Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Tuesday July 17th 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Giovanni Dellepiane. Dalle campagne di Bavari ai vertici della Chiesa

Si è svolta sabato 26 novembre a Bavari la commemorazione dell’arcivescovo Giovanni Dellepiane, nativo di Montelungo, nel 50° anniversario della morte, avvenuta a Vienna il 13 agosto 1961. L’iniziativa è stata promossa dalla parrocchia e fortemente voluta dall’arciprete padre Riccardo Saccomanno Icms, che ha voluto così proseguire una tradizione stabilita dai suoi predecessori mons. Guglielmo Grosso e mons. Guido Merani.

Alle ore 16, nella suggestiva cornice dell’antico oratorio della Confraternita di San Bernardo, il prof. Giuseppe Parodi Domenichi, autore di una monografia sul presule bavarese ed esperto cultore di storia della Chiesa, ha illustrato le linee fondamentali della vita di mons. Dellepiane. Alla breve ma esauriente introduzione del prof. Parodi è poi seguita la proiezione di un documentario fotografico realizzato per l’occasione dal nostro giornale, grazie alla documentazione fornita dai familiari e con materiale d’archivio del Circolo ACLI .

P. Riccardo Saccomanno saluta il Card. Bagnasco all'inizio della celebrazione in onore di mons. Dellepiane

I convenuti (i parenti dell’arcivescovo insieme alla nipote Enza Dellepiane, i Servi del Cuore Immacolato di Maria insieme a padre Riccardo e a mons. Mario Capurro, economo diocesano, e numerosi fedeli bavaresi) si sono quindi diretti nella chiesa parrocchiale di San Giorgio, dove, alle 17.30, il Cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, ha celebrato una messa in suffragio dell’illustre prelato, le cui spoglie mortali riposano proprio nel presbiterio dell’antica pieve. Nella sua omelia, il Cardinale, che ha voluto con la sua presenza omaggiare questo suo confratello nell’episcopato e grande figlio di Bavari, ha sottolineato il cospicuo lascito morale e spirituale di mons. Dellepiane e il suo alto valore umano e sacerdotale, richiamando alla memoria la profonda stima che il Cardinale Giuseppe Siri nutriva nei suoi confronti.

I familiari di mons. Dellepiane recano all'altare le offerte per la consacrazione eucaristica

Alla funzione – accompagnata dai canti della corale parrocchiale diretta dalla maestra Sara Barciotti – ha presenziato una delegazione dell’Ordine Cavalleresco dei Santi Maurizio e Lazzaro guidata dal prof. Parodi Domenichi e i responsabili della Confraternita di San Bernardo in vesti processionali.

La giornata commemorativa ha così permesso di tributare un doveroso omaggio a questa importante figura della storia religiosa e civile di Bavari e, nel contempo, di ricordare altresì tante altre persone vissute nel secolo scorso che non sono più fisicamente tra noi, ma la cui operosa esistenza si è, in vari modi, intrecciata con la nostra.

REDAZIONE

Pubblichiamo di seguito il testo del commento audio al documentario su mons. Dellepiane curato dalla nostra redazione e proiettato nell’oratorio San Bernardo.

«Vienna, agosto 1961. Squilla il telefono. Da Roma, la voce di un funzionario vati­cano informa che il Papa, Giovanni XXIII, è intenzionato a nominare cardinale il nunzio apostolico in Austria Giovanni Dellepiane. Purtroppo, il prelato, ammalatosi da qualche mese, giace a letto in condi­zioni ormai critiche. L’antica fiamma, “forte e soave” come recita il suo stemma, sta dando gli ultimi guizzi. Monsignor Dellepiane si spegne di lì a pochi giorni. Il “Papa buono” non potrà realizzare il suo proposito di rivestirlo della porpora. Resterà, per così dire, un cardinale in pectore, celato nel cuore del Successore di Pietro.

Giovanni Dellepiane nasce il 21 febbraio 1889 a Montelungo, frazione di Bavari sul versante del Bisa­gno, da un’antica famiglia del posto, umile, laboriosa e devota. Bavari, piccolo comune del contado ge­novese, è a quell’epoca un borgo popolato di persone semplici: famiglie patriarcali, numerose, solide, formate da lavoratori del braccio e da operose massaie. Gli abitanti vivono in modo frugale ma con molta dignità. In paese di respira un clima di armonia sociale e di fervore religioso.

Inizio '900: il futuro arcivescovo tra i giovanissimi chierici del seminario minore (è il fanciullo al centro in prima fila)

Il piccolo Giovanni, conseguita la licenza elementare, viene iscritto al seminario minore, dove compie gli studi medi e liceali. Sceglie quindi di proseguire la sua preparazione con l’obiettivo di abbracciare il sacerdozio. Nel seminario maggiore segue i corsi teologici di importanti maestri e ha come compagno Giacomo Lercàro, futuro cardinale e arcivescovo di Bologna.

