Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Wednesday August 12th 2020
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Genova, tre santi e un patrono

Noi genovesi siamo gente seria e laboriosa, ma a volte dimostriamo uno strano senso dell’umorismo. Avete mai notato? In piazza Colombo c’è una fontana; in piazza Acquaverde troviamo il monumento a Cristoforo Colombo e in via Garibaldi non c’è nessuna statua all’eroe dei due mondi: il condottiero nizzardo vigila sulla folla che aspetta il bus in largo Sandro Pertini. E non è l’unico caso. Riflettiamoci un po’ su.

Sul nostro gonfalone vediamo San Giorgio a cavallo che gloriosamente uccide il drago. Furono i Bizantini, nel V secolo, ad introdurre a Genova il culto del “santo dei cavalieri e cavaliere dei santi”. La nostra città era un presidio militare della flotta bizantina per contrastare l’invasione dei barbari. Piazza San Giorgio era il forum e, come centro, ospitava la chiesa dei militari imperiali.

La nostra cattedrale invece è dedicata a San Lorenzo. La prima cattedrale era intitolata ai Dodici Apostoli e poi cambiò la dedica prendendo il nome di San Siro, il nostro primo vescovo. Stando fuori dalle mura la primigenia cattedrale non era al sicuro dalle incursioni dei pirati. Pensate: in estate i tesori preziosi venivano trasportati nella chiesa di Santa Maria di Castello al riparo di mura possenti.

La cattedrale di San Lorenzo

San Lorenzo divenne cattedrale in una data non ben precisata. Si sa però che dall’878 già officiava un gruppo di canonici.  Perché proprio il martire Lorenzo? Il motivo non è chiaro. Ci sono alcune tesi contrastanti.

Il diacono Lorenzo, originario della Spagna, passò di qui in viaggio verso Roma insieme a papa Sisto II. Altri invece vedono nella dedicazione a San Lorenzo, martire legato alla chiesa romana, un segno di obbedienza e devozione per il papa di Roma e non per altri aspiranti scismatici.

E il nostro patrono è San Giovanni Battista, festeggiato il 24 giugno. Le ceneri del Battista furono portate a Genova da coraggiosi zeneixi che agirono un po’ come dei pirati. Nell’anno 1088 o 1089 i nostri coraggiosi concittadini veleggiarono verso la città di Mira, in Turchia. L’idea di partenza era quella di saccheggiare un cadente monastero e “prendere a prestito perpetuo” i resti di San Nicola. I poveri monaci spaventati spiegarono agli armati che erano arrivati troppo tardi: di lì erano già passati i Baresi, che avevano preso a forza le reliquie di San Nicola e le avevano trafugate in Puglia. I religiosi non possedevano più niente, se non le ceneri di San Giovanni Battista. “Mêgio, o l’à ciù inportànsa!” e senza pensarci due volte caricarono la cassa marmorea sulla nave, tornando felici e contenti in patria.

La processione di S. Giovanni Battista a Genova

Le reliquie del Battista attirarono in città frotte di pellegrini fra cui l’imperatore Federico Barbarossa che donò un’arca d’argento ancora in uso oggi durante le processioni. Non mancarono a rendere omaggio ben dieci pontefici; Innocenzo VIII, con un breve, vietò alle donne di entrare nel recinto della cappella del Precursore. La scusa ufficiale: Salomè con la sua danza causò la decapitazione del Battista, quindi il genere femminile doveva essere escluso da quella parte della cattedrale. Chi non avesse obbedito sarebbe stata scomunicata. Solo a fine XX secolo è stata revocata questa proibizione.

Dopo aver analizzato questi fatti possiamo desumere una conclusione: siamo gente con la testa sulle spalle, ma con una punta di eccentricità.

CATERINA DE FORNARI

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