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Saturday April 4th 2020
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Marco Doria, un uomo solo al comando. PD, se ci sei batti un colpo.

Dopo un anno di giunta Doria, il rischio che ognuno vada per conto suo esiste. Che nella maggioranza in Comune ci fossero opinioni diverse si sapeva, ma fino ad ora si è sempre lasciato che fosse il sindaco a fare sintesi e a trovare il punto di equilibrio. In giunta ormai si parla quotidianamente di rimpasto e/o di un patto di legislatura che permetta di affrontare una volta per tutte i problemi strutturali di bilancio del Comune di Genova.

Il Sindaco di Genova, Marco Doria

La maggioranza del PD è concorde sul fatto che governare una città come Genova, travolta in pieno dalla crisi economica, dalla scarsità di risorse e dai poteri limitati di un’ amministrazione comunale, non è per niente facile, specialmente con una giunta così indeterminata sulle priorità cittadine.

Ed è così che in un’epoca di partiti mal tollerati e comunque ben poco amati, di astensionismo dominante e di grillismo incalzante, a Genova un uomo è rimasto solo al comando: il Sindaco. E nella solitudine che spetta ai numeri primi, Marco Doria ha composto la previsione di bilancio 2013 riuscendo nell’intento, mai riuscito a nessuno, di scontentare contemporaneamente sia il PD che il PDL e anche la popolazione tutta.

L’ipotesi di un aumento dell’IMU sulla prima casa, l’ipotesi di un aumento della TARES, hanno dato alla cittadinanza la netta impressione che i sacrifici vengano chiesti sempre e solo alle stesse persone. Il malcontento in città sta dilagando, complice la mancanza di coraggio, attribuita al Sindaco, di compiere scelte che dovrebbero tradurre in atto (o almeno tentare di farlo) un minimo di rilancio economico e sociale della nostra città.

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Occorre una corretta lettura dei problemi di oggi e la capacità di superare un approccio solo ideologico della politica gestionale che impedisce di guardare agli interessi generali. Tutto è in mano al Partito Democratico, il quale, naturalmente, si è reso conto che di immobilismo e di sole tasse la città è destinata a morire. Ed è dunque il PD che deve decidere che cosa fare e con chi stare.

Il caso aumento IMU è un spartiacque: per chi non lo avesse capito, Doria sta facendo il gioco delle tre carte: approva il bilancio Comunale aumentando l’IMU in modo che se poi Roma la elimina, sarà costretta a rimborsare una quota superiore. Quindi Doria tifa PDL e Brunetta a insaputa di Letta che, se la cosa andrà in porto, si vedrà costretto a un esborso maggiore da parte del Governo Nazionale da lui presieduto.

Ma per il PD fare le corna a Letta non è bello, specialmente quando a Roma, si sa, stanno facendo i salti mortali per far tornare i conti. Oltretutto essendo consci che la soluzione trovata da Doria è solo un tampone temporaneo, ben lungi dal risolvere i problemi strutturali di bilancio. Sul punto si potrebbe anche arrivare alla rottura, magari preannunciata da un appoggio esterno all’approvazione del bilancio da parte del PD. In tutti i modi, a settembre i nodi verranno al pettine: impossibile pensare di andare avanti per altri quattro anni in questa situazione.

La “Sala Rossa”, sede del Consiglio Comunale di Genova

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A Genova serve un colpo di reni per affrontare questa crisi che sembra non finire mai e che ha portato la nostra città ad essere la città più povera e più tassata del nord. Non si può più tergiversare sulle privatizzazioni di una fetta consistente delle società partecipate del Comune, non si può più tergiversare sulle infrastrutture e sulla riduzione drastica della spesa pubblica.

C’è il rischio del default della popolazione produttiva genovese e il commissariamento del Comune. Per uscire dall’impasse politico della giunta servirebbe un patto di legislatura, tipo quello che è stato fatto a livello nazionale dal PD e da Letta. Solo così Genova potrebbe affrontare la crisi tremenda che la sta letteralmente affamando e rilanciarsi riappropriandosi del ruolo di terza città del triangolo industriale del Nord Ovest.

Andrea Cevasco

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