Viene ordinato presbitero nel luglio del 1914. Non fa in tempo ad ambientarsi nella parrocchia di No­stra Signora delle Grazie in Sampierdarena, dove viene inviato come curato, che pochi mesi dopo è chiamato alle armi in veste di cappellano militare. Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo vede impegnato al fronte per provvedere alla cura spirituale dei soldati schierati in difesa dei confini della Patria.

Seconda metà degli anni '20: don Dellepiane (con la barba) nel giardino della canonica di Bavari, insieme all'arciprete don Ferruccio Grillo e ad altri confratelli

Al termine del conflitto, torna al servizio dell’arcidiocesi di Genova: è viceparroco a Voltaggio, ma ben presto, notate le sue doti, monsignor Federico Vallega, arcivescovo di Smirne in Turchia, lo vuole suo segretario particolare. In quella sede, a partire dal 1921, don Dellepiane ricopre gli incarichi di vicario generale e di cancelliere, ben ripagando la stima e la fiducia riposte in lui dal suo superiore. Contribui­sce inoltre, in modo attivo, a salvare un grande numero di vite umane durante la guerra greco-turca, combattuta fino all’autunno del 1922. In quegli anni, le fotografie lo ritraggono munito di una folta barba, che volle farsi crescere per poter meglio familiarizzare con la gente del posto, assumendo una tipica caratteristica estetica della popolazione maschile. Nel 1929, allorché un incendio, di natura pro­babilmente dolosa, distrugge la casa vescovile, la curia e parte della cattedrale, determinando il ritiro di mons. Vallega, don Dellepiane rimane a farne le veci per diversi mesi, ricevendo la qualifica di ammi­nistratore apostolico e reggendo sulle sue spalle la responsabilità dell’intera diocesi di Smirne.

Anni '30: in Congo Belga, insieme ai primi sacerdoti indigeni da lui ordinati

Le sue grandi capacità e il suo temperamento “forte e soave”, non lasciano indifferente la Santa Sede. Nel luglio del 1929, Papa Pio XI lo promuove Arcivescovo titolare di Stauropoli e lo nomina Delegato Apostolico in Congo Belga. Quando viene elevato all’episcopato, don Dellepiane ha appena qua­rant’anni. Nella colonia africana, dove risiede per ben due decenni, il giovane vescovo si prodiga con ogni mezzo: struttura e irrobustisce la presenza cattolica, forma e ordina i primi sacerdoti indigeni, fa pervenire e distribuisce aiuti umanitari alle popolazioni congolesi, diffonde il Vangelo e la fede cri­stiana.

Vienna, 1960: la firma della nuova Convenzione tra l'Austria e la S. Sede

Nel 1949, papa Pio XII lo promuove Nunzio Apostolico in Austria, con il delicato incarico di ricucire i rapporti tra quella nazione e la Santa Sede dopo la lunga e dolorosa parentesi dell’occupazione nazista e della Seconda Guerra Mondiale. Monsignor Dellepiane, digiuno di tedesco, impara con prodigiosa rapi­dità l’ostica lingua straniera; lo zelo con cui svolge il suo compito anche in terra austriaca trova il suo coronamento con la sottoscrizione, nel 1960, di un nuovo trattato diplomatico tra la Santa Sede e la Re­pubblica d’Austria.

Bavari, metà anni '50: nel teatro A.C.L.I. con don Grosso, l'on. P.E. Taviani e i parrocchiani

Per tutto il suo cammino, da Montelungo di Bavari fino ai vertici della diplomazia pontificia, monsi­gnor Dellepiane non dimentica le sue origini. È fraterno amico degli arcipreti di Bavari don Ferruccio Grillo, suo compagno in seminario, e don Guglielmo Grosso. Ama fare ritorno a Bavari sia in forma pubblica, sia in forma privata. E di una straordinaria intensità rimane la sua devozione per la Madonna della Guardia, il cui làbaro è solito condurre sempre con sé, ovunque l’autorità ecclesiastica deliberi di destinarlo. «Il vero nunzio non sono io, è la Madonna» confida un giorno proprio a don Grosso.

Nella primavera del 1961 viene aggredito da un male incurabile. Resta al suo posto fino alla fine. La morte impedisce a Giovanni XXIII di imporgli la berretta cardinalizia. Tre funerali sono celebrati in suo suffragio: nel duomo di Santo Stefano a Vienna, nella cattedrale di San Lorenzo a Genova e nella parrocchia natìa di San Giorgio di Bavari. I suoi resti mortali vengono tumulati nel presbiterio dell’antica Pieve. Nel 2001, in occasione del quarantennale della scomparsa, gli viene intitolato a Ba­vari il piazzale antistante il suo amato santuario.»



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