Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Thursday September 20th 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Scuola, per chi suona la campanella?

Anche a Bavari, la drastica politica di tagli voluta dal Governo determina una forte riduzione del servizio e dell’offerta formativa

Lunedì 12 settembre 2011… suona la campanella per milioni di studenti. E’ iniziato un nuovo anno scolastico ma di “nuovo” non c’è niente se non la triste realtà che già abbiamo visto negli ultimi anni… tagli, tagli, tagli!

La scuola pubblica italiana è stata stravolta da una politica di tagli i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti: riduzione degli organici di oltre 100.000 elementi tra docenti, Ata e personale amministrativo; riduzione del tempo pieno nella scuola dell’obbligo e impossibilità di svolgere attività laboratoriali e in compresenza; riduzione dei servizi a tutti e in particolare ai disabili; ridimensionamento di orari, di discipline,di sperimentazioni; carenza di fondi per l’ordinario funzionamento delle scuole e per qualsiasi progetto didattico.

E’ questa l’attuazione della terza tranche di 19.700 tagli in attuazione della L. 133/08 . Per la prima volta il budget che dà un senso all’autonomia scolastica scende al di sotto dei 100 milioni di euro. Per il 2011, sono previsti poco meno di 79 milioni, un anno fa gli istituti si divisero quasi 127 milioni. Dal 2001 il finanziamento si è assottigliato del 71 per cento!

E così è cominciato l’anno scolastico anche alla “Gioiosa” di Bavari… alla Scuola dell’Infanzia è stata eliminata mezza sezione (quindi un’ insegnante): nonostante la presenza di 40 alunni (di cui 3 anticipatari), manca una Ata a 12 ore e docenti e bidelle fanno i salti mortali per coprire l’intero servizio.

La Scuola "Gioiosa" di Genova Bavari

La triste verità è che tutti gli interventi fatti in questi ultimi anni sulla scuola hanno avuto una sola finalità: tagliare i costi. Nessuna decisione è stata presa per una preoccupazione pedagogica. Taglia di qua e taglia di là, la scuola statale sta sempre più diventando come una scuola privata nel senso che se lo studente vuole un servizio, deve pagarlo. Per quest’anno, almeno riguardo il pre-scuola siamo riuscite a non gravare economicamente sulle famiglie. Strutturando un orario praticamente “impossibile” riusciamo a garantire l’apertura della scuola alle 7.30 perché nessuna di noi ha considerato faticoso cercare, per quanto possibile, di aiutare i genitori che devono “scendere a valle” la mattina presto per arrivare al lavoro! Non vi nascondo che ci siamo sentite dire “Ma chi ve lo fa fare? Ma fate pagare ai genitori la cooperativa!“. Già… chi ce lo fa fare? La risposta non è difficile… in primo luogo l’amore e la passione che mettiamo nel nostro lavoro e poi l’affetto straordinario che abbiamo per queste famiglie che tanto (ma tanto) fanno per questa scuola. Ed è per questo che nonostante tutto il nome “Gioiosa” appare più che mai appropriato alla nostra piccola, splendida realtà che difenderemo con le unghie e con i denti, nonostante tutto e tutti. Nonostante i tagli, nonostante una politica nazionale e locale a dir poco “inefficace e inefficiente” (e mi fermo qui!).

Sarà un anno di grandi proteste? Un nuovo Sessantotto? Temo che più che una ribellione ci sarà un’implosione. Eppure, tagliare bisognava. La scuola era diventata, come si dice spesso, un ammortizzatore sociale. Sì, gli sprechi c’erano ma non sono stati tagliati gli sprechi, sono stati tagliati i servizi. Ed è un grave errore di prospettiva, perché la scuola non può essere considerata solo un capitolo di spesa. La scuola è il miglior investimento per il futuro di un Paese. Lo dicono un po’ tutti, ma sembra che non ci creda più nessuno. Noi della Gioiosa ci crediamo ancor – fermamente – ed è questo che ci dà la forza di andare avanti.

Approfitto per ringraziarvi tutti per le mille iniziative che mettete in atto, per l’enorme sostegno che ci date, per l’affetto che ci fate sentire e che per noi è davvero importante. Voglio terminare questo mio articolo con una lettera che Andrea Canevaro (pedagogista, docente presso il dipartimento di Scienze dell’Educazione presso l’Università degli Studi di Bologna) ha scritto:

Care maestre e cari maestri, l’augurio che mi sembra necessario fare, e farmi, è: troviamo le energie per contribuire a realizzare la scuola che chi cresce meriterebbe. Vogliamo una scuola pubblica. Esprimiamo l’orgoglio di una scuola pubblica, ispirata dalla nostra Costituzione. Non vogliamo una gestione della scuola “per fare cassa”. Non perdetevi d’animo: pensate che avete la possibilità di incontrare ogni mattina chi sta crescendo, il mondo di domani. E questo vi convinca che state facendo il più bel lavoro del mondo. A volte chi parla di voi dice che siete parassiti, vi dà degli assenteisti… Vi auguro di meritare la fiducia di chi cresce, e di lasciar perdere il resto!

Appunto. Buon anno a tutti!

ANTONIA MONICA ROSSI

Insegnante della Scuola dell’Infanzia di Genova Bavari

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