Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Friday February 23rd 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Emergenza idrogeologica, un territorio in ginocchio. Intervenga lo Stato.

L’eccezionale incremento della piovosità, tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014, ha messo a nudo tutta la vulnerabilità del nostro territorio. Che sia caduta molta più acqua che in passato è, statistiche alla mano, un dato inoppugnabile. Tra ottobre e dicembre, le precipitazioni sono cresciute di oltre il 100% rispetto alla media stagionale. È l’eccezione che conferma la regola, o siamo invece di fronte a un preoccupante mutamento climatico? A questo interrogativo possono trovare risposta solo i meteorologi.

Particolare della frana in via Oroboni a Bavari

A noi interessa capire le ragioni del dissesto idro- geologico che ha colpito la nostra regione, la nostra città e le sue delegazioni collinari. Gli elementi da prendere in considerazione sono diversi:

- in primo luogo – è giusto ribadirlo –, l’eccezionalità del fenomeno, senza precedenti;

- lo scempio edilizio messo in atto nella seconda parte del ‘900, che ha stravolto la fisionomia del territorio in totale spregio alle più elementari norme di rispetto per l’ambiente;

- l’insufficiente opera di manutenzione e prevenzione delle amministrazioni pubbliche;

- l’incuria nella quale boschi, terreni, orti, abbandonati dai legittimi proprietari, giacciono ormai da diversi lustri.

Il cedimento della carreggiata di via Montelungo, presso Serino

La situazione locale non è affatto confortante: via Montelungo (Municipio IV Val Bisagno), direttrice che collega Bavari a Sant’Eusebio, franata o a rischio frana in più punti. In località Serino, la carreggiata è chiusa al traffico dalla fine di gennaio. Tra via Poggione e la cabina Enel, sul confine con il Municipio Levante, la corsia a valle è transennata, a causa delle gravi crepe apertesi sulla superficie stradale. A breve, dovrebbero partire dei lavori di ripristino, consistenti nella palificazione del suolo sotto-stante. La frana che interessa la zona di via Oroboni-via Induno, poco sopra lo Stallo di Bavari, si muove in modo costante e ha già provocato l’evacuazione di una piccola palazzina (da parte sua, la pubblica amministrazione non può pensare di cavarsela con un semplice cartello di pericolo attestante l’esistenza del movimento franoso!). Via alla Chiesa S. Giorgio di Bavari presenta diverse criticità: le più gravi sono lo stato di deterioramento dei ponti carrabili (da Sella a Barillaro) e la generalizzata carenza di un sistema di recinzione del lato a monte. A San Desiderio, via Pomata è chiusa al transito da ottobre a causa di uno smottamento. Analoghe problematiche si registrano altresì nella parte alta di Apparizione.

Pietre e detriti in via delle Terre Rosse, a S.Desiderio, dopo un forte acquazzone

Non sono solo le frane, in essere o potenziali, a preoccupare e a creare seri inconvenienti. Un grave disagio è rappresentato dal deflusso delle acque piovane. In alcuni punti di Bavari, da tempo si verificano ripetuti allagamenti: è il caso della zona tra le Piane e il Livello. Di recente, i cittadini hanno presentato un esposto agli Enti locali, imputando il fenomeno a un (presunto) inadeguato sistema di scarico del campo sportivo “F. Taviani”. Nella zona di via Bolano, da anni, ormai, i residenti lamentano la frequente e sistematica inondazione dei loro terreni a causa della massa d’acqua discendente da via Serra di Bavari, evidentemente non convogliata nei canali di scolo. Nella zona compresa tra la parte alta di via Bolano e Caderossi/via Lastrego di Resa, altri cittadini lamentano il passaggio, in caso di piogge intense, di una quantità d’acqua del tutto inusitata, probabilmente proveniente dai Piani di Ferretto. Simili – se non più gravi – disagi si riscontrano a San Desiderio, in via delle Terre Rosse, e ad Apparizione, in via Monte Fasce. Ma in realtà è quasi tutto il territorio del Municipio Levante (e del Municipio Valbisagno) a essere zona a fortissimo rischio idrogeologico.

Municipi, Comuni, Province e Regioni – gli enti locali – non hanno le risorse economiche e tecniche necessarie ad affrontare seriamente il problema. L’assessore regionale all’ambiente Renata Briano ha ragione nel voler richiedere al Governo nazionale la proclamazione dello stato di emergenza per la Liguria. È il passo indispensabile alla messa in opera di una vasta campagna di bonifica, recupero e riorganizzazione del territorio. Solo per mezzo di un intervento diretto dello Stato (e di una nuova e più matura consapevolezza da parte dei cittadini e di chi li rappresenta) la nostra martoriata regione potrà curarsi le ferite e ottenere gli strumenti utili a difendersi dalle bizze del clima e dalle loro spesso pesantissime conseguenze.

ALESSANDRO MANGINI

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