Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Wednesday June 3rd 2020
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Su e giù per la città/3

Oggi ci avventuriamo in un quartiere considerato residenza della “Genova bene”: Castelletto.

Anticamente questa zona era detta Monte Albano ed era ricca di verde e di conventi. Era un luogo strategico poiché dalla collina si dominava l’intera città e il porto. Un luogo  così vantaggioso militarmente ospitò una prima torre nel 1161 ma sul sito vi sono segni di un presidio militare dal X secolo. I francesi nel 1402 ampliarono la struttura, tanto per far capire chi teneva le redini del comando. Quando Genova riconquistò l’indipendenza smantellò il Castelletto considerato simbolo di dispotismo.

I Savoia nel 1819 lo fecero ricostruire per tenere sotto controllo la popolazione. Trent’anni dopo, durante i moti, i genovesi distrussero la fortezza, stavolta definitivamente. L’area venne divisa in lotti edificabili e venduta per costruire dei palazzi visto che la zona di Castelletto, nell’Ottocento, diventa luogo ambito della ricca borghesia mercantile genovese.

Il panoramicissimo punto d’arrivo dell’ascensore di Castelletto

Visto l’incremento della popolazione del quartiere si pensò ad un sistema di trasporto originale e sicuro: l’ascensore di Castelletto. Per i genovesi questa è la denominazione  usuale mentre per l’azienda trasporti si tratta dell’ascensore di Castelletto levante. Fu costruito nel 1910 e lo dimostra l’entrata in stile liberty. Il dislivello è di 57 metri e due cabine si alternano nel coprire il tragitto in salita ed in discesa.  Il mezzo collega piazza Portello e tutto il centro storico genovese con la Circonvallazione a Monte; il capolinea si chiama belvedere Luigi Montaldo. Mai definizione fu più azzeccata. Oltre a servire da trasporto agli abitanti della collina l’ascensore è un’attrazione turistica. Quando si arriva in cima, la spianata si mostra in tutta la sua bellezza con panchine e alberi. Due passi lungo la balconata… e Genova si dispiega tutta la sua bellezza a trecentosessanta gradi. 

Targa che riporta il famoso "incipit" della poesia di CaproniIl poeta Giorgio Caproni dedicò una struggente poesia intitolata l’«Ascensore» in cui si mescolano ricordi intimi e famigliari con la nostalgia e lo stupore per la grazia e la venustà della nostra Zena. Una targa, all’entrata in piazza Portello, riporta alcuni versi della lirica:

«Quando mi sarò deciso di andarci, in paradiso

ci andrò con l’ascensore di Castelletto».

C’è da obiettare che questa non è l’unica meraviglia della zona. Invece di entrare nella galleria che porta all’ascensore di Castelletto si potrebbe mettere in atto una simpatica alternativa: attraversare la strada e prendere la funicolare di Sant’Anna. Venne inaugurata il 26 novembre 1891 e fu subito considerata un passatempo per turisti in cerca di divertimento e svago.

La funicolare di Sant’Anna

Il suo funzionamento era molto semplice: una questione di contrappesi. Le cabine erano costituite da un enorme recipiente sistemato su ruote. I due mezzi erano collegati da una fune che correva su una puleggia di rinvio. Chi guidava il veicolo a monte  riempiva d’acqua il veicolo a seconda del numero dei passeggeri  a valle e la differenza di peso faceva salire la cabina più leggera. La funicolare aveva anche freni adeguati al sistema di movimento.

Purtroppo il temponon ha portato fortuna alla funicolare. Da passatempo per turisti è diventato un mezzo di trasporto vero e proprio per gli abitanti della zona. L’apertura dell’ascensore in via Crocco è ormai il naturale prolungamento della linea che permette di arrivare ancora più in alto sulla collina.

L’impianto ad acqua non esiste più. E’ stato ammodernato, ormai da anni, con l’elettricità. Sarà sicuramente più funzionale ma abbiamo perso un “tocco” di originalità legata al buon tempo antico. La Genova di una volta aveva un suo fascino che si è disperso nel vento…

CATERINA DE FORNARI

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