Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Wednesday August 12th 2020
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Il 25 aprile a Genova

Se mi fermassi per strada e chiedessi a qualche ragazzino cosa si ricorda il 25 aprile credo che otterrei molti silenzi e ben poche parole. I nostri figli e nipoti vedono sugli edifici pubblici sventolare le bandiere. Una città pavesata a festa ed imbandierata con il tricolore se la godono solo se l’Italia del calcio vince un mondiale.

Non è così che dovrebbe essere.  Il 25 aprile tutti i balconi dovrebbero essere addobbati a festa e fermarci a riflettere sul sacrificio di una generazione sarebbe doveroso.

Cosa accadde a Genova il 25 Aprile 1945?

A liberazione avvenuta, i partigiani sfilano in Via XX Settembre

Nei giorni precedenti, con ormai la disfatta alle porte, gli ex alleati tedeschi avevano ben pensato di distruggere il porto prima di  abbandonare la città. L’arcivescovo di Genova, cardinale Boetto, uomo di Chiesa e di gran coraggio, si propose come mediatore tra partigiani del CNL e le forze di occupazione tedesche.

Nonostante le buone intenzioni del porporato e del suo segretario – futuro arcivescovo – Giuseppe Siri le cose non si mettono bene. Vi sono combattimenti in città, ci si affronta per conquistare un metro di territorio, prigionieri cadono nelle mani dei partigiani per essere scambiati al momento buono.  Non è ancora ben chiaro chi sia il vincitore e chi il perdente. Non si comprende più chi sia il  nemico e quale divisa indossi. Nel mezzo una città di civili inermi.

In una Genova distrutta e prostrata dai bombardamenti il 25 aprile 1945 accadde un miracolo. Alle ore 15 i partigiani scortano il generale tedesco Meinhold a Villa Migone nel quartiere di San Fruttuoso. Qui era sfollato il cardinale Boetto con i suoi collaboratori dopo la distruzione del palazzo della curia in San Lorenzo. Davanti all’arcivescovo che tanto aveva operato per la capitolazione, il generale tedesco firma l’atto di resa alle ore 19.30. Il documento è in quattro esemplari di cui due in italiano e due in tedesco.

LA GUERRA E’ FINITA!!!

Genova impazzisce di gioia.

A quei tempi non c’ero ancora ma ho un ricordo molto vivo trasmesso oralmente. Quella sera a Sampierdarena i miei nonni, Enzo e Jenny, scesero in cortile e ballarono al suono di chitarre e fisarmoniche. La loro bimba di cinque anni, Ebe, stava in braccio ad un soldato americano che le mostrava una foto con due bimbi ricciuti e sorridenti; erano i figli del maggiore che presto li avrebbe riabbracciati sul suolo patrio. La piccola non capiva bene quello che stava capitando. Soprattutto le sfuggiva il perchè il portinaio delle stabile si fosse vestito da donna e ballasse con la moglie vestita da uomo. Perchè i grandi ridevano e piangevano contemporaneamente? Perchè mamma e papà sembravano più giovani e felici di quanto non fossero mai stati?Perchè in un periodo di fame tutte le signore avevano cucinato qualcosa e l’avevano portato in strada per dividerlo con gli altri?

Quella bambina non poteva sapere che quel giorno sarebbe stato fondamentale anche per lei: sarebbe cresciuta in un mondo più libero e democratico grazie al sangue di tanti giovani – spesso poco più che adolescenti – sacrificatisi per gli ideali e per il bene comune.

CATERINA DE FORNARI 

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