Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Tuesday May 22nd 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

VIVERE INSIEME IL NOSTRO TERRITORIO / classe terza

Circolo A.C.L.I. San Giorgio / TRA I BANCHI DI SCUOLA CON EMOZIONE

I soci fondatori del Circolo A.C.L.I. S. Giorgio di Bavari

Giovedì 10 marzo sono venuti nella nostra classe 3a il signor Marco, papà di Agnese e la signora Grazia, nonna di Alice.

Il signor Marco ci ha parlato dell’A.C.L.I. (Associazione Cristiana Lavoratori Italiani) e ha detto che è nata nel 1913. I soci fondatori hanno versato 2 lire, 17 euro di oggi, per aiutare le famiglie bisognose e gli infortunati.

Nel 1946 un giovane arciprete “o sciu ArçipraeveDon Guglielmo Grosso ha aiutato gli abitanti a ricostruire l’A.C.L.I., perché la guerra l’aveva distrutta: e cioè il bar, il giardino, il campetto, la cantina e il cinematografo che ha avuto tanto successo.

Dopo il signor Marco ha detto che nel 1999 e nel 2004 è stata fatta una mostra dal titolo ”BAVARI.. A SPASSO NEL TEMPO” nel salone del teatro dove sono stati portati molti oggetti antichi per farli vedere e poter ricordare insieme il tempo passato. La scuola Gioiosa ha partecipato con disegni molti belli.

I soci dell’A.C.L.I. si riuniscono ogni mese per prendere delle decisioni importanti. Come allora, nessuno è padrone.

"Fior di Loto", indimenticabile recita di fine anno scolastico messa in scena nel salone A.C.L.I. il 2 giugno 1960

A questo punto la nonna Grazia ha parlato del balletto “FIOR DI LOTO” al quale lei e i suoi compagni hanno partecipato 50 anni fa nel teatro dell’A.C.L.I. Le mamme e le nonne hanno collaborato facendo i costumi per il bellissimo “musical”. I bambini hanno ballato, cantato e recitato. E poi ha detto: “Bambini per me è stato un sogno, un desiderio e un’esperienza fantastica che non dimenticherò mai”. Dopo Grazia ha mostrato a tutti noi le foto in bianco e nero della recita. Erano molto belle e così antiche!

Filippo Malaponte

La maestra ha detto anche che il teatro porta il nome di Filippo Malaponte. Lei lo ha conosciuto e non lo dimenticherà mai. Era una persona istruita ma anche molto umile, generosa e sensibile. Filippo era giovane quando si è ammalato di sclerosi multipla. Con grande coraggio si è laureato in biologia e non ha mai smesso di “sognare per i giovani”. Durante la malattia ha scritto canzoni, poesie e commedie e ha sempre espresso il desiderio che in quel magnifico teatro ci fosse un “ centro culturale” per tutti i giovani, per cantare, recitare e ballare.

Il "mitico" Cavallo di Troia al "carrosezzo" bavarese del 1994

Filippo è morto nel 1993, ma è riuscito a vedere la nascita del “Gruppo Genitori & Ragazzi di Bavari”. In quegli anni nonni e genitori hanno collaborato insieme per aiutare a crescere figli e nipoti in un luogo sereno e divertente contro il pericolo della droga. Ci sono stati spettacoli, sfilate di Carnevale e gite. La maestra ha concluso dicendo che lei faceva parte del gruppo con i suoi figli.

Per noi bambini è stato un pomeriggio molto piacevole. “Ringraziamo con affetto per le notizie…belle, un po’ tristi e anche un po’…emozionanti!”

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P.A. Croce Azzurra / UN SOGNO VERO

“Quando una persona sogna,

è soltanto un sogno.

Ma quando cento persone

fanno lo stesso sogno,

è l’inizio della realtà”

Luigi Raschi

Noi bambini della classe terza abbiamo ascoltato la lettura del documento letto dalla maestra. Siamo rimasti molto sorpresi! La maestra ci ha invitato a riflettere in silenzio. Abbiamo riletto quelle belle parole e abbiamo detto: “Maestra è un sogno vero?”. La maestra ci ha risposto: “” ed ha aggiunto: “Sono parole profonde e piene di significato, esprimono i sentimenti e le emozioni di quelle persone che hanno creduto in un progetto, trovare una sede per la Croce Azzurra di Bavari”. Abbiamo ascoltato la storia con molto interesse e poi l’abbiamo ricostruita a piccoli gruppi…”tornando indietro nel tempo!”

