Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Tuesday August 20th 2019
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

I 90 anni del santuario di Bavari

Non c’è dubbio, questo 2013 è un anno di anniversari. Almeno in quel ritaglio di genovesato che si chiama Bavari. Capita a volte che chi compie gli anni nemmeno si ricordi di festeggiarli. Ma agli amici veri, è una data che non sfugge. In questo caso specifico, le primavere da celebrare sono ben novanta. Taglia questo traguardo il Santuario di Nostra Signora della Guardia di Bavari.

Fine anni ’20: il santuario è costruito, ma manca ancora la classica cupola

Per la verità, un tempio dedicato alla Celeste Guardiana esiste, sulla cima della Serra di Bavari, da qualcosa come trecento-quarant’anni. Fu attorno al 1670, in effetti, che venne costruita la prima cappella per il culto della Santa Vergine apparsa, secondo la tradizione, a Benedetto Pareto il 29 agosto 1490 sul monte Figogna, in Polcevera.

Articolo del quotidiano cattolico “Il Cittadino” con il resoconto dell’inaugurazione del santuario di Bavari (17.08.1923)

Due secoli dopo, diffusasi ulteriormente tale devozione popolare, il primitivo edificio fu ampliato con l’aggiunta di due piccole navate laterali. All’inizio del ‘900, l’arciprete Luigi Fasce concepì il progetto di riedificare ex novo il luogo di culto, ma non gli riuscì di condurre in porto l’impresa. Fu invece il suo successore, don G.B. Raffetto, a rimettervi mano, ottenendo la massima collabora­zione da parte dei suoi parrocchiani, che contribuirono con offerte in denaro ma, più ancora, con il la­voro manuale e volontario.

I lavori si svolsero nella primavera del 1923. La prima pietra del nuovo tempio fu posta da mons. Giacomo Maria De Amicis, Vescovo Ausiliare di Genova, l’11 marzo 1923. Vi fu allegata una per­gamena su cui erano vergate queste parole: «D. O. M. [Deo Optimo Maximo: a Dio Sommo Bene ed Essere Supremo, n.d.a.] Regnando il Sommo Pontefice Pio XI, e nel regno d’Italia Vittorio Emanuele III; essendo Arcivescovo di Genova Mons. Giosuè Signori, Parroco di S. Giorgio di Ba­vari il Sac. G.B. Em.e Raffetto, e Sindaco di Bavari l’avv. S. Chiarella, Mons. G. M.ia De Amicis, Vescovo Ausiliare, in rappresentanza di Mons. Arcivescovo, il giorno 11 marzo 1923 alle ore 15 ½ poneva benedicendo questa prima pietra di questo nuovo Santuario di N.S. della Guardia».

Il 12 giugno di quell’anno, dopo appena centodue giorni di lavoro, i muri perimetrali erano già stati completamente innalzati. Bavaresi e valligiani procuravano la materia prima atta alla costruzione del Santuario scendendo con carri e muli sui rispettivi fondovalli per assemblare e trasportare sulla Serra carichi di pietre, raccolte nei greti dei torrenti.

Autore del progetto fu l’architetto Cesare Barontini. Ci vorranno tuttavia oltre vent’anni prima che il tempio sia completato in ciascuna sua parte. Particolari benemerenze, nel provvedere all’abbellimento interno del santuario, collezionerà la famiglia Sour, sempre prodiga di elargizioni in denaro e di doni munifici.

1924: solenne processione a Bavari con la statua della Vergine inaugurata l’anno prima

Quando, il 15 agosto 1923, fece il suo ingresso nel tempio la statua della Vergine, opera magi­strale dell’ottimo Antonio Canepa, scultore rapallese, committenti i due sacerdoti d’origine bava­rese Michele e Vittorio Villa, il gioioso evento fu salutato da centinaia di fedeli, bavaresi e non, e da decine di associazioni ecclesiali (prevalentemente società operaie cattoliche; tra l’altro, sia la S.O.C. di Ba­vari sia la consorella di Fontanegli avevano elargito cospicue oblazioni).

Nel giro di pochi anni, il santuario mariano bavarese assurge a una rilevanza per certi versi inat­tesa. In virtù del forte richiamo spirituale che esso esercita nei riguardi delle popolose vallate conti­gue, viene ben presto a essere considerato come il tempio guardiano più importante dopo quello polceverasco.

Scrive il «Bollettino dell’Arcipretura di S. Giorgio e Santuario di N.S. della Guardia» dell’ottobre 1933: «Si calcola che il giorno 29 agosto, solennità di N.S. della Guardia, siano salite sul colle di Bavari circa diecimila persone. Basti dire che quattro autobus, capaci di ben cinquanta passeggeri ciascuno, viaggiarono in continuazione lungo tutta la giornata da Borgoratti a Bavari, riversando ad ogni quarto d’ora sulla piazza centrale del paese fitte turbe di gitanti e di pellegrini».

L’interno del santuario, all’incirca negli anni ’50.

Particolare attenzione rivolse al santuario mariano l’arciprete Guglielmo Grosso. A lui si deve, per esempio, la realizzazione della splendida edicola marmorea che ospita la statua della Ma­donna, la risistemazione dell’altare in posizione versus populum, in linea con la riforma liturgica promossa dal Concilio Vaticano II, la fasciatura in rame della cupola, e tanti altri interventi.

L’importanza del santuario e del culto guardiano, a Bavari, ha ridimensionato di molto l’antichis- sima devozione a san Giorgio, che era ed è il millenario patrono della comunità. Non è un caso se, per attrattiva e partecipazione, la vera festa patronale sia quella del 29 agosto. Anche per questo, è oltremodo doveroso fare memoria dei novant’anni del santuario.

ALESSANDRO MANGINI

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