Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Wednesday June 3rd 2020
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Su e giù per la città/4

La “funicolare” di Granarolo (che in realtà è una cremagliera!)

Continuando il nostro viaggio sulle “vie alternative” della città, stavolta ci fermiamo a Granarolo.

Quando ero bambina e aspettavo di partire per le vacanze dalla stazione Principe il mio sguardo cadeva su una specie di trenino che saliva e saliva inerpicandosi verso una zona a me sconosciuta. Mi sono sempre domandata dove andasse a finire quello strano veicolo. La mia curiosità si saziò un bel giorno di tanto tempo fa: quella era la ferrovia a cremagliera Principe-Granarolo che collegava e collega tuttora via del Lagaccio alle alture.

Il vagone appena partito da Principe

La tratta ferroviaria nacque tra il 1898 ed il 1901 con lo scopo di rendere più agevole il trasporto degli abitanti dai nuovi quartieri collinari verso il centro città; praticamente lo stesso ragionamento che portò alla creazione dell’ascensore di Castelletto e della funicolare di Sant’Anna.

A Genova, fin dai primordi, tutti la definirono «la funicolare di Granarolo» anche se in realtà è sempre stata una cremagliera. Il termine deriva da un neologismo portato dal francese: cremaillère, che a sua volta viene dal latino cremaculum che affonda le radici nel greco antico kremaster; un nome vetustissimo per un mezzo relativamente recente.

Il tracciato comprende nove stazioni: Principe, Salita San Rocco, Centurione, Bari, Cambiaso, Chiassaiuola, Salita Granarolo, Via Bianco, Granarolo. Le stazioni di Salita San Rocco, Via Bianco e Granarolo sono di fresca data; create nel 2012 in occasione dei lavori di ristrutturazione della linea.

Il percorso è costituito da un solo binario a scartamento ridotto da 1200 mm e con un raddoppiamento nel punto mediano per consentire gli incroci. Il servizio è però di una sola vettura che fa la spola da una stazione all’altra. Consideriamo che questo mezzo affronta nella sua salita un dislivello di 194 m.

Il mezzo di trasporto in prossimità di Granarolo

I genovesi ben sanno quanto la loro città sia problematica dal punto di vista viario. Non ci sono strade e i tanti snodi obbligatori non permettono un flusso regolare e costante del traffico. Basta un incