Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Tuesday May 22nd 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Samp a picco, parlano i tifosi

Per i sampdoriani di Bavari, Garrone è l’imputato n° 1, ma nessuna assoluzione per i giocatori. La speranza in un pronto riscatto per l’immediato ritorno nel calcio che conta.

La retrocessione della Sampdoria è pur sempre un evento. Deprimente, doloroso, addirittura drammatico per chi lo ha subito; gioioso ed esaltante per chi occupa invece la sponda opposta del Bisagno calcistico. Ma è un evento a tutti gli effetti, maturato come esito catastrofico (ma prevedibile) di una stagione pazza e scellerata, quale mai se n’era vista l’equivalente negli ultimi sessantacinque anni di storia pallonara a Genova.

A Bavari, da decenni, i doriani sono una minoranza orgogliosa. Si sa, il tifo blucerchiato è soprattutto ponentino; a Levante «stare col Doria», come recita uno degli inni cantati dalla Gradinata Sud, è andare controcorrente, una vera e propria contestazione al Grifone imperante. Nonostante la ferita sia ancora freschissima e ben lungi dal cicatrizzarsi (anche perché i supporter rossoblù non hanno certo mancato di rigirare il coltello nella piaga), i bavaresi blucerchiati non esitano a esternare senza peli sulla lingua il loro pensiero, a botta calda.

ALESSIO RUSSO punta il dito contro il presidente Garrone e la dirigenza di Corte Lambruschini: «Più che incolpare la squadra, che comunque a mio parere negli ultimi mesi non ha mai giocato a livelli accettabili, io incolperei la società perché da inizio stagione – a partire dalla scelta di Di Carlo come allenatore – ha preso decisioni sempre contro la squadra e mai a favore. Non si è mai visto un presidente che a quattro/cinque giornate dalla fine del campionato e con la squadra invischiata nella lotta per non retrocedere dica che la società ci sosterrà anche in B, anziché dire che alla salvezza ci credevamo davvero… Palombo che chiede scusa alle curve in lacrime è la perfetta sintesi di una stagione davvero incredibile».

DARIO VERNAZZANO ammette con obiettività: «Purtroppo la squadra lo meritava in pieno, di retrocedere, anche perché siamo stati la peggiore nel girone di ritorno e inoltre altre squadre che lottavano per la salvezza hanno mostrato più cuore di noi. Credo che servirà alla società, in primis a Garrone, per capire che non bisogna guardare sempre al portafoglio, perché ti può andare bene per un po’, ma alla fine succede inevitabilmente questo. Credo che la serie B sia necessaria per rivitalizzare una squadra marcia alla radice».

Una sintesi critica è anche quella formulata da SARA ROGINA e ANDREA TORRESANI: «La retrocessione era nell’aria ormai da qualche tempo… lo sapevamo, ma ogni domenica si sperava in un miracolo. Ora ci siamo, siamo in B, non abbiamo ancora realizzato bene la situazione, ci sono ancora mille emozioni e solo di una cosa siamo contenti: che non aver speso soldi per la squadra abbia provocato una grande perdita di denaro tanto amato dal sig. Garrone! Tuttavia, ora si deve pensare al futuro con la speranza che la società, dopo i tanti, troppi errori fatti quest’anno, sappia mettere su una squadra degna di questi colori e dei tifosi. E comunque, in qualsiasi categoria sempre forza Sampdoria!».

SANDRO LEONCINI emette una sentenza di condanna per così dire ecumenica: «Colpe enormi le ha la società, ma tutti gli altri, arbitri compresi (vedi il gol di Pozzi nella partita col Palermo) ci han messo il loro sassolino. Gli Ultras sull’Aventino della Nord per la tessera del tifoso, i gruppi che si riuniscono e chiedono pubblicamente la testa di Di Carlo, più altre amenità varie… questa curva non retrocede? La tifoseria della Samp retrocede tanto quanto gli altri!».

La butta invece su un’ironia un po’ guascona SALVATORE RUSSO: «Fanno bene a gioire i nostri parenti poveri… possono festeggiare solo le nostre sconfitte, visto che loro è dalla preistoria che non vincono niente».

La figlia CHIARA RUSSO gli fa eco, in forma meno telegrafica: «Sono molto dispiaciuta per il risultato ottenuto in questo campionato… o meglio per la nuova categoria che ci siamo aggiudicati… ma ritengo sia un risultato meritato. Le cause sono a mio parere due: il mancato investimento nel calciomercato e la partenza di Cassano e Pazzini. Questo hanno contribuito a peggiorare una situazione secondo me già precaria. Sarà dura risalire: o investiamo in uno squadrone, o rimaniamo giù qualche decennio, per la gioia dei nostri cari cugini che, per citare le parole di mio padre, gioiscono delle nostre disgrazie. Ma magari gli teniamo il posto in caldo».

Nostalgica e sentimentale, ma pure appassionata e orgogliosa, la testimonianza di SABRINA PASTORINO: «I pensieri sono molti. Se mi fermo e penso, ho impressa ancora la splendida giornata di quell’ormai lontanissimo maggio 2010 e, oggi, forse più che arrabbiata sono delusa, delusa da troppi comportamenti sbagliati, errori che faccio fatica, anche sforzandomi, a capire, situazioni che ho vissuto e condiviso con la  gradinata per tutta la stagione senza capacitarmi che fosse veramente realtà quella che si stava vivendo: increduli domenica dopo domenica, delusi vedendo nessuna reazione da parte di tutti, ma soprattutto, da quella Società che da una prima salvezza ci aveva fatto rivivere anche bellissimi momenti, ci aveva riportato gioie  ed entusiasmo: dai preliminari di Champions alla Serie B?!?  Ecco dove siamo arrivati… ed ecco invece la gioia attesa dei tifosi genoani! A quanto dettomi proprio da alcuni amici appartenenti a quei colori: “Cara Sabri, son vent’anni che aspetto questo momento! Finalmente…”. E cosa poter dire a chi ha sempre vissuto pessimi momenti? Non mi sento di dire cose cattive. Anche io ho vari ricordi di 11 bare in giro per il Ferraris, dei ragazzi vestiti da preti sotto i Distinti, eccetera. In fondo forse abbiamo più ricordi noi nei loro confronti di quanti ne  possano avere loro nei nostri. Non mi sento essere cattiva, ma anzi, quasi di capirli. Comunque lascio gioire tutti chi più e chi meno, anche se ora ho ancora una parte di me che deve riprendere coscienza di essere in Serie B. Ho un ricordo che  porto e porterò a vita nel cuore, un qualcosa di cucito addosso, degli anni fantastici coronati da uno Scudetto… e lo so che tutti dicono: “E basta, siete ripetitivi!”. Ma vi assicuro che è un “qualcosa” che per chi non l’ha vissuto è impossibile da capire! …e IO C’ERO».

LORENZO PERINOT è fatalistico: «Abbiamo dimostrato come sia possibile passare dal 4° posto al 18° in una sola stagione e che, come dicono gli americani, più alto uno va e più forte sarà il rumore quando cade… poi posso dire che da Calciopoli in avanti per me il calcio da tifoso è praticamente morto, lo seguo per pura passione sportiva, ma nel calcio moderno fare il tifoso di una squadra senza portafoglio è un atto quasi masochistico (i genoani insegnano). Come per tutte le cose della vita, anche da questa situazione si può prendere il buono e farsi scorrere sopra questi momenti tristi.»

Un’iniezione di fiducia è anche ciò che propone DAVIDE MATERA: «La stagione blucerchiata 2010-2011 è racchiusa tutta in un termine orientale, il famoso “harakiri”, per chi non lo sapesse è una forma di suicidio, di autolesionismo. Secondo me è proprio questa la principale chiave di lettura della nostra stagione. Ma anche da esperienze sportivamente dolorose come questa, se si ha la capacità di analizzare e far tesoro dei propri errori, se ne esce più forti di prima. Lo sport è bello perché anche dopo sconfitte e annate storte, offre sempre una seconda chance; l’importante è poi saperla cogliere.»

Insomma, post fata resurgo, come dichiarava l’antica Fenice rinascente dalle sue stesse ceneri. Questa, perlomeno, è la consolante convinzione dei più. È impensabile, infatti, che in futuro si possa fare di peggio, dopo quanto è toccato vedere nell’ultima annata. Anche se, è risaputo, al peggio non c’è limite. Tanti auguri, U.C. Sampdoria. Ne avrai bisogno.

ALESSANDRO MANGINI

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