato mezzi termini per stigmatizzare la scarsa partecipazione dei bavaresi, evidenziando come – persino nell’ambito dei servizi di trasporto erogati dalla P.A. – il 70% dei volontari è costituito di persone provenienti da fuori paese. In particolare, fra i ragazzi impegnati nel volontariato sono in netta maggioranza quelli che salgono a Bavari dai quartieri di Borgoratti, Apparizione, Quarto. Qualcuno viene addirittura da Castelletto.

Qual è il problema? Non certo la comunicazione. La Croce Azzurra utilizza diversi canali per dare notizia delle proprie iniziative: dal classico e insostituibile passaparola, ai manifestini in formato A3 affissi in ogni angolo del paese e nelle vicine località, fino alla posta elettronica e ai social network di ultima generazione come Facebook.

Il problema non è nemmeno l’associazionismo, quasi che esso fosse l’antitesi o la nemesi dello spirito d’impresa. Tutti, infatti, sono disposti ad ammettere almeno a parole che le realtà organizzate della società civile rappresentano un punto di forza della comunità. Peccato che questa visione condivisa non trovi concreta espressione attraverso un sostegno effettivo alle attività promosse da chi si impegna in favore degli altri.

Bavari ha poco da guadagnare e molto da perdere dal disimpegno dilagante dei suoi abitanti, specie di quelli che si trovano nella cosiddetta fase-lavoro: trentenni, quarantenni e cinquantenni. Tutti pronti a sputare veleno se mai una squadra di soccorritori impieghi un minuto in più ad arrivare sul posto nel corso di un’emergenza; tutti pronti a chiedere aiuto quando serve. Pochi invece quelli che un aiuto sono disposti a darlo.

Dio ci scampi da un paese di irriconoscenti, smemorati, indifferenti, bamboccioni.



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