Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Sunday July 22nd 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Si chiama Matteo Renzi la tentazione del centrodestra

Il giovane sindaco di Firenze piace ai berlusconiani delusi. Andrea Cevasco: “Ha la voglia e la capacità di rinnovamento”.

Andrea Cevasco

Andrea Cevasco, 48 anni, bavarese, può a buon diritto essere considerato l’ideologo locale del centrodestra. Piccolo imprenditore, cultore di politica, liberal-conservatore e cattolico praticante (è anche socio ACLI), ha alle spalle una militanza nel Popolo della Libertà (in cui ha rivestito il ruolo di addetto stampa vicario), una candidatura, sfortunata, alle regionali del 2010 nella Lista Biasotti, e il generoso tentativo di varo della lista civica Liguria Moderata – Liberali cristiani, naufragato però sugli scogli di un risultato elettorale non esaltante alle scorse comunali di maggio. Ora sta dando l’anima per appoggiare il progetto dell’europarlamentare Mario Mauro: la fondazione, sulle ceneri del PDL (e un po’ anche dell’UDC), di un nuovo soggetto politico che si configuri come la sezione italiana del Partito Popolare Europeo; insomma, come l’area dei moderati e dei conservatori (nell’accezione nobile del termine). Non un partito “di plastica” o personalistico, ma di valori comuni e con un’identità precisa e riconoscibile.

Domenica scorsa, presa messa, Cevasco si è presentato al seggio delle primarie del centrosinistra allocato nel Carnaby della Società Mutuo Soccorso di Bavari, chiedendo di votare. E ha votato. Nessun trinariciuto comunista si è frapposto tra lui e la scheda elettorale. A chi è andata la sua preferenza? C’è bisogno di dirlo? ça va sans dire, al sindaco di Firenze, il trentasettenne innovatore-rottamatore Matteo Renzi, il “pierino” del PD, più amato fra i berlusconiani delusi che non tra i figli del compromesso storico. Persino il Secolo XIX gli ha dedicato le sue attenzioni. Noi ci siamo limitati a una breve intervista.

Caro Andrea, ma che cos’ha di così particolare Matteo Renzi, da destare tante simpatie nel popolo di centrodestra?

In questo momento storico di crisi economica e politica europea e italiana, Renzi rappresenta la voglia e la capacità di rinnovamento e superamento dei vecchi schemi partitocratici consociativi. Attrae l’area di centrodestra poiché  questo elettorato intravede in lui la possibilità di superare il comunismo e l’anti-berlusconismo inteso anche come leaderismo politico.

Matteo Renzi

Che cosa cambierebbe nel centrosinistra e nella politica italiana se Renzi vincesse il ballottaggio delle primarie?

Sia che Renzi vinca sia che perda, una cosa dopo queste primarie sicuramente è certa: un partito socialdemocratico in Italia finalmente vedrà la luce. Se vincesse, certamente il processo potrebbe essere più veloce e l’Italia potrebbe finalmente avviarsi verso un sistema bipolare. Inoltre non sarebbero più possibili alleanze raffazzonate che generano ingovernabilità e dissesti economici.

Berlusconi prepara la ridiscesa in campo. E’ fuori tempo massimo? Dovrebbe lasciare la leadership a gente nuova anche nel PDL?

La discesa in campo di Berlusconi, secondo me è condizionata dall’esito delle primarie. Con Bersani avversario Silvio si ributterebbe nella mischia, con Renzi sono sicuro di no. Il PDL, così come è configurato oggi, è una forza politica mai nata che non soddisfa i bisogni dei suoi elettori. Un ricambio dei politici è una necessità intrinseca di tutti i partiti. Lo chiedono tutti gli italiani.

Ti chiedo un giudizio coraggioso, fuori dai denti. Come valuti la possibilità che sia ancora Berlusconi il candidato premier del centrodestra?

Negativamente. Ma non sono io a decidere. Per quanto mi riguarda, io continuo a lavorare affinché in Italia possa nascere un partito appartenente alla famiglia del popolarismo europeo.

Può esserci un Renzi di centrodestra?

Ci sono molte persone oneste e capaci nel centrodestra, quel che manca non è il comandante ma la nave e l’equipaggio su cui poter contare per affrontare i marosi di questi primi anni del ventunesimo secolo.

(Redazione)

 

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