Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Wednesday June 3rd 2020
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Maria Malaponte, dieci anni dopo

Questo 15 maggio ricorrerà il decimo anniversario della scomparsa della signora Immacolata Ge­novino ved. Malaponte, la «mamma di Filippo», socia onoraria e benefattrice del Circolo Acli San Giorgio di Bavari, nata nel napoletano, trasferitasi a Genova e infine trapiantata a Montelungo dove risiedette con la sua famiglia a partire dai primi anni ’60.

La «Signora Maria», come la chiamavamo tutti, visse gli ultimi anni della sua lunga vita (era nata nel 1911) nel culto della memoria del figlio, biologo e uomo di lettere, affetto dall’età di 23 anni da una forma di sclerosi multipla che inizialmente lo privò della facoltà di camminare e poi lo immo­bilizzò definitivamente su una sedia a rotelle, fino alla prematura scomparsa, avvenuta a soli 56 anni nella primavera del 1993.

Immigrata dal meridione con il marito Vito, fece approdo a Genova intorno alla metà degli anni ’30 e crebbe il figlio negli anni tragici della seconda guerra mondiale, con il coniuge richiamato alle armi, lontano dal nido familiare.

Maria Malaponte (1911-2004), la “mamma di Filippo”, in una foto che la ritrae in tarda età

Commerciante lei (con un banco di frutta sul mercato) e conducente di autobus lui, unirono i loro sforzi per garantire a Filippo una buona istruzione. Egli, dotato di una spiccata attitudine per gli studi classici e scientifici e di un innato talento per la musica, si diplomò al Liceo Scientifico e si iscrisse a Medicina, per passare poi a Biologia a causa del repentino manifestarsi del suo male. Il ragazzo, inoltre, grande amante del teatro, sia di prosa che lirico, si esibiva come tenore dilettante in una ristretta cerchia di giovani appassionati.

La signora Maria seguì con amore l’intero calvario del figlio, senza mai perdersi d’animo, senza mai accusare segni di cedimento e di disperazione, sostenuta dall’amicizia di tanti, fra cui l’arciprete di Bavari don Guglielmo Grosso e il medico condotto dottor Luigi Raschi. Maria si prodigò per aiutare Filippo a far conoscere i suoi lavori letterari (fu autore di testi teatrali, di racconti, di poesie) e a gettare le basi in Liguria di quell’organizzazione di assistenza socio-sanitaria che divenne l’AISM (Associazione italiana sclerosi multipla).

Dopo la scomparsa di Filippo, insieme con il marito (mancato nel 1998), finanziò i lavori per la re­alizzazione, a Bavari, in un ampio locale messo a disposizione dal Circolo Acli San Giorgio, di un centro culturale perpetuante il ricordo del figlio, inaugurato nell’ottobre 1994 alla pre­senza del senatore a vita Paolo Emilio Taviani. E fu così che, grazie alla loro sensibilità e munificenza, da vent’anni a questa parte la sala che ospita il centro culturale poté divenire il fulcro di una vasta gamma di attività di animazione sociale, culturale, religiosa e ricrea­tiva che proseguono tutt’oggi.

Estremamente devota, la fede fu sempre il suo primo e principale sostegno di fronte ai dolori e alle amarezze che la vita le riservò. Chiunque la conobbe non può dimenticare la sua figura piccola e curva, ma tanto brillante e piena di vita, piegata nel corpo dagli anni e dagli affanni, ma tutt’altro che prostrata nello spirito, rimasto brillante e battagliero fino all’ultimo.

Un esempio di vita cristiana, nel deserto morale di questi nostri anni, di cui mi sembra così bello poter fare tesoro, specie per chi come gli aclisti opera per vivere il Vangelo nel cuore stesso della società globale.

ALESSANDRO MANGINI

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