Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Sunday September 23rd 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

ANNO DELLA FEDE. E noi cristiani che cosa facciamo?

Una riflessione laicale in tempo d’Avvento: il relativismo, la crisi, il grigiore della società odierna e la proposta di Gesù: fede e amore per cambiare innanzitutto noi stessi.

Mi è stato chiesto di scrivere un articolo per riflettere sull’anno della fede; la mia prima reazione è stata quella di dire: “Ma chi sono io per poterlo fare, non sono così preparata, dove posso trovare le parole giuste…“.

Poi qualche giorno dopo ho avuto il piacere di partecipare ad una catechesi di monsignor Marco Granara (Rettore della Guardia): ho colto questo come un segno e con molta  umiltà vorrei cercare qui di riassumere o meglio di trasmettere quello che mi è rimasto. La riflessione era rivolta a famiglie e quindi penso si possa allargare a tutti voi, perché tutti siamo parte di una famiglia…

Nessuna crisi può privarci della presenza di Gesù

Viviamo in una società che segue solo il sentire: “Se sento qualcosa devo seguire quella via”: una società relativista, soggettivista, individualista, secondo la quale se quello che ho non mi dà più nulla, non mi trasmette più niente, lo scarto e volto pagina. E così i matrimoni finiscono, i giovani non vanno a messa perché dicono ”è sempre la stessa cosa, è noiosa!” e così via.

Possiamo trovare alternative, ma queste alternative alla lunga potrebbero diventare altrettanto “noiose”. Non sarà anche per colpa nostra? Come andiamo noi a messa? Siamo noi per primi che partecipiamo senza entusiasmo. Siamo noi per primi che abbiamo perso il senso!

Gesù fatto uomo non ha cambiato il mondo in un giorno ma per trent’anni ha vissuto da uomo.Ha lavorato con mani d’uomo, ha pensato con intelligenza d’uomo, ha agito con volontà d’uomo, ha amato con cuore d’uomo…” (Gaudium et Spes cap. 22). Ha condiviso tutto, tranne il peccato!

Tra i suoi discepoli aveva scelto gente tosta, che forse avrebbe voluto fare una rivoluzione, ottenere un risultato immediato, una conversione del mondo in un attimo e lui avrebbe potuto farlo, ma invece, senza fretta, ha impiegato tre anni per “formare” i suoi discepoli (catecumenato) e così poi per cinque/sei secoli con la loro testimonianza i cristiani hanno continuato a essere lievito e a stupire col loro essere seguaci di Cristo disposti a morire per seguirlo, così da convincere tanti altri a seguirli… con l’esempio, con l’entusiasmo di una scelta fatta per fede e poi alimentata da un buon catecumenato che appunto durava per tre anni!

Oggi in questa società grigia noi cosa facciamo, come seguiamo il nostro credo? Come testimoniamo la nostra fede? Chi educa i nostri figli? Quanto tempo dedichiamo a loro? Come possiamo educarli se passano più tempo con altri “soggetti educatori”? E poi ci ritroviamo con figli che non sentiamo nostri, non li riconosciamo, perché saranno stati educati da altri. Dobbiamo mantenere contatti con i vari soggetti educatori, essere presenti e guardare con attenzione ai valori che vengono trasmessi ai nostri figli!

Siamo seri e veri testimoni di Cristo? Chi guarda a noi rimane incuriosito da questo nostro CREDO? Combattiamo contro il grigiore seguendo l’unico esempio serio, l’unico Dio che si è fatto uomo per essere vicino a noi per farci vedere qual era e qual è l’unica VIA?

Sarebbe più semplice se in un attimo tutto cambiasse, se tutto girasse nel modo giusto, ma questa non è la via.Siete nel mondo, non del mondo!”. Quanto è difficile respirare l’aria di questo mondo, dovendo stare a galla nelle difficoltà di ogni giorno, per di più remando controcorrente, “non conformandosi alla mentalità del tempo”, ma l’esempio c’è ed è davanti a tutti noi, basta seguirlo. Non è facile, ma è quello che ci chiede la nostra fede. Non si può restare tiepidi, una volta incontrato Gesù Cristo!

È facile dare la colpa della nostra poca fede alla Chiesa, ai preti, a chi non si comporta come vorremmo e non ci trasmette quello che secondo noi dovrebbe trasmetterci. Ma noi cosa testimoniamo? Noi siamo coerenti con quello in cui crediamo? Ci domandiamo cosa farebbe Gesù al posto nostro? Come si comporterebbe, cosa direbbe… Se ci lamentiamo del mondo, ma non siamo noi a cambiare per primi seguendo quello che è l’esempio, il Verbo fatto uomo; se non siamo noi a mettere in piedi silenziosamente ed umilmente il cambiamento, ebbene, come possiamo pretendere che qualcosa cambi?

Gesù Cristo, unico mediatore tra uomo e Dio, unico salvatore del mondo

Siamo coscienti di cosa vuol dire essere CRISTIANI? Una volta incontrato il messaggio del vangelo, ci siamo messi in un cammino di ricerca per approfondire, per capire meglio cosa vuol dire essere CRISTIANI, o siamo rimasti indifferenti? Gesù ci ha chiesto soltanto di amare, di amare sempre e comunque. Quando usciamo da messa ci sentiamo rinnovati? “… Tornando a casa, chi mi vive vicino deve accorgersi che qualcosa è cambiato in me” (Andrea Gasparino – La Messa, Cena del Signore).

Questo quello che desideravo condividere. Ora, visto che siamo nel tempo dell’Avvento, credo che stia ad ognuno di noi, nel difficile momento storico ed economico che stiamo attraversando, spogliarsi di tutto, del superfluo e soprattutto del grigiore, dell’indifferenza e mettersi in cammino per ritrovare in Gesù che si fa uomo la nostra Fede e la nostra Via per ripartire di nuovo come uomini nuovi! “Nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo“ (Lc 10,21-24). Non importa se siamo dotti o ignoranti, ricchi o poveri: la via è uguale per tutti.

Dall’omelia del vangelo (del 4.12.2012): “…È così semplice da essere quasi incredibile: per arrivare a Dio, passare per l’uomo con tutte le implicazioni che la vita personale e sociale comporta. È così semplice che Gesù ha voluto avvertirci. È una verità, Egli ci dice, che solo i semplici afferrano, i piccoli. E con ciò la strada è aperta veramente per tutti, anche per gli adulti, gli anziani, i sapienti, i furbi, se sanno farsi piccoli, accantonando per un momento tutta la loro scienza ed esperienza di vita, per mettersi all’ascolto del Signore, e vivere la sua parola.

CAMILLA LAGOMARSINO

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