Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Monday September 21st 2020
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Il coraggio è donna

Durante i mesi estivi molti genovesi e turisti vanno a visitare il borgo pescatorile di San Fruttuoso di Camogli. Chi arriva dal sentiero, chi in barchetta o su un battello. Una spensierata giornata sulla spiaggia, un tuffo per un incontro con il Cristo degli abissi e magari un visita culturale all’abbazia dei Doria.Il piccolo paese racchiude in sè tante storie  ed io ve ne voglio raccontare una.

La notte tra il 23 e il 24 aprile 1855 il cacciatorpediniere  inglese “Croesus” si ferma nella baia di San Fruttuoso; a bordo si era sviluppato un incendio; la nave doveva estinguere il fuoco prima di proseguire il viaggio. A bordo si trovavano 400 soldati dell’esercito sardo–piemontese destinati a raggiungere i posti di combattimento nella guerra di Crimea. Oltre alle persone c’erano dei muli (i camion da trasporto dell’epoca), armi e munizioni. L’incendio non si spense, anzi si propagò alla sala macchine e per la nave fu la fine. Nella notte le urla dei naufraghi lacerarono l’aria.

San Fruttuoso di Camogli

Due sorelle, Maria e Caterina Avegno, senza pensarci un secondo lasciarono i loro letti, presero una piccola barca e cominciarono a remare per portare soccorso ai soldati  altrimenti condannati a morire per annegamento. Quando arrivarono nel mezzo della tragedia non riuscirono a salvare tutti: erano due ragazze ed una barchetta. Il dramma però non si fermò lì. Con un disperato istinto di conservazione i soldati in acqua di attaccarono all’imbarcazione per issarsi a bordo. L’improvvisata scialuppa si rovesciò per il troppo carico e Maria morì annegata. Caterina fu salvata da un soldato. L’episodio fece il giro del Paese e il re Vittorio Emanuele II decorò con una medaglia al valore entrambe le sorelle.

Ma la storia non finisce qui. La famiglia Doria, colpita dall’eroismo delle due donne, permise che Maria venisse seppellita nell’abbazia di San Fruttuoso, nel sepolcreto degli ammiragli dove riposano i più grandi condottieri della famiglia. Il sepolcreto ha accolto i resti mortali della grande famiglia ghibellina dal 1275 al 1305 mentre a Genova veniva ristrutturata la loro chiesa di San Matteo. Le tombe sono ad arcosolio ogivale a fasce di marmo bianco e nero. Il sepolcro di Maria Avegno è stato realizzato utilizzando la lastra di un antico sarcofago.

Maria riposa nel suo paese ed è un gran privilegio. A San Fruttuoso non esiste il cimitero e chi se ne va dal mondo compie il suo viaggio per raggiungere Camogli dove si trova il camposanto più vicino. Quindi se vi capitasse di passare di lì… andate a fare una visita e a rendere omaggio ad un’eroina dimenticata.

CATERINA DE FORNARI

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