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Wednesday August 12th 2020
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

La “Primavera” di Genova

Il freddo pungente morde le mani e le guance dei passanti ma la mimosa in fiore ci avvisa che sta arrivando la primavera. Pensando alla nuova stagione fiorita viene alla mente il quadro di Sandro Botticelli – la Primavera – che nel 1477 segnò una pietra miliare nel percorso del Rinascimento.

A ben guardare, si nota che la modella di questa tela è la stessa che troviamo in primo piano, protagonista indiscussa, come dea dell’amore e della bellezza nella Nascita di Venere. Bionda, formosa, bellissima, altera nella grazia e nell’armonia la giovane modella  era una nobildonna genovese. Va da sé che fosse considerata una delle più belle, se non la più bella, tra le donne del mondo allora conosciuto.

Il viso della Venere botticelliana. E’ il ritratto della bellissima gentildonna genovese Simonetta Cattaneo.

Il suo nome era Simonetta Cattaneo, nata probabilmente a Portovenere nel 1453. Da piccola venne educata come tutte le ragazzine dell’epoca: studio e buone maniere per poter arrivare alla conquista di un buon partito. Aggiungiamo la straordinaria bellezza della giovinetta e l’importanza di appartenere ad una famiglia genovese molto illustre. Zena era una potenza ed i genovesi erano rispettati e riveriti. Il papa umanista Pio II in quei tempi,  scriveva: «Se Venere vivesse in questi tempi, si stabilirebbe a Genova».

Simonetta aveva tutte le carte in regola per agguantare un brillante futuro. Così accadde. Sposò Marco Vespucci , nipote del famoso Amerigo che avrebbe dato il nome al Nuovo Mondo. I Vespucci avevano amicizie importanti e frequentavano la corte dei Medici. Qui Simonetta incontrò Giuliano, fratello del Magnifico Lorenzo, e l’amore sbocciò. Il fatto che la donna fosse sposata non era fonte di scandalo; i matrimoni erano combinati dalle famiglie ed i sentimenti si cercavano tra  persone diverse dal proprio coniuge.

Anche Lorenzo perse la testa per Simonetta. Le dedicò poesie e canzoni tra cui Chiara stella che è giunta fino a noi. Lei però gli preferiva il fratello. Nel gennaio 1475, durante la famosa giostra di Giuliano, il torneo in Piazza Santa Croce a cui partecipavano tutte le corti d’Italia, furono dipinti due stendardi per Giuliano ed entrambi ritraevano una figura femminile chiaramente identificabile: Simonetta.

Sandro Botticelli, La nascita di Venere

Botticelli aveva avuto ordine dal giovane Medici di ritrarre la sua amante rendendo così pubblico a tutti i nobili partecipanti il loro amore. Il poeta della corte fiorentina, Poliziano, scrisse diverse strofe nelle sue Stanze esaltando la bellezza della signora Cattaneo-Vespucci. La sua immagine segna e segnerà tutte le tele del Botticelli che in lei troverà la bellezza perfetta.

Ma come la primavera anche la stagione di Simonetta durò poco. Morì a 23 anni forse di polmonite. La sua bara fu portata scoperta in chiesa perché tutta la gente potesse ammirare quella bellezza intatta, disperata come è disperata la bellezza nei morti giovani. Nel “Libro dei morti” conservato all’archivio nazionale di Firenze per il 24 aprile 1476 c’è la notazione: «È morta la Simonetta». E basta. Non era necessaria nessuna ulteriore informazione. Era così famosa che le spiegazioni erano inutili.

Dopo la sua dipartita, in meno di vent’anni la grandezza dei Medici andò declinando. Il 26 aprile 1478, appena due anni dopo, la congiura dei Pazzi colpirà e ucciderà Giuliano in cattedrale durante la messa di Pasqua. Il bel principe mediceo si era consolato con una certa Fiammetta che dopo la morte di lui darà alla luce un figlio: Giulio, il futuro papa Clemente VII.

Lorenzo governò Firenze con un pugno di ferro in un guanto di velluto. Morì nel 1492 forse per un’ulcera allo stomaco. La sua fine portò la rottura degli equilibri italiani e il re di Francia Carlo VIII scenderà nella penisola per conquistarla.  I Medici verranno cacciati da Firenze, arriverà Savonarola, rispunteranno i Medici ma la grandezza della città del giglio sarà ormai offuscata per sempre.

Come dicevano gli antichi: «Caro agli dei chi muore giovane». Simonetta resterà giovane e splendida per sempre nel cuore di chi l’ha ricordata e la ricorda.  La sua memoria è sempre presente, specialmente dal 2002 con la circolazione dell’euro. Guardate nel borsellino e cercate i dieci centesimi coniati in Italia.  È ritratto il viso della Venere del Botticelli.  Eh sì, una bella zeneize sempre in tasca. Chi l’avrebbe mai detto?

CATERINA DE FORNARI

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