Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Monday November 18th 2019
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

San Valentino / Storie d’amore “zeneixi”.

Ai primi di febbraio le vetrine dei negozi assumono tutti  i toni del rosso: cuoricini, pupazzetti tenerissimi, cioccolatini rifasciati in nastri rossi e rose in tinta. Tutto in omaggio del 14 febbraio, festa degli innamorati il cui protettore è San Valentino.

A Genova venne vissuta una storia d’amore intensa e straziante ma dobbiamo tornare indietro nel tempo per ripercorrerla. Correva l’anno 1502 quando la gentildonna Tommasina Spinola, sposata ad un nobile suo pari grado, incontrava nella villa Cattaneo Adorno, in Albaro (allora paesino di villeggiatura punteggiato da meravigliose ville immerse nel verde), un giovane uomo molto affascinante: il re di Francia Luigi XII.

Lei era uno splendore e il sovrano perse subito la testa. I due divennero amanti in modo platonico; tra loro intercorsero lettere, missive, messaggi. Si amarono attraverso le parole senza mai avere un minimo contatto carnale. Nel 1503 un gentiluomo provenzale reca alla bella la falsa notizia che Luigi XII è morto nella battaglia di Cerignola. Disperazione di Tommasina che si lascia morire.

Come in ogni dramma che si rispetti arriva il colpo di scena: appena spirata, si presenta il messaggero mandato dal re per rassicurare l’amante sulle  eccellenti condizioni di salute del sovrano. L’araldo non può far altro che tagliare una ciocca dei capelli di Tommasina e recarla al re per uso eterno ricordo.

Una storia d’amore davvero triste ma con un aspetto attualissimo. Tanta gente è iscritta in chat line per incontrare l’amore e scrive i propri sentimenti a persone “assenti”. Dalla pergamena alla carta siamo passati alle lettere elettroniche. E’ cambiato il materiale scrittorio ma la voglia di essere legati dal dolce sentimento dell’amore è rimasta immutata.

Una storia decisamente più divertente ce la racconta Rambaldo de Vaqueras, poeta provenzale, nel suo “Contrasto”. Siamo circa nel 1190. Il poeta sta facendo la corte ad una giovane donna genovese; non si tratta di una dama di nobili natali ma di  una popolana.

Il poeta è tutto zucchero e miele, galante e attento alle parole. Si proclama servitore della signora, la prega di amarlo anche se lui è un essere indegno di tanta grazia. Insomma cerca di tirare acqua al suo mulino con tutta la bellezza della lingua e della lirica provenzale.

Il poveretto ha fatto i conti senza l’oste! La ragazza gli risponde in genovese e senza tante parole lo manda a farsi ripetutamente friggere. Non solo, gli racconta che ha un bel marito genovese, gagliardo, forte e lei non pensa minimamente di scambiarlo con il damerino che si trova davanti. Anzi finisce dicendogli “Proenzal, va, mal vestì, largaime star” ovvero “Va’ provenzale straccione, lasciami in pace”.

Direi che i genovesi ne escano facendone una bellissima figura. Gli uomini sono presentati come belli e con tutte le virtù richieste ad una figura maschile mentre le donne non sono delle pupattole pronte a cadere come pere per due paroline ben dette. Bel caratterino le zeneixi; giuro… lo abbiamo conservato ancora oggi. Provare per credere!

CATERINA DE FORNARI

Lascia un messaggio

Tu devi essere loggato Inserire un commento.



Better Tag Cloud