Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Wednesday August 12th 2020
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Maggio: il mese delle rose

Il mese di maggio è il periodo dedicato alle prime comunioni, alle cresime ed ai matrimoni. E’ un periodo ricco di fiori e la regina della flora la fa da padrona. E’ un mese squisitamente femminile, dagli albori dei tempi.

Le rose, nell’antico Egitto, erano sacre alla dea Iside. Nell’antica Grecia erano simbolo della dea Afrodite, patrona della bellezza e dell’amore.A Roma sono legate a Venere, nome latino sotto cui si nasconde la dea greca di cui sopra. Guarda caso le rose erano per loro fiori sacri, proprio come il mese di maggio.

Con l’arrivo del Cristianesimo ed il suo diffondersi nella regione orientale del Mediterraneo l’immagine di Iside torna alla ribalta.La dea egizia era rappresentata da sempre con in braccio il figlioletto Horus. I primi cristiani presero l’immagine di Iside ed Horus e trasformarono la maternità pagana nella maternità cristiana: la Beata Vergine con il braccio il Santo Bambino. Successivamente l’iconografia sacra ebbe una sua evoluzione ma le basi risalgono ai primi secoli dopo Cristo.E con una traslazione anche le rose abbandonano il mondo dei geroglifici per diventare fiore perfetto simbolo della più perfetta donna mai esistita sulla Terra: la madre di Dio.

Genova da sempre è devota alla Madonna. Il 25 marzo 1637 venne formalizzata l’offerta della città a Maria Santissima, regina di Genova. Ci fu una solenne cerimonia davanti al doge, Gian Francesco Brignole, i Collegi, il cardinale Giovanni Domenico Spinola. La città e le Riviere erano dichiarate suddite della Vergine a sua volta nominata Regina ed Imperatrice . Le erano offerti i simboli regali ovvero le chiavi della città, a corona, lo scettro e il conio di nuove monete con la scritta “Et rege eos”.Sulle porte cittadine doveva essere riportata la scritta: ”Genova città di Maria Santissima”. Le stesse parole erano scritte sulla pedana della statua di bronzo, disegnata da Domenico Fiasella, realizzata da G.B. Bianco e sistemata sull’altare maggiore di San Lorenzo.

La città da anni aveva desiderio di affermarsi come territorio forte, come città-stato tra le più grandi potenze europee. Il fatto di regnare sulla Corsica aveva fatto cambiare la corona dogale con quella reale ma gli Stati europei non avevano mostrato interesse alla cosa.  Ora la città aveva una Regina indiscussa e sotto il suo dominio nessun re o principe terreno avrebbe provato a minacciare la città.

Agli ambasciatori genovesi all’estero vennero mandate istruzioni sul nuovo protocollo perché Zena ormai era un regno con una sovrana a tutti gli effetti; in realtà i diplomatici dovettero faticare parecchio per ottenere una qualche considerazione da parte dei reali europei.  Nella città le cerimonie ufficiali assunsero una nuova forma: il doge usava la porpora e durante le solennità veniva usato manto e corona regale. Gli ambasciatori genovesi all’estero avrebbero assunto il titolo di eccellenza, la Corsica prendeva il titolo di Regno ed il Palazzo Ducale diventava il Palazzo Reale.

Eppure ancora oggi tutti si danno appuntamento in piazza De Ferrari, davanti a Palazzo Ducale. Palazzo Reale è in via Balbi, ormai è un pregevole museo, ma sarà sempre legato al ricordo agro dei Savoia.

CATERINA DE FORNARI

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