Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Tuesday July 17th 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Andiamo a incontrare Gesù!

Cari parrocchiani e cari amici,

mi è caro comunicare attraverso le colonne del Drago Buono in forma di lettera, proprio perché mi mette più a mio agio (e spero anche a voi!).

Il tempo corre, anzi galoppa e già siamo a Pasqua e di cose ne sono state fatte tante, da Natale a oggi. E proprio la prima che mi viene da pensare è per l’appunto questo “scorrere” del tempo, questo “fare” tante cose, questo “faticare” dell’uomo di ogni giorno, di ogni stagione, di ogni anno… ma in tutto questo c’è una costante, una luce ed una forza che ci tocca e ci sostiene: è la presenza di Gesù, nostro Salvatore! Già l’ho detto (anche nel numero di Natale), ma non mi stanco di ripeterlo che il centro della nostra vita, delle nostre fatiche e del nostro fare è Gesù che si dona a noi non solo a Pasqua, ma in ogni Eucaristia, in ogni S. Messa, in ogni celebrazione domenicale.

C’è però poca consapevolezza di questo, poca “fede” nella presenza reale di Gesù attraverso i sacramenti e la Santa Chiesa. Senza offendere nessuno, constato, infatti, un grande desiderio della “benedizione” di Dio quando il sacerdote passa per la tradizionale visita alle famiglie (ed è una cosa buona!), ma molto meno vedo la ricerca di questo incontro di salvezza in Chiesa, nel tempio di Dio, dove si celebrano i Divini Misteri. Perché questo? Ci manca un po’ di fede, come dicevo prima, e un po’ di buona volontà per darci uno scossone e andare anche noi incontro al Signore, se non altro per rispondere il nostro grazie ai suoi innumerevoli doni. E, purtroppo, se non ci facciamo toccare dal Signore, non veniamo “sanati”, non veniamo salvati: rimaniamo cioè con tutte le nostre miserie, i nostri limiti, i nostri peccati, con tutte le loro conseguenze che non di rado sono pesantissime! Purtroppo, non serve augurare “Buona Pasqua” quando c’è la morte dentro il cuore, quando c’è una sofferenza senza speranza, quando la nostra vita è un continuo correre senza mai sentirsi felici…

Ecco allora la parola di speranza che vorrei dare a tutti (a me per primo): «Il sangue preziosissimo di Gesù, versato per noi, ci ha redenti e ci ha salvati dalla morte: venite, esultiamo con canti di gioia! Facciamoci toccare dal sangue di Cristo!». Che vuol dire? Andiamo a incontrarlo nella preghiera e nei sacramenti, specialmente la Confessione e l’Eucaristia: Lui non ingabbia nessuno, Lui ci libera dalla vera schiavitù che è la schiavitù del male e del peccato! Questi stessi contenuti sono stati autorevolmente richiamati anche dallo stesso Papa Benedetto XVI nella catechesi del 13 aprile scorso: «Essenziale è non lasciare mai una domenica senza un incontro con il Cristo Risorto nell’Eucaristia; questo non è un peso aggiunto, ma è luce per tutta la settimana». E inoltre: «Non cominciare e non finire mai un giorno senza almeno un breve contatto con Dio. E, nella strada della nostra vita, seguire gli “indicatori stradali” che Dio ha comunicato nel Decalogo (cioè i Dieci Comandamenti, n.d.r.)».

Chi già cammina su questa strada traccia una via luminosa che trasforma e trascina al bene, anche senza accorgersene! Mi pare che sia questo il “segreto” della riuscita delle nostre attività e delle nostre iniziative parrocchiali, ma ancor più è ciò che realizza la nostra vita e ci conduce a esserne felici. Quanto vorrei ne fossimo contagiati tutti!

Attraverso queste colonne voglio ringraziare tutti coloro che, proprio attraverso la loro unione ai Divini Misteri, stanno favorendo molto la crescita della nostra comunità parrocchiale. Infatti non è facile “costruire”, soprattutto quando si è pochi e i mezzi scarseggiano. Ma è proprio da Gesù che vengono forza e mezzi per costruire quello che tutti auspichiamo: una società migliore, dove ci sentiamo come una grande famiglia, in cui condividiamo gli stessi valori e le stesse mete. È quello che intendiamo con la parola AMORE che, per noi credenti, è la stessa vita di Dio: impariamo da Gesù! Facciamoci toccare dal suo preziosissimo sangue: «Chiunque crede in Lui, ottiene la remissione dei peccati per mezzo del suo nome» (Atti degli Apostoli, 10,43).

Buona Pasqua a tutti!

P. RICCARDO SACCOMANNO ICMS

Arciprete-Parroco di San Giorgio di Bavari

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