Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Wednesday June 3rd 2020
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Su e giù per la città

La primavera sta per arrivare e la voglia di muoversi e vedere posti nuovi si impossessa di noi. In questo periodo di crisi però non è certo facile sborsare una cifra, anche modesta, per viaggiare. Come rimediare? A volte abbiamo sotto il naso un paesaggio che non vediamo più perché l’abitudine ci ha tappato gli occhi.

Invece proviamo a riscoprire il nostro territorio che riserva sempre qualche sorpresa meravigliosa come un regalo desiderato e desiderabile.

Consiglio vivamente a tutti i genovesi di munirsi di biglietto di viaggio AMT e scendere a Principe. In via Balbi, a due passi dalla stazione, c’è un palo con un’indicazione: ascensore di Montegalletto.

L’ascensore fu realizzato da una società privata nel 1929 per venire incontro alle esigenze degli abitanti dei palazzi dell’area denominata Circonvallazione a Monte. L’elevatore consentiva di superare settanta metri di dislivello e per l’epoca era un’opera imponente ed all’avanguardia. Le due cabine potevano ospitare ognuna fino a trenta persone alla volta. Per arrivarci però bisognava percorrere un tunnel lungo ben trecento metri. Tra il 1963 ed il 1965 gli ascensori furono sostituiti da modelli più veloci. Nel 1995, alla scadenza del contratto trentennale, questi furono chiusi.

L’incrocio tra le cabine-vetture dell’ascensore

L’AMT ( di cui a volte ci lagniamo perché… l’autobus non passa mai o è pieno come un uovo) si è presa l’incarico di riportare in auge l’impianto e dopo anni di lavori e  soldi c’è stata nel 2004 l’inaugurazione del nuovo impianto. Giù il cappello per un’impresa con i fiocchi!

L’ho provato in prima persona ed è un’esperienza che raccomando a tutti, grandi e piccini. La lunga galleria è sparita per lasciare il posto a due cabine con un involucro trasparente che permette di non perdere un attimo di questa magia.

Il primo tratto è orizzontale con la cabina trainata da una fune. Sembra di essere risucchiati all’indietro ma non fa paura. Anzi! Sembra di stare in un mezzo di trasporto molto avveniristico. Ad un certo punto la cabina viene posta su pneumatici motorizzati che la sistemano all’interno del condotto dell’ascensore.

In questo esatto punto incontrerete la cabina gemella perché i due ascensori partono all’unisono dai due “capolinea” e si incontrano proprio lì. Ogni cabina può accogliere 23 persone e in un’ora ne trasporta circa 400 in su e altrettanti nel senso contrario.

Il Castello d’Albertis

A questo punto la vostra personale “astronave” diventa un ascensore che in pochi minuti vi porta a Montegalletto ed all’uscita troverete il Castello d’Albertis con il suo bel parco ed il museo sempre interessante con mostre ed intrattenimenti anche per i più giovani. Non dimentichiamo la superba vista che si gode da lassù. Tutta Zena nella sua superba beltà ai nostri piedi! Vale la pena di portarsi la macchina fotografica  per scattare un ricordo da tenere con sé nei tempi a venire.

Come diceva il poeta: Genova è una «città in salita» e forse una delle poche al mondo  – o meglio l’unica – in cui un ascensore fa le veci dell’autobus!

(prima puntata – segue)

                                                                  CATERINA DE FORNARI

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