Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Wednesday November 14th 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Referendum 2011, avviso ai naviganti (e soprattutto al manovratore)

A Bavari quorum al 64%, tre punti in più rispetto a Genova città. Schiacciante vittoria dei “Sì”. Un successo veicolato anche da nuove forme di comunicazione troppo sottovalutate da un’attempata classe politica.

Se i voti, una volta aperte le urne, sono facilmente quantificabili, non si sa invece quanti, soltanto qualche giorno addietro, sarebbero stati disposti a scommettere sul superamento del fatidico quorum del 50%. Certo, le recenti amministrative avevano lasciato intendere che il vento era cambiato e che la gente – al di là degli schematismi un po’ logori di destra e di sinistra – aveva voglia di partecipazione e di aria nuova. Però ci voleva del coraggio a prevedere un’affluenza di oltre 25 milioni di cittadini a dei referendum, ossia a un tipo di consultazione che negli ultimi vent’anni assai di rado aveva destato l’interesse degli elettori. Eppure, a secca smentita delle solite cassandre, il quorum è stato raggiunto, eccome. 

 

Nella tabella i risultati dei referendum nel seggio di Bavari

Veniamo a Bavari. L’affluenza al voto è stata superiore di circa tre punti a quella totalizzata nella Grande Genova: 64% contro il 61% del resto della città. Il paese si conferma sensibile al richiamo della scheda. Grosso modo nella media nazionale il responso sui quattro quesiti: oltre 95 elettori su 100 con i loro “sì” hanno bocciato la privatizzazione dell’acqua, i relativi profitti, l’introduzione dell’energia nucleare in Italia e il legittimo impedimento a tutela del premier e dei ministri. Appare abbastanza chiaro come non solo l’elettorato di centrosinistra (massicciamente schierato per forza di cose), ma importanti flussi di elettorato abituale del centrodestra abbiano scelto di prendere parte alla competizione referendaria votando in modo analogo alle sinistre. Per quanto Berlusconi tenti (per la verità con una certa goffaggine) di trincerarsi dietro il paravento della libertà di voto concessa ai suoi sostenitori, il dato dice che molti di loro non hanno fatto ciò che il Presidente del Consiglio sotto sotto si attendeva: cioè non si sono astenuti.

L’esito finale sorprende anche a fronte del fatto che i tradizionali mass media (in particolare le emittenti televisive) non avessero dedicato granché attenzione all’appuntamento. Ma l’enorme diffusione dei nuovi mezzi di comunicazione telematici (soprattutto social network come Facebook, utilizzato ormai da molti milioni di utenti anche nella Penisola) ha senza dubbio favorito una fluida circolazione delle notizie e delle idee, oltre che della propaganda in senso stretto. Mentre fino a un lustro fa internet era uno strumento informatico in espansione, ma non ancora fruito in modo sistematico dalla gran parte della popolazione, in soli cinque anni le cose sono profondamente mutate. A discapito di chi, come Silvio Berlusconi, ha continuato a puntare tutte le sue carte sul classico ma un po’ antiquato mezzo televisivo, che mantiene un’importanza considerevole ma non più, a quanto pare, decisiva.

Bruno Villa

Lo riconosce un militante di sinistra di lungo corso e di indomita passione politica (è stato per anni e anni lo storico segretario del PDS-DS di Bavari) come Bruno Villa: «I partiti stanno diventando sempre più delle scatole vuote. Oggi la società civile cerca altre strade, i giovani guardano alla politica in modo completamente diverso. C’è una nuova generazione che si affaccia sulla scena e chiede ascolto e spazio. Non possiamo più eludere questa domanda di partecipazione. Anzi, dobbiamo assecondarla, se non vogliamo che venga convogliata altrove. Questo è uno dei temi che una sinistra moderna, plurale, riformatrice, di governo, deve assolutamente porre all’ordine del giorno».

Insomma, i cittadini con il loro voto referendario hanno voluto riprendersi con la forza dei numeri – una forza tranquilla e in tutto e per tutto democratica – il sacrosanto diritto di dire la loro. A Bavari due su tre si sono comportati così. È un avviso ai naviganti, e più di tutti al manovratore, di cui sarà necessario tenere gran conto.

ALESSANDRO MANGINI

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