Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Thursday November 15th 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Da Bavari in Finlandia con il progetto Erasmus

Come nei migliori viaggi le difficoltà purtroppo si presentarono prima del previsto. Appena sbarcata all’aeroporto di Helsinki mi comunicarono che avevano smarrito il mio unico bagaglio dove avevo accuratamente sistemato 20 pe­santi chilogrammi di maglioni, scarponi e qualche etto di parmigiano. Ma nonostante ciò l’entusiasmo della nuova avventura non lasciò prendere il sopravvento allo sconforto. Quindi giunta a Varkaus dopo tre ore di aereo, sette ore di attesa in aeroporto e cinque ore di viaggio notturno in pullman raggiunsi la mia solu (casa) purtroppo ancora disabitata. Il termometro segnava ventitre gradi sotto lo zero e il giorno lasciava spazio alla notte già alle due e mezza del pomeriggio. Dopo una mezza giornata di solitudine (in cui non avevo nemmeno da sistemare le mie cose) decisi di andare a bussare alla solu vicina. Si pre­sentò un sorridente ragazzo cinese che mi fece entrare e mi invitò a cenare con lui un piatto che aveva appena preparato. Pasta palesemente cotta in una quantità d’acqua non sufficiente con verdure eufemisticamente croccanti e tanto bel peperoncino, il tutto ac­compagnato con tè caldo senza zucchero. Naturalmente ero felicissima di poter finalmente dare il via all’esperienza che avevo tanto atteso e non diedi modo alle mie papille gustative di esprimere la loro opinione.  Perché indipendentemente dal posto e dall’essere distante da casa, l’Erasmus rappresenta la possibilità di potersi proiettare in realtà diverse dalla propria, scoprire culture di ogni parte del mondo e considerare punti di vista che difficil­mente si è portati a considerare. La convivenza ti permette di approfondire i rapporti for­malmente accademici per i quali ci si trova all’estero e di instaurare vere amicizie. Può sembrare strano entrare subito in confidenza con ragazzi sconosciuti e per di più con l’uso della lingua inglese ma posso testimoniare che tutto è risultato davvero naturale, dopo pochi giorni si instaura una confidenza tale che sembra di conoscersi da sempre.

Camilla insieme ai compagni di corso (Varkaus, 03.05.2010)

Durante il primo periodo ogni giorno sembrava di vivere un nuovo “primo giorno di scuola”, in cui si conoscono persone nuove e vi è l’arduo compito di memorizzare strambi nomi come Egle, Aiste, Jiang, Drusba, Santhosh, Keyode collegandoli ai relativi volti.

L’università era un pullulare di differenti nazionalità dove non mancavano occasioni per esperire nuove realtà, come nel caso di una conferenza tenuta da una parlamentare euro­pea, la finlandese Riikka Manner. Al termine, inaspettatamente, era stato organizzato, alla presenza di giornalisti locali, un incontro tra Riika  e alcuni studenti tra cui due cinesi, un nigeriano e un’italiana il cui nome era stato poi erroneamente riportato come “Camilla Fabbrin”. Ricorderò per sempre il momento in cui mi è stato chiesto di esprimere un pa­rere: è stato una di quelle tipiche situazioni in cui si inizia a parlare a raffica, senza nem­meno ricordarsi in un secondo momento di ciò che si è detto (per di più in inglese!). Ho però avuto la certezza di aver detto qualcosa di divertente nel momento in cui tutti sono scoppiati in una fragorosa risata!

Il logo del Progetto "ERASMUS"

Quello che ho raccontato è solo una piccola parte dell’insieme di diverse esperienze che ho avuto la fortuna di affrontare, e non posso che concludere questa piccola pagina di dia­rio consigliando vivamente a chi ne ha ancora la possibilità di sfruttare questa occasione che il mondo universitario ci offre.

CAMILLA FABBRI

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