Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Thursday November 15th 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Un campo e due sfide

Dire che Figenpa abbia fatto un ottimo lavoro è riduttivo e quasi ingeneroso. Il nuovo centro sportivo che la società finanziaria, in meno di un anno e mezzo, ha realizzato sul terreno del vecchio e glorioso «Taviani» è davvero, come promesso, una “chicca”, un diadema incastonato nel cuore stesso di Bavari. Una vera grande opera. A voler spaccare il capello in quattro (ma in senso propositivo, non polemico), rileviamo soltanto che molti bavaresi covano il desiderio di vedere, a breve, una targa con il nome di Ferdinando Taviani apposta in luogo consono per ricordare che il campo a undici porta, storicamente, questa intitolazione. Del resto, la storia è storia e merita di essere conservata e tramandata.

Il centro sportivo inaugurato l’11 settembre ha vinto una sfida e ne deve affrontare subito una seconda. È uscito infatti vittorioso nel primo importante cimento: quello contro il cronico pessimismo dei più e il ben dissimulato fastidio di cert’altri, usi a criticare la scarsa presenza della parrocchia nel sociale ma poi, in realtà, insofferenti di qualsiasi sua discesa in campo al di fuori delle sacre mura. Destando lo stupore dei primi, e con gran scorno dei secondi, l’ettaro di terra battuta che con la chiusura del «Taviani», nel luglio 2005, sembrava destinato a rimanere abbandonato a se stesso, ora ospita un centro sportivo nuovo fiammante, un “gioiello” a detta degli intenditori: un’eccellenza. Pure la vista ne trae gratificazione, qualora si pensi che lì, fino a due anni fa, si trovava una landa desolata, brulla e incolta, usata ed abusata da alcune simpatiche canaglie come latrina per le deiezioni serali dei loro cani.

C’è però una seconda sfida, quella dell’integrazione: la partita che si gioca adesso consisterà infatti nella capacità di intrecciare un rapporto di buon vicinato e, se possibile, di collaborazione, tra Sporting Club e Figenpa Scuola Calcio (nell’insieme dei loro dirigenti, tecnici e atleti) da un lato, e la società civile del nostro paese (cittadini, esercizi commerciali, associazioni) dall’altro. Il problema già emerso della scarsità dei posteggi, per esempio, andrà affrontato assai per tempo, tanto da evitare il formarsi di malumori e tensioni e quindi di un clima di diffidenza e ostilità. Appare chiaro che, in questo quadro, è e rimarrà centrale il ruolo della parrocchia, proprietaria dell’impianto e, in un certo senso, garante davanti a tutta la comunità del suo buon funzionamento anche in ordine alla qualità della vita dei residenti.

L’auspicio da trarre, perciò, è che l’integrazione abbia altresì luogo sul piano dei rapporti umani tra i cittadini di Bavari e le persone che, provenienti da fuori paese, si troveranno a gravitare attorno al centro sportivo. Sarebbe un peccato se l’indifferenza o la ritrosia dovessero ostacolare la conoscenza, il dialogo, le relazioni. Il futuro prossimo ci dirà se e in che misura questa seconda e rilevante sfida sarà stata ingaggiata e vinta.

ALESSANDRO MANGINI

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