Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Sunday September 23rd 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

QUEL CAMPO MAGNETICO…

 

Qualche parola sulla lunga gestazione del nuovo impianto sportivo

 

P. Riccardo Saccomanno Icms, arciprete di Bavari

Ci inseriamo, come si suol dire, per transennam, nella piccata querelle sorta sulla versione web e su quella car­tacea del Drago Buono tra Andrea Cevasco e Ilaria Padoan, giacché siamo persuasi che almeno uno dei punti toccati dai due contendenti meriti una qualche maggiore attenzione: il riferimento è alla complessa gesta­zione del nuovo campo sportivo realizzato sulle ceneri (diremmo meglio, sulle sterpaglie) del vec­chio “Ferdinando Ta­viani” di felice memoria.

Andrea Cevasco accredita interamente a p. Riccardo Saccomanno, arciprete di Bavari dall’aprile 2008, il successo dell’ operazione; per converso, Ilaria Padoan rivendica il ruolo esercitato in questo senso dall’associazionismo locale. Trat-tandosi di due collaboratori del nostro giornale, è necessario che chi lo dirige contribuisca a chiarire una situazione che, in apparenza conflittuale, va invece più propriamente in­quadrata nei termini di una diversa angolatura di visuale.

 

Il rinnovato (e tanto agognato) impianto sportivo – che stando alle fonti a nostra disposizione do­vrebbe ormai essere inaugurato nel prossimo settembre, prima del varo della stagione calcistica 2011-2012 – è il frutto di un accordo stipulato tra la proprietà (la Parrocchia) e lo Sporting Club San Giorgio, ente sportivo facente capo al gruppo della società finanziaria Figenpa srl, con il be­neplacito “morale” della Curia arcidiocesana di Genova. Dalla stesura del progetto preliminare (esibito pubblicamente a dicembre 2008 in un’affollata assem­blea nel salone A.C.L.I.) fino all’inizio dei lavori (maggio 2010) e oltre, l’intera pratica è stata sulla scrivania del parroco e nelle mani sue e dei suoi stretti collaboratori. Per amor di verità, corre altresì l’obbligo di puntualizzare che la prima presa di con­tatto della parrocchia con Figenpa, o, per l’esattezza, con Marco Nappi, responsabile del settore calcio della società, avvenne grazie alla mediazione del presidente del Genoa Club Bavari, Gianni Cevasco.

Per quanto riguarda il periodo immediatamente precedente, cioè il lungo intervallo di tempo che se­para la chiusura del vecchio “Taviani” (inizio dell’estate 2005) dall’insediamento del nuovo arciprete (metà primavera 2008), le cronache registrano alcuni tentativi intesi a esplorare la percorribilità di nuove strade (soprattutto hockey su prato, ma anche attività equestri), in­sieme al timore – palpabile, ma in buona sostanza irrazionale – di parte della cittadinanza di assistere, im­potente, alla metamorfosi dell’area da spa­zio sportivo-ricreativo a sito de­stinato al rimessaggio a paga­mento di autoveicoli e di imbarcazioni da di­porto.

Tuttavia, ricordi, dati e carte alla mano, non si rammenta alcuna particolare presa di posizione dell’associazionismo locale – con la lodevole eccezione del Genoa Club – a tutela di quel patrimonio so­ciale, oltre che immobiliare, rappresentato da quell’ettaro di terreno. Compulsando con una certa atten­zione gli archivi del Drago Buono e del Circolo A.C.L.I. San Giorgio (quello del DB, peraltro, è inte­gralmente disponibile sul web), è facile verificare come gli unici altri soggetti del mondo sociale bavarese ad avere espresso conside­razioni e addirittura conte­stazioni furono l’associazione dei lavoratori cristiani e l’organo di stampa da essa edito. Si ri­manda, a questo proposito, al materiale documentale: l’articolo “Quale futuro per il Campo Taviani?”, in DB n° 22, pag. 5, estate 2005, ripreso con identica titolazione in DB n° 23, pag. 6, inverno 2006; l’articolo “Requiem per il Campo Taviani?”, in DB n° 26, pag. 6, au­tunno 2006; e numerosi passaggi de­dicati al problema nelle relazioni annuali presentate dal consiglio di­rettivo all’assemblea dei soci del Cir­colo A.C.L.I. e sistematicamente portate a conoscenza del par­roco pro tem­pore di Bavari.

Marco Nappi su una macchina da lavoro a Bavari nel cantiere del "Taviani"

In tutta franchezza, non conserviamo memoria di consimili interventi messi in atto da parte del re­stante associazionismo locale, e segnatamente da parte di quello di area laica, fatto salvo il già citato Ge­noa Club Bavari. Mugugni sicuramente tanti, ma poco o niente nell’ambito delle cose concrete. È questa semplice eppure decisiva constatazione che dimostra la validità e la solo appa­rente reciproca contraddittorietà delle posizioni espresse in proposito da Andrea Cevasco e da Ilaria Padoan: se il merito esclusivo per quella che, fatte le debite proporzioni, è a tutti gli effetti una “grande opera” non può essere ascritto unilateral­mente al solo p. Riccardo Saccomanno, è però fuor di dubbio che sia stato lui, di concerto e in sintonia con i suoi collaboratori del C.P.A.E. (Consiglio Parrocchiale per gli Af­fari Econo­mici) a gestire e con­durre in porto questa operazione di primaria im­portanza.

Al di là delle intenzioni degli autori dei due pezzi (senz’altro rettissime), l’impressione è che oggi il “Taviani” corra il rischio di ritrovarsi trasformato in un vero e proprio campo magnetico: abbandonato a se stesso o quasi, allorché la carica negativa, per anni, pa­reva te­nere alla larga un po’ tutto il “Bavari che conta” e rami collaterali; nuovamente appetibile non appena la subentrata carica positiva abbia ricomin­ciato ad attrarre gli opposti e a scatenare quella premurosa corsa in soccorso del vincitore che è così tipica delle italiche con­trade.

Ma se le opinioni sono opinabili, i fatti sono fatti, e noi del Drago Buono non ci stanche­remo mai di raccontarli.

ALESSANDRO MANGINI

 

AVVISO IMPORTANTE

Si rende noto che il campo sportivo “Taviani” non è ancora accessibile a terzi diversi dal personale occupato nella sua realizzazione. Ragioni logisti­che e assicurative impediscono la presenza di estranei per qualsiasi motivo e a qualsiasi titolo. È pertanto vietato l’accesso a chiunque; i trasgressori andranno incontro alle conseguenze previste dalle vigenti leggi.

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