Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Friday February 23rd 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Droga, una battaglia da ricominciare: tutti insieme

Una mozione presentata in Municipio dall’ex presidente Francesco Carleo rilancia il tema della lotta allo spaccio e al consumo delle sostanze stupefacenti, nuovamente in ripresa.

È giusto dar merito a Francesco Carleo, ex Presidente del Municipio Levante e attuale capo della mi­noranza di centrodestra, di avere riportato all’onore delle cronache e alla ribalta del dibattito politico una questione sulla quale, ultimamente, sembrava calata una cappa di ovattato silenzio: la piaga della droga.

Nella sua mozione – approvata a schiacciante maggioranza nel corso del Consiglio Municipale del 10 aprile scorso – Carleo anzitutto informa che l’eroina sta tornando a essere la compagna abi­tuale di tanti nostri giovani, complice, anche, il drastico calo del suo prezzo di mercato: dagli 80 euro per una dose di buona qualità, ai 35 euro per un “buco” di minori pretese. Somme di cui i no­stri ra­gazzi, nel fine settimana, sicuramente dispongono. Dal semplice “fumo” ai più potenti alluci­nogeni, il catalogo degli stupefacenti in circolazione è purtroppo ricchissimo.

La droga “ICE”, sotto forma di caratteristici cristalli

«Il mercato della droga» annota l’esponente del PDL «non conosce crisi […]. L’Italia è considerata uno dei centri di traffico» e Genova è porto di mare anche per quanto riguarda il mercato delle sostanze stupefacenti. Da questo punto di vista, il Levante cittadino non è un’isola felice. Inoltre, altre micidiali droghe stanno approdando nella penisola. È il caso della cosiddetta “Ice”: «ha l’aspetto di piccoli cristalli bianchi (di qui il nome, “ice”, “ghiaccio”, n.d.r.), arriva dalle Filippine, ma è molto diffusa anche in Giappone e Corea. I suoi effetti sono devastanti: si va dalle allucinazioni agli istinti omicidi, una sola assunzione può portare alla dipendenza ed è otto/nove volte più potente della cocaina. La capitale italiana di questa nuova droga è Genova, dove una dose costa attorno ai 20 euro». È quasi superfluo ribadire la gravità dei danni fisici e psichici che la “roba” (tutta, non esiste “roba buona”) può provocare al corpo e alla mente di chi l’assume.

Francesco Carleo

La mozione di Carleo si conclude sollecitando la Giunta Municipale ad assumere le determinazioni necessarie, di concerto con le altre Istituzioni, allo scopo di contrastare il ritorno del fenomeno, sensibilizzando gli adolescenti e proponendo loro modelli di comportamento e stili di vita intelligenti e positivi.

Come ho già avuto modo di esplicitare a viva voce in Consiglio al collega Carleo, l’unico punto debole – se così si può chiamare – del suo documento (per tutti gli altri versi apprezzabilissimo: l’ho votato) mi sembra essere la conclusione. La lotta alla droga spetta in primo luogo alla società civile, non agli enti pubblici preposti al governo, alla sicurezza e all’amministrazione del territorio. Questi ultimi possono, ed evidentemente debbono, lanciare dei segnali d’allarme e fronteggiare con ogni mezzo la criminalità organizzata che di questi traffici si diletta e si pasce.

Ma la vera partita, in questo ambito, si gioca tutta nel modo in cui, lo ripeto, la società e le sue articolazioni principali (famiglie, scuola, associazioni e movimenti, parrocchie, singole personalità con competenze da mettere in campo ed esperienze da condividere) sapranno affrontare la missione educativa.

La lotta alla droga – che in quest’ottica è lotta al disagio sociale, alla fragilità psicologica e alla precarietà esistenziale – può essere coronata di successo solo se diventa un impegno generale, di ciascuno. Guai se il cittadino fosse indotto a incaricarne i propri referenti politici per sentirsene esentato. Bisogna anzi rottamare la facile e accidiosa tendenza alla delega (che è un’ablazione del senso civico, non un’abluzione della coscienza!), per rilanciare la buona pratica di una cittadinanza attiva e consapevole.

Il dott. Luigi Raschi

Non posso non ricordare, a questo proposito (e l’ho fatto pure, molto volentieri, in Consiglio di Municipio) l’opera meritoria del dottor Luigi Raschi, il quale, circa vent’anni fa, seguì proprio questo percorso: non rivolse il suo appello al mondo istituzionale, al notabilato in poltrona, ma alla gente comune. E con la gente comune – non con il mondo istituzionale – diede vita a forme di partecipazione popolare e di auto-organizzazione collettiva (i “gruppi prevenzione droga” di Bavari e di San Desiderio) che, con l’utilizzo di svariati strumenti, portarono avanti un progetto educativo così efficace da risanare quasi del tutto comunità che, specie negli anni ’80, erano state pesantemente e dolorosamente colpite dal fenomeno dello spaccio e del consumo di stupefacenti.

La battaglia sarà vinta quando ciascun individuo, di qualsiasi età e condizione, messo di fronte alla possibilità di drogarsi, risponderà: “No, grazie!”. La grande, enorme, ambiziosissima operazione culturale da compiere consiste appunto nel trasformare, non in forza di legge ma di libera scelta, il proibizionismo in rifiuto volontario. Ciò vale altresì per tutte le altre forme di dipendenza che minacciano l’integrità psico-fisica della persona: l’alcolismo, il tabagismo, il gioco d’azzardo.

Fatta questa doverosa riflessione personale, rivolgiamo ancora un plauso al presidente Carleo per il suo importante contributo, nella speranza che esso serva a ravvivare in tutti i cittadini un forte senso di corresponsabilità in relazione a questo angoscioso problema e al dramma umano e sociale che ne consegue.

ALESSANDRO MANGINI

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