Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Tuesday May 22nd 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Alla ricerca del tempo perduto

È ancora possibile, a una comunità frastagliata come quella di Bavari, ritrovare i modi e le ragioni di un’unità morale, di un comune sentire, di una prospettiva definita e condivisa? Oppure le tessere del mosaico sono ormai irrimediabilmente sparse e confuse? È un quesito non banale e anche la relativa risposta non può essere da meno.

La favola bella del Bavari “oasi di pace” o “isola felice” lascia, francamente, il tempo che trova. Questo paese non presenta certo preoccupanti problematiche di ordine economico-sociale: lo certifica il tenore di vita del tutto rispettabile dei suoi abitanti; qualche carenza o ritardo sul piano infrastrutturale è, al limite, spiegabile con l’esigua densità della popolazione: milletrecento anime sono infatti una goccia nel mare. I servizi pubblici attivi (trasporti, poste, istruzione elementare) rappresentano un’offerta non eccellente ma sufficiente per il cittadino che giornalmente debba mettere il piede fuori di casa.

La buona vivibilità del paese, tra le altre cose assicurata a suo tempo da vincoli legislativi intesi a evitare qual­siasi rischio di scempio edilizio o di incontrollata metamorfosi urbanistica, si rafforza inoltre grazie alla presenza di enti e strutture associative che – ciascuno nel suo ambito peculiare – o mettono a disposizione fondamentali servizi alla persona, oppure riempiono di opportunità il tempo libero dei bavaresi.

Manca però – ed è mancanza grave – una profonda e matura coscienza sociale. Un consistente numero di persone ap­pare estraneo alla vita della collettività; altri, non pochi, equivocano sul significato dell’idea di partecipazione, vedendo in essa la semplice fruizione passiva di qualcosa di già pronto; e ammonta, suppergiù, ad appena un centinaio, meno di un decimo della popolazione (e parecchi non sono neppure autoctoni), il ricettacolo dei volen­terosi che si fanno carico di “ani­mare” la comunità con attività e iniziative di vario genere.

Luigi Raschi, "il Dottore" (1927-2008), medico condotto dell'alta Valle Sturla dal 1952 al 1997

È palpabile l’assenza di una leadership locale.

Non c’è più una personalità intelligente, autorevole e carismatica in grado di coagulare individui e associazioni, additando obiettivi e proponendo percorsi di crescita e di sviluppo. E non c’è dubbio che per lustri interi questa grande e importante funzione – in un certo senso tanto “politica” quanto “sacerdotale” – fu svolta con passione indomita e cura paterna dal dott. Luigi Raschi, anima di un mondo piccolo, quello bavarese, via via ri­succhiato dal vortice di una modernità che prometteva mirabilie e, in concreto, creava o esasperava difficoltà e problemi.

Fu proprio grazie a un’intuizione del vecchio medico condotto che circa vent’anni fa sorsero, sia a Bavari sia a San Desiderio, mo­vimenti popolari finalizzati alla difesa e alla promozione della gioventù locale. Dalle nostre parti questo movimento prese il nome di Gruppo Genitori & Ragazzi. Chi scrive ricorda benissimo il particolare vezzo linguistico per cui in pa­ese bastava dire “il Gruppo” o, nella parlata dialettale dei più, “ö Grüppö” (che, tra l’altro, in genovese ha anche il significato di “nodo”), affinché tutti capissero che ci si stava riferendo al comitato di prevenzione droga fortemente voluto e vigorosamente appoggiato dal Dottore per antonomasia. E davvero “annodati” tra loro furono, in quegli anni Novanta, i membri di questo sodali­zio che in larga misura sovvertì il tranquillo e a volte un po’ indolente trantran della nostra comunità.

Il Gruppo Genitori & Ragazzi di Bavari in gita sui monti di Bavari (1° maggio 1993)

Non potendosi insignire del titolo di “associazione” (perché non lo era: non c’erano statuti e cariche, tes­sere e verbali), il termine “movimento” è sicuramente quello che meglio lo qualifica. “Movimento”: e cioè azione, energia, vita. Col passaggio di millennio questo movimento si arrestò e i primi dieci anni del Duemila sono trascorsi nel suo nostalgico ricordo. Da qualche tempo, però, alcune persone di buona vo­lontà hanno cominciato a coltivare la speranza che non di sonno eterno si tratti, bensì soltanto di un prolungato letargo. Ma dipende dai bavaresi se la bella addormentata deciderà di destarsi, o se invece continuerà a pisolare. Dipende dalla loro voglia di mettersi in gioco per sé e per i propri figli, che molto spesso necessitano (oggi magari inconsape­volmente, domani probabilmente con più acuta coscienza) di valori autentici e di radici robuste, e non solo del nuovissimo strabiliante avveniristico videogioco per console o del costoso vestito griffato all’ultimo grido.

Dieci anni di letargia sono tanti. Perciò non c’è altro tempo da perdere. Anzi, c’è molto tempo da recuperare. Bavari, purché non si rassegni a perdere la sua storica dimensione comunitaria, deve partire alla ricerca del tempo perduto. Non per modificare il passato, ma piuttosto per non sprecare anche il futuro. Buon cammino, allora. E tanti au­guri.

Lascia un messaggio

Tu devi essere loggato Inserire un commento.



Better Tag Cloud