Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Wednesday July 8th 2020
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Genova, Italia, Europa. Intervista alla politica/2

Continua il filo diretto tra il Drago Buono e alcuni esponenti politici locali (in certi casi an­che semplici ma “fervorosi” simpatizzanti) in vista delle Elezioni Europee del 25 maggio pros­simo. L’intento è quello di creare dibattito, favorire il confronto delle idee e focalizzare l’attenzione dei cittadini su questo importante appuntamento elettorale che coinvolge tutta l’Unione Europea.

Proseguiamo questa serie di interviste con il giovane ALESSIO GIANNETTI, 23 anni, segretario del Circolo di Valle Sturla del PARTITO DEMOCRATICO-PSE.

Intervista ad ALESSIO GIANNETTI
Segretario PD-PSE Circolo GE-Valle Sturla

Segretario, perché è importante andare a votare a queste elezioni europee?

Il Parlamento Europeo, organo rappresentativo dei cittadini dell’UE

Andare a votare il 25 maggio è importante per il semplice fatto che si va ad eleg­gere l’organo rappresentativo dei cittadini dell’Unione europea. Infatti, se si va ad osser­vare il complesso sistema istituzionale politico dell’ Unione, il Consiglio e il Consiglio euro­peo sono la forma attraverso la quale i governi degli Stati membri contribuiscono alle scelte dell’Europa, la Commissione è l’istituzione che rappresenta, attraverso i Commissari – scelti per la loro indipendenza -, l’Unione in quanto tale, men­tre il Parlamento è l’organo rappresentativo dei cittadini. Il Parlamento, d’altro canto, a partire dall’introduzione dell’elezione a suffragio universale, è il megafono del po­polo europeo, la cui importanza nel processo normativo e decisionale dell’Unione si sta negli ultimi anni accrescendo, poiché svolge un ruolo sempre più signifi­cativo nelle fasi di sviluppo di regolamenti ed altri atti e per la fondamentale funzione di con­trollo politico di Consiglio e Commis­sione. Insomma non votare alle europee equivale a non far sentire la propria voce in Eu­ropa.

 

Definisci la tua posizione politica e spiega, in questa logica, a quale “famiglia” euro­pea aderisci.

Il simbolo elettorale del PD con il riferimento al socialismo europeo

L’Europa unita, nata dopo secoli di guerre tra feudatari, monarchi ed in seguito Stati nazio­nali, è una grandissima conquista di civiltà, che ha garantito un lunghissimo pe­riodo di pace tra i Paesi del continente in un processo di espansione pacifica che la sta por­tando ad abbracciare ormai la maggior parte delle nazioni europee. Tuttavia quanto fatto fin ora non è sufficiente ed i recenti eventi in Ucraina ne sono la prova. L’Europa deve essere sen­tita non come la lontana accozzaglia di burocrati – come a qualcuno piace ripetere –, ma come una realtà della quale ogni cittadino è parte integrante e fondamentale per costruire una comu­nità di pace, benessere, giustizia e libertà. È per questo, in quanto membro del Par­tito Democratico, che mi riconosco nella grande famiglia del Partito Socialista Euro­peo ed ho salutato con gioia l’ingresso ufficiale del PD nella realtà del socialismo europeo.

 

Quale candidato presidente e quale programma sostiene la tua famiglia politica?

Martin Schulz con Matteo Renzi

La mia famiglia politica, quella del socialismo europeo, sostiene Martin Schulz come candi­dato Presidente della Commissione, un ruolo di grande importanza che credo debba essere rive­stito da una persona retta e preparata come lui, ex presidente del Parlamento europeo.
Quello che il PSE porta avanti è un programma che vuole conciliare la crescita con l’equità, contro lo sfruttamento del lavoro e a favore di salari più giusti per combattere il disastro della disoc­cupazione giovanile. Al tempo stesso i socialisti europei sono per un rafforzamento dell’Euro per rimanere in pole position nella competizione globale, per uno sfrutta­mento più cosciente e sostenibile dell’ambiente e delle sue risorse.

Inoltre Schulz ha già dimostrato in più occasioni di non chinare il capo di fronte a chi fa politica in modo becero e rumoroso, ma, soprattutto, l’ex presidente del Parlamento ci può fornire una le­zione importante con la sua esperienza di vita: piombato in un periodo buio di alcolismo dopo che un infortunio stroncò la sua carriera calcistica, seppe rialzarsi e con il proprio impegno è riu­scito a raggiungere posizioni di grande responsabilità, dimostrandoci che anche dalle crisi più nere ci si può rialzare più forti di prima.

 

Qual è l’emergenza numero 1 da affrontare in sede di Parlamento e Commissione Euro­pei?

Il lavoro, la prima emergenza da affrontare in Europa

Se dovessi parlare basandomi sulla mia esperienza personale sicuramente direi che l’emergenza prin­cipale è quella rappresentata dal precariato giovanile e dalla disoccupazione (riguar­danti tutte le età), che rendono difficile immaginare per giovani come me un futuro di piena indipen­denza e realizzazione come individui. Tuttavia, mi vengono pure in mente crucci non da poco come la delocalizzazione delle imprese verso paesi nei quali il lavoro è meno tutelato e quindi meno dispendioso, l’immigrazione, che va considerata né come il male assoluto né come una favola o uno scherzo, ma come un fenomeno serio che influisce sulla cultura e sull’economia sia in positivo che non, della rinascita di movimenti di estrema destra soprat­tutto nelle zone più colpite dalla crisi economica come rigurgiti di epoche storiche tra le più buie che il nostro continente attraversò. Insomma, io vorrei un’Europa dove si possa andare a lavorare a Goteborg sei mesi se lo desidero, conoscere la cultura e la vita in Svezia, ma dove possa anche avere la possibilità di restare a San Desiderio a vivere se lo si desideri.

 

Politica, economia, società civile. Come si rapportano tra sé questi decisivi campi dell’agire umano?

Alessio Giannetti, segretario del PD in Valle Sturla

La politica deve essere la voce delle varie realtà della società civile, e l’economia dev’essere solamente una complessa catena di interazioni e di processi produttivi fina­lizzati al benessere dell’uomo e non al suo sfruttamento. Non me ne voglia Adam Smith, ma è abbastanza palese che l’economia auto-regolata e il liberismo economico sfrenato non conducano al benessere ed all’equità. Più che un fan dello Smith de La ricchezza delle na­zioni lo sono di un altro scritto dello stesso autore, La teoria dei sentimenti morali, dove ridimen­siona la possibilità della «mano invisibile dell’economia».

 

Genova e l’Europa. Quale ruolo per la nostra città nel complesso contesto continen­tale?

La nostra città deve inserirsi nel tessuto economico ed industriale europeo attra­verso il proprio porto che va ricollegato in maniera adeguata e moderna al resto dell’Unione. Ri­cordandosi che il cuore di Genova è portuale ed industriale. Ma non va neppure trascu­rata la dimensione culturale: mi auguro che il capoluogo ligure diventi un punto fo­cale per le manifestazioni di cultura europee. Ma, poi, nutro una piccola speranza personale: che in una dimensione europea e mondiale Genova non perda le proprie tradizioni, il proprio dia­letto, ma si apra un tantino di più al mondo abbandonando la proverbiale riservatezza dei suoi abitanti.

(a cura di LORENZO PERINOT)

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