…Nel 1926 a Bavari c’è una sezione della “Croce Verde Genovese” e non è indipendente. C’è una sola barella da spingere a mano: un carretto, sistemato in un garage. E’ con tanta buona volontà di poche persone che l’organizzazione funziona.

Don Guglielmo Grosso

Nel 1946 arriva il giovane Arciprete Don Guglielmo Grosso. Si mostra disponibile con tutti gli abitanti e accoglie volentieri l’invito a collaborare con quei pochi Volontari. Valorizza il prezioso servizio della “Croce” e ne suggerisce la denominazione di “Azzurra”.

Nel 1956 giunge il giovane ed energico medico dott. Luigi Raschi. Nasce la “Croce Azzurra” e si acquista la prima vera macchina di soccorso. “O SCIÔ MËGO” accetta la nomina di primo presidente per 26 anni. Cura con la scienza e con il cuore. Collabora ininterrottamente con quei pochi Volontari e con “O SCIÔ ARCIPREVE”. Crescono idee e progetti… aumentano i Volontari…

Dal 1976…si realizzano numerose attività:

I bambini della Scuola "Gioiosa" in visita alla P.A. Croce Azzurra di Bavari

- iniziative di solidarietà per i terremotati, gli alluvionati e le popolazioni colpite dalla guerra;

- costruzione di un piccolo ufficio e una saletta nel vecchio garage;

- acquisto di autoambulanze sempre più attrezzate;

- nascita del Gruppo Donatori Sangue;

- servizi di prelievi e altri esami anche a domicilio;

- feste ricreative e tornei di calcio.

Nel 1983 arriva il signor Aldo Delpino, tipografo di professione e accetta la nomina di presidente per 23 anni. Si mostra molto attivo e coinvolge costantemente Soci e Volontari, per trasformare la “Croce Azzurra” in tutti i settori.

Nel 1986 s’inaugura la prima vera sede sociale ampia e funzionale vicino alla scuola “Gioiosa”. E’ un bel traguardo grazie alla tenace volontà di quanti vi hanno creduto. Continuano le attività di soccorso e ricreative. Si completa la costruzione di un garage. Nel cuore c’è sempre il desiderio di una “sede propria” in un bel posto. Finalmente…

…Nel 2007 il sogno si realizza! La Croce Azzurra ha una bellissima sede propria. E’ situata al centro del paese, a testimoniare nel tempo il senso di appartenenza e lo spirito di “gruppo”!

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Società Ippica del Bardigiano / UNA LEZIONE SPECIALE…

Giovedì 31 marzo è venuto in classe 3a il dott. Marcello Villa, veterinario in pensione, zio di Caterina, per parlarci degli animali e delle piante che vivono nei boschi di Bavari. Appena è arrivato, siamo andati in palestra con i bambini delle classi prima e seconda.

Ci ha detto subito che i fiori di ciliegio sono bianchi, quelli di pesco sono rosa e tutti fioriscono in primavera. Il signor Villa ci ha domandato se i fiori sono raggruppati o sparsi sui rami. Maya ha risposto correttamente, dicendo che sono raggruppati.

Poi egli ha iniziato a parlare dei rettili. Ha spiegato che il ramarro è di color verde, ha la testa azzurra, la coda lunga e in estate cambia colore. Il ramarro è parente della lucertola, dei gechi e delle vipere. La vipera vive tra le pietre calde, nei boschi di noccioli e di castagni. Le uova di vipera non si possono vedere, perché si schiudono dentro la pancia; ciascuna vipera partorisce 17 viperini all’anno. I nemici della vipera oltre l’uomo sono i ricci, i tacchini, i cinghiali, l’aquila minore e il biancone che vive sul monte Fasce. Poi il veterinario ha parlato della biscia “oxellinn-a”. Ha detto che è un rettile molto aggressivo e riesce a camminare, strisciando con una parte del corpo e alzandosi con l’altra dove c’è la testa; è lunga 1,50 cm circa ed è di color verde e giallo. La natrice viperina è nera, sta nell’umido e nei vasi sopra la terra. Mangia piccoli mammiferi cioè piccoli topi, uno ogni 15 giorni.

Il dott. Villa ci ha anche detto che la vacca cabannina produce un latte molto buono con il quale si può preparare un formaggio di nome “o cabannin” particolarmente gustoso, stagionato in 60 giorni. Ci ha parlato dell’asino e ha detto che lui percepisce la paura di un uomo, quindi si spaventa e si ferma. L’uomo invece, nonostante la sua paura, va avanti. Abbiamo imparato che l’asino è intelligente e l’uomo è un incosciente.

Infine il veterinario ha aggiunto che S.I.B. significa Società Ippica del Bardigiano ed è nata perché…”alcune persone condividevano un certo modo di vedere il mondo!”.

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Società Ippica del Bardigiano / UN’INDIMENTICABILE ESPERIENZA NEL BOSCO

Giovedì 29 aprile noi bambini della classe terza con i compagni di prima e di seconda ci siamo recati a visitare la S.I.B. in via Montelungo.

Le tante attività e iniziative della Società Ippica del Bardigiano

Il dott. Marcello Villa, zio di Caterina, il nostro esperto veterinario, ci ha accolto molto volentieri in un salone, la casa del Bardigiano. Ha iniziato a parlare di animali domestici. La “musca domestica”, cioè la mosca vive di più con l’uomo fra tutti gli altri animali. La “mucca” in verità si chiama vacca.

Il pollo è trattato male, perché è rinchiuso in una gabbia e costretto a fare le uova. Il cane è stato con l’uomo fin dal Mesolitico. Il cavallo è stato addomesticato nel Neolitico; per il cavallo la cosa più difficile non era il cibo ma i predatori, la via di scampo era fuggire. Nel 2000 a.C. il cavallo tirava i carri.

A questo punto il dott. Villa ci ha chiesto: ”Che differenza c’è tra l’uomo e l’animale?”. Andrea e Ivan hanno risposto bene: “la ragione”. Poi il dott. Villa ci ha chiesto: “E’ meglio trattare un cavallo con amore o come socio?”. Quasi tutti i bambini hanno risposto in coro: ”Con amore!”. Il dott. Villa era contento ed ha aggiunto che il cavallo va trattato con amore e bisogna sempre stargli accanto, ma è molto importante considerarlo come SOCIO, perché lui vuole collaborare.

Il cavallo Bardigiano è proprio così. Già 500 anni fa l’uomo aveva contatti con il cavallo Bardigiano. Nel 1980 alla S.I.B. c’erano solo otto esemplari. Oggi i cavalli sono molti e vivono nei pascoli o nei padoc.

E’ stata una lezione molto interessante ed istruttiva. Il momento più emozionante è stato quando il dott. Villa ci ha presentato Carezza, una cavalla di razza bardigiana che vive alla S.I.B. dal 1997. E’ figlia di Ventura e di Balbo e nipote di Mimosa e di Pippo. E’ alta 1,70 cm, ha una forte muscolatura, è ricoperta da un pelo marrone e lucido. Il muso è dolce, le orecchie sono piccole e gli occhi sono neri, teneri, belli e a forma di mandorla. La criniera e la coda sono nere, folte e lunghe.

Bambini della Scuola "Gioiosa" a cavallo nel maneggio S.I.B.

Tutti noi bambini desideravamo andare sul suo dorso! Il signor Villa ci ha fatto accarezzare il corpo di Carezza, per avere il 1° contatto. Ci siamo avvicinati uno per volta di fianco a sinistra, perché davanti e dietro si forma un cono d’ombra dove lei non può vedere e per paura potrebbe tirare un calcio. A cavallo abbiamo sentito il corpo morbido, la criniera crespa, il suo nitrito acuto e l’inconfondibile e gradevole odore del fieno. Mentre cavalcavamo, abbiamo sentito molto bene il ritmo degli zoccoli.

Carezza è intelligente, ha un cuore d’oro ed è dolce come la nutella, non pretende nulla solo un po’ d’affetto! Lei si fa voler bene ed è sempre disponibile per portare a passeggio grandi e piccini.

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