Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Sunday January 24th 2021
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Il Paciugo e la Paciuga, storia (e leggenda) di un tentato omicidio. A lieto fine.

Oggi, aprendo il giornale o ascoltando un TG, sono sempre più numerose le notizie di  morti e ferimenti di donne da parte di mariti, fidanzati o persone che dicono di amare le loro vittime. Una storia simile la troviamo tra le pieghe della vita genovese dei secoli passati.

Il santuario dell’Incoronata, a Coronata (Genova-Cornigliano)

Nei sereni pomeriggi invernali una passeggiata interessante porta sulle alture di Genova,  nel quartiere di Cornigliano. Un autobus porta in collina e si scende davanti alla chiesa della Coronata. Questa zona è famosa, dai tempi antichi, per il suo vino bianco; oggi se ne producono poche bottiglie di ottima qualità che vengono vendute nelle migliori enoteche cittadine. E’ conosciuto come il vino di Coronata.

Sia il vino sia la collina prendono il nome dal Santuario dell’Incoronata che domina la bassa Val Polcevera. L’edificio religioso è famoso perché ospita due statue: il Paciugo e la Paciuga. Rappresentano un uomo ed una donna vestiti in costumi popolari tradizionali di Genova.  Sono figure che stanno a metà tra la leggenda e la realtà.

La storia racconta che  i loro veri nomi fossero Pellegro e Pellegra. Sono detti Paciugo e Paciuga per indicare due sposi che si vogliono tanto bene e vivono l’uno per l’altra.Lei era una donna di casa e il marito era un marinaio che stava lontano dal focolare domestico per molti mesi. All’epoca, senza mail, servizi postali e telefonini, per settimane  si attendeva un ritorno senza avere una minima notizia.

Un brutto giorno Paciugo fu catturato dai mercanti saraceni e la moglie non ne ebbe il minimo sentore. Tutti i sabati, la Paciuga andava a piedi dal centro storico, dove abitava, al santuario di Coronata per inginocchiarsi davanti alla Madonna e pregare per il ritorno del marito. La sua fede venne premiata: dopo dodici anni Paciugo tornò, dopo una fuga rocambolesca.

Paciuga e Paciugo

Il caso volle che il suo ritorno avvenisse di sabato. Non trovando in casa la moglie chiese notizie alla vicina. La comare, non riconoscendo dopo tanti anni il suo vicino, gli disse che la signora era andata come tutti i sabati a pregare la Vergine di Coronata per la salvezza del marito. «In realtà, chissà cosa ci va a fare, avrà un galante e nasconde la cosa con la devozione» aggiunse quella lingua di serpente.

Paciugo non se lo fa ripetere due volte; parte in quarta e raggiunge Coronata dove riabbraccia la Paciuga. Figurarsi la gioia di lei! Il ritorno del suo grande amore dopo tanti anni e tanta disperazione! Il giorno dopo Paciugo propone alla moglie una romantica gita in barca. Quando sono la largo lui è pronto a vendicarsi. Accoltella la Paciuga, le lega un sasso al colle e butta il cadavere in mare. A quel punto di rende conto dell’enormità del suo gesto.

Appena approdato corre al santuario di Coronata per chiedere perdono alla Vergine ed appena entra in chiesa che cosa vede? La moglie sana e salva inginocchiata davanti all’altare. La Madonna, sapendola innocente, l’aveva protetta e miracolata.

Questa è una storia composta di amore, gelosia, delitto e uno splendido miracolo. Purtroppo è solo una storia. La realtà odierna è decisamente diversa.

CATERINA DE FORNARI

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