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Wednesday November 20th 2019
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Raffaelli: «Questo governo non ci piace, ma noi pensiamo a ricompattare il territorio»

INTERVISTA A MICHELE RAFFAELLI, ASSESSORE AL TERRITORIO DEL MUNICIPIO LEVANTE E SEGRETARIO DEL CIRCOLO PD VALLE STURLA

Da esponente del PD, qual è il tuo giudizio, ancora “a caldo” sul governo Letta?

La giunta municipale del Municipio Levante: da sinistra a destra, l’assessore Stefano Toscanini, il presidente Nerio Farinelli, gli assessori Paola Maccagno e Michele Raffaelli

MICHELE RAFFAELLI: Non mi piace, né il tipo di governo, definito “politico”, e neppure la sua composizione. Credo ci fosse una scelta alternativa, molto netta e priva di fraintendimenti e non si è voluta fare. Mi vengono declamate le mille opportunità di unità nazionale che questo governo potrà portare. Spero sia così. Spero che questo paese sappia parlare davvero a tutti, con equità. Avrei voluto tanto un governo di cambiamento! Se questo governo saprà tirare fuori dalle tante, troppe, difficoltà, questo nostro malandato paese, saprò comunque accettare il grande, enorme, costo, in termini di “etica” politica, da sostenere. Che fare ora? A tutti coloro che mi vogliono portare indietro la tessera, a me stesso, dico: è giusto uscire da un progetto? Non dovranno uscire coloro che hanno disatteso quel progetto? Non ho risposte.

Strano, sul serio, vedere insieme PD e PDL, dopo quasi vent’anni di invettive e delegittimazioni reciproche. Appare come una bruciante sconfitta per il primo, che era convinto di vincere le elezioni; e un indiscutibile successo per il secondo, che era convinto di perderle. O no?

MICHELE RAFFAELLI: Credo che si sia disattesa, pesantemente, l’indicazione di chi ha votato PD. Avevamo preso un impegno di cambiamento e di scelta. Avevamo negato ogni possibile governo politico. Mi trovo senza argomenti che possano giustificare questa situazione. Il PD ha perso le elezioni, il PDL ha comunque perso di più: rispetto alle precedenti elezioni, ha perso oltre 8.000.000 di voti. L’unico triste, vero successo è la resurrezione di Silvio Berlusconi.

 
Quanto durerà questo esecutivo? E che cosa potrà fare, in concreto, per il paese?

MICHELE RAFFAELLI: Quanto durerà, non sono in grado di dirlo, spero solo il tempo necessario per fare qualcosa per migliorare la situazione “lavoro”, magari rinegoziando il Patto di bilancio europeo e la legge elettorale. Se fossi io il Presidente del Consiglio, in ultimo, proporrei una bella legge sul conflitto di interessi, chissà, qualcuno potrebbe votarla!

Quale sarà la sorte del Partito Democratico? Sopravvivrà a questa ennesima “traversata nel deserto”?

L’assessore Raffaelli insieme al Cardinale Bagnasco

MICHELE RAFFAELLI: Un’altra bella domanda! Di certo mi piacerebbe recuperare la suggestione che mi aveva creato l’idea che stava alla base del progetto PD: un partito che si riconosce e quasi si identifica nelle politiche dello Stato sociale e significa non solo accettazione della democrazia parlamentare e del mercato capitalistico, ma anche intervento regolatore dello Stato e redistribuzione del reddito in senso egualitario e approdando ad un pieno “riformismo”. Sono convinto che se il PD saprà fare pulizia, completa, a fondo e ripartire dalla base, dal territorio e da tutto quello di buono che si è costruito, si può fare!

Non temi che il Movimento 5 Stelle fagociti la gran parte dell’elettorato storicamente “di sinistra”, finendo per essere percepito come l’unica vera opposizione in Parlamento?

MICHELE RAFFAELLI: No, il Movimento 5 stelle, sta evidenziando tutte le contraddizioni di chi sa sempre muovere giuste critiche, senza però voler affrontare le difficoltà enormi del governare e del fare proposte. La percezione della gente sta riconoscendo la triste profezia insita nel passaggio dal “Potremmo fare” di ieri, all’“Avremmo potuto fare”, di oggi!

E’ passato un anno esatto dalle scorse elezioni amministrative. Come vanno le cose in Municipio? E in Valle Sturla, come vi state muovendo?

MICHELE RAFFAELLI: È un sapore agrodolce. Dolce perché in Municipio, in Valle Sturla, a quasi un anno dalle elezioni, senza grandi risorse, si è fatta squadra, si sono fatte più cose che negli ultimi cinque anni, si sta impostando un metodo di lavoro efficace! Agro perché tutti gli sforzi, vengono vanificati dalle politiche nazionali. È triste sentirsi dire: “Tu sei del PD, però sei bravo…”

I cittadini segnalano problemi e attendono soluzioni in tempi rapidi. Come mai che, invece, per molti interventi, si deve attendere mesi e mesi?

MICHELE RAFFAELLI: Pur avendo impostato un metodo nuovo e più efficace, il ritardo accumulato è davvero tanto. Facendo un piccolo esempio, che riguarda proprio la zona di Bavari, ebbene, dal sopralluogo per stabilire dove tracciare le strisce pedonali, all’ordinanza sindacale, passano due mesi, dall’ordinanza alla realizzazione passano mediamente 8/12 mesi. Il nostro obbiettivo, è quello di dimezzare questo tempo è quanto meno quello di avere una indicazione di data esecuzione a fianco all’ordinanza stessa.

Il Comune ha riavviato la discussione sul nuovo PUC. Quale sarà il contributo del Municipio Levante a questo documento nevralgico per l’amministrazione e il futuro della nostra città?

Michele Raffaelli

MICHELE RAFFAELLI: Spero si possano affrontare, serenamente e definitivamente, alcune situazioni storiche tipo Via Shelley e la Via di S. Ilario. Spero inoltre che si stabilisca un PUC che favorisca il presidio del territorio collinare, permettendo l’insediamento delle giovani famiglie in queste unità urbanistiche. Spero infine che si possa disegnare un futuro del levante, ricco di suggestioni, di sviluppo sostenibile e di opportunità.

Te la senti di rischiare una speranza, o perlomeno un auspicio, per la nostra delegazione?

MICHELE RAFFAELLI: Credo fermamente nella strada che tutti noi abbiamo intrapreso, quella di ricompattare il territorio, di accrescere sempre più il senso di appartenenza e di unità. Estendere il senso di mutuo soccorso dei piccoli centri urbani a tutta la delegazione. I progetti in cantiere sull’entroterra sono un auspicio, una speranza, un obbiettivo! Ho la consapevolezza che insieme possiamo farcela! Mettiamocela tutta.

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