Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Wednesday May 23rd 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Feste Guardiane, l’estate sta finendo…

Tra folclore e religiosità, Bavari vive ogni anno un tempo forte, un patrimonio da non disperdere nonostante la crisi spirituale di quest’epoca

Il sopraggiungere delle feste guardiane segna impietosamente l’avanzare della parabola discendente della stagione estiva. Le giornate cominciano ad accorciarsi, la sera non si può più uscire senza la compagnia di una maglia, gli acquazzoni agostani hanno ridotto di molto l’intensità della canicola.

Pur avendo e conservando un significato e un obiettivo eminentemente religioso e spirituale, va da sé che i festeggiamenti in onore della Madonna della Guardia a Bavari siano anche un fenomeno di folclore e di costume. Niente di male in tutto ciò. Ma occhi attenti ed esperti, in quei giorni, riescono a cogliere il passaggio dentro il Santuario di persone che abitualmente appartengono alla folta schiera dei credenti non praticanti, una fra le poche categorie, insieme al personale non docente nelle scuole, che viene definita per quello che non fa. Qualcuno davanti alla dolce e sublime effigie della Vergine Madre – mirabile opera dello scultore rapallese Antonio Canepa – versa pure qualche lacrima nascosta: chiede una grazia, mormora una prece, raccomanda una persona cara o semplicemente rammemora un passato intessuto di amori e dolori, e lo affida a Lei.

I "cristezzanti" in arrivo sul piazzale del Santuario

La solennità della Guardia, in quel 29 agosto indicato dalla tradizione come giorno dell’apparizione mariana al villico Benedetto Pareto sul monte Figogna, è preceduta dalla novena di preghiera e dalla classica “casaccia” di San Bernardo. La prima, sebbene da anni depauperata del catechismo a dialogo tra docente e discente appollaiati sui vecchi e indimenticati, forse un poco traballanti (ma non così pericolosi…) pulpiti lignei, mantiene un suo carattere suggestivo, specie nel momento finale della benedizione eucaristica, quando i fedeli intonano a piena voce l’inno celestiale del “Tantum ergo”, sopperendo con la propria devozione e il proprio raccoglimento alla probabile ignoranza del significato letterale di quell’antichissimo carme latino.

La domenica antecedente il 29 agosto è il gran giorno della “casaccia”, cioè della processione che, da secoli, attraversa lentamente le vie del paese: un lungo corteo le percorre scortando il carro trainato da cavalli che ospita la statua della Madonna, sfolgorante dei preziosi donatile negli anni da devoti esauditi nelle loro preghiere, mentre nutriti gruppi di uomini vigorosi (i cosiddetti “cristezzanti”) trasportano con perizia gli artistici crocifissi popolarmente chiamati “cristi”.

Il Cardinale Bagnasco al Santuario di Bavari, insieme al Presidente del Municipio IX Levante Francesco Carleo

Altro appuntamento irrinunciabile è quello della sera della vigilia, quando, attorno alle 22.30, il cielo di Bavari si accende con le tinte sgargianti dei fuochi artificiali che striano di colori variopinti la rocca che sovrasta la parte nordorientale dell’abitato. Giunge infine la solennità vera e propria: fin dal primo mattino il piazzale antistante e il Santuario sono gremiti di pellegrini che, dai rioni di Bavari come pure da paesi, centri e quartieri vicini, qui salgono per rendere omaggio alla celeste patrona. Al culmine della giornata fa il suo arrivo il Cardinale Arcivescovo, proveniente dal Figogna, per celebrare l’ultima e frequentatissima celebrazione eucaristica. I parrocchiani di Bavari si riuniscono poi ancora una volta dinanzi al loro amato tempio mariano per lo spettacolo musicale conclusivo con cui ci si congeda, in un clima di amicizia e serenità e forse con un pizzico di malinconia, dai festeggiamenti guardiani e, per non forzata estensione, anche dall’estate che comincia ad agonizzare.

Sono momenti ad alta partecipazione – anche emotiva -, ma che risentono altresì dell’inesorabile scorrere del tempo, della crisi spirituale e dell’aridità di un’epoca, del disinteresse di tanti giovani che orientano altrove la loro ricerca di senso e di valori. La decadenza della spiritualità non è mai un segno di progresso. Siamone tutti consapevoli.

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