Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Wednesday August 12th 2020
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Breve storia della S.M.S. di Bavari

Le tappe salienti della vita dell’asso-ciazione, dal mutualismo laico e socialista delle origini sino all’odierna attività di promozione sociale

Relazione tenuta dal segretario Renato Villa in occasione del centesimo anniversario della fondazione (1° maggio 2013)

A nome della Società Mutuo Soccorso Operai e Contadini di Bavari, do il benvenuto a tutte le associazioni, le società, le istituzioni, ai soci e agli amici presenti, per la celebrazione dei 100 anni di vita della nostra Società. Colgo l’occasione per fare gli auguri alla Società A.C.L.I. San Giorgio di Bavari che nei prossimi giorni celebra (come noi) i 100 anni di vita.

Il 1° maggio 1913 un gruppo di giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni fondò questa società.

I soci fondatori della S.M.S. Bavari premiati nel 1963, in occasione del 50.mo anniversario

Barbieri Giuseppe – Barbieri Giacomo – Canepa Benedetto – Canepa Bartolomeo – Canepa Giovanni – Cevasco Giovanni – Costigliolo Serafino – Dellepiane Lorenzo – Dellepiane Giuseppe – Lertora Nicola – Mangini Siro – Noceti Giuseppe – Parodi Giuseppe – Pedevilla Giuseppe – Sacchi Oreste – Spallarossa Nicolò – Villa Agostino – Villa Francesco – Villa Michele -  Villa Giuseppe.

Questi sono i nomi dei soci fondatori che vogliamo ricordare in occasione della celebrazione dei 100 anni di vita della nostra Società.

Il primo consiglio di amministrazione era composto da Villa Michele, Villa Paolo, Villa Domenico, Parodi Giovanni, Villa Natale, Sacchi Oreste, Noceti Giuseppe. Il primo presidente fu Sacchi Oreste,segretario Barbieri Giacomo, cassiere Villa Natale.

Lo scopo della Società è la mutua assistenza: aiuto fraterno fra socio e socio e famiglie, aiuto materiale, morale e finanziario, che era costituito in prestazioni di giornate lavorative gratuite, anche nei giorni festivi, specie durante le stagioni del fieno e della semina; assistenza ai malati gravi, specialmente di notte e in ospedale; aiuto in denaro raccolto attraverso collette tra i soci e, nei casi di urgente necessità, anche tra i simpatizzanti.

Una delle prime esigenze fu quella di avere un locale accogliente e indipendente dove passare momenti di divertimento nelle ore libere. La  prima sede fu nei locali in cui ora si trova la cooperativa.

Siamo alla vigilia della guerra: il 25 maggio 1915, c’è la mobilitazione generale; i soci sono quasi tutti chiamati alle armi. Rimangono a casa circa una quindicina di uomini. Nonostante l’esiguo numero rimasto, in quel periodo la Società si organizza eleggendo il secondo presidente, Burlando Giuseppe. Finita la guerra, i soci fecero ritorno a casa e, nel 1919, la Società si rianima con un afflusso di domande di adesione. In breve tempo, si contano 120 soci.

Viene quindi eletto il nuovo consiglio, di cui Spallarossa Giacomo fu presidente. Il primo obiettivo è l’acquisto della sede, pratica in atto ma sospesa durante la guerra. L’atto notarile di acquisto della sede fu  stilato in data 3 settembre 1919, per la somma di lire 15.000. La maggior parte, lire 9.000, fu versata dal socio Spallarossa Giovanni. Questa quota fu in seguito rimborsata. La rimanenza fu coperta tramite azioni da lire 25, 50 o 100, con interesse del 4%.

Un’altra esigenza fu avere una propria bandiera. A questo scopo viene decisa una quota mensile di una lira per socio. La bandiera rappresenta il lavoro, sia artigianale che dei campi. Il costo fu di lire 3.000, e l’inaugurazione avvenne il 18 luglio 1920.

Esempio di come doveva essere la prima bandiera della S.M.S. Bavari: il colore rosso denotava l’adesione ai valori del socialismo. Le società di m.s. mazziniane utilizzavano invece la bandiera tricolore.

Nel 1923, la Società demolisce i locali adibiti ad abitazione per costruire al loro posto il salone. Mentre la Società è impegnata in questa impresa, una grave minaccia si profila su di essa per via della bandiera sociale: ai fascisti il colore rosso non piaceva. Alcuni individui sconosciuti si presentarono in sede reclamandone la consegna. A quell’epoca a Bavari non c’era il Fascio, e la zona dipendeva da Struppa, la quale sezione  assicurò la sua protezione. Ad ogni modo, fu consigliato di fare applicare due nastrini, uno bianco ed uno verde, ad un angolo della bandiera: in questo modo avrebbe rappresentato la bandiera nazionale, non più soggetta a rappresaglie e sequestri.

Passarono alcuni mesi, e una sera si presentarono in Società cinque individui armati che chiesero la consegna della bandiera sociale. Con tutte le buone maniere, il custode, presente con moglie e le sue due figlie, e il socio Barbieri Giacomo cercarono di convincerli che loro non sapessero dove fosse la bandiera, né chi l’avesse in custodia, ma non ci fu nulla da fare. Cominciarono le minacce, impugnarono le rivoltelle come era loro consuetudine, ed erano pronti a usarle. I soci furono quindi costretti a consegnare loro la bandiera, che non fu mai più restituita.

Il 13 dicembre 1925, il Fascio prese possesso della sede. I soci intrapresero diversi viaggi a Genova, con pellegrinaggi da un ufficio all’altro, per cercare di rientrare in possesso della sede. Tuttavia, nulla servì a restituire ai soci la loro sede.

Durò 20 anni l’occupazione, terminata nell’aprile del ’45, con la liberazione nazionale, data storica per la nazione e anche per la nostra Società. Ed è ancora una volta la data del 1° maggio, nel 1945, a dare nuova vita alla Società. I soci presero simbolicamente possesso dei locali in rovina, distrutti, senza porte né finestre, a cui furono asportati persino i telai, senza inferriate e con il tetto distrutto. Mancavano i travi, i muri erano pericolanti e i pavimenti sfondati. Questo è quanto era rimasto del locale che vent’anni primaera l’orgoglio della Società.

I soci ricominciarono da capo. Si fanno i primi passi per ottenere la cancellazione del decreto di scioglimento della Società e confisca dei beni. Viene quindi inoltrata la domanda di ricostituzione della Società. Il 14 luglio 1946, l’assemblea dei soci decide l’inizio dei lavori di ricostruzione. Viene approvato un prestito interno senza interesse. La sede viene completamente ricostruita con enormi sacrifici di mano d’opera e finanziari da parte di tuuti i soci  e l’inaugurazione avvenne il 3 novembre 1946. L’otto agosto 1948 viene inaugurata la nuova bandiera sociale che vedete alle mie spalle. Colgo l’occasione per ringraziare le socie Chiara e Elena che l’anno restaurata. Nel 1949, venne acquistato il pezzo di terreno dove adesso si svolge la nostra attività estiva, per fare dei campi da bocce.

Una tessera della S.M.S. Bavari nel secondo dopoguerra.

Nel 1952, venne comunicato dai carabinieri del distretto  della Doria di lasciare liberi i locali, per impiantare la loro caserma, sostenendo che la sede fosse la casa dell’Opera Nazionale Balilla, sulla base di un documento in loro possesso. I soci si recarono presso gli uffici pubblici per verificare la situazione riguardo i locali. Mentre in un ufficio risultava che i locali erano intestati alla Società, e che pertanto l’occupazione dei locali da parte dei soci era legittima, in un altro ufficio la proprietà dei locali risultava cambiata sulla base del decreto fascista. Impugnata dalla Società tramite lo studio Macchiavelli, la causa contro l’Opera Nazionale Balilla durò molti anni. Nel 1975 si decise di affiancare anche l’avvocato De Gregori; andarono fino a Roma per impugnare la causa presso la Corte d’Appello. Poi intervenne l’avvocato Pissarello. La sentenza diede ragione alla Società, che tornò così in possesso dei locali con sentenza definitiva il 4 febbraio 1990.

L’attuale bandiera della S.M.S.: evidente il tradizionale riferimento al lavoro contadino e operaio.

Nel 1981, venne acquistato un ulteriore spazio di terreno, che andò ad ampliare quello acquistato nel ‘49. Infine,  nel 2011, sono iniziati i lavori per la ristrutturazione del locale in cui svolgiamo le attività estive, con un costo molto elevato che ci impegnerà finanziariamente nel corso dei prossimi anni. Ma anche in questa occasione, prendendo ad esempio i soci che prima di noi misero il loro impegno, riusciremo a raggiungere questo obiettivo.

In questi 100 anni di storia, la società ha visto il susseguirsi alla guida ventuno presidenti. Nell’ordine:

Sacchi Oreste, Burlando Giuseppe, Spallarossa Giacomo, Canepa Benedetto, Costigliolo Luigi, Berulli Giulio, Barbieri Giacomo, Lastrico Giobatta, Lastrico Natale, Cevasco Elio, Dassereto Pietro, Sciaccaluga Erminio, Morando Giacomo, Parodi Bartolomeo, Gandolfo Emilio, Fasce Angelo, Morando Luciano, Cutrona Antonino, Canepa Giuseppe, Lastrico Marcello, e quello in carica, Villa Ermano al quale cedo la parola. Viva la Società Mutuo Soccorso Operai e Contadini di Bavari!

RENATO VILLA – Segretario della S.M.S. “Operai e Contadini” di Bavari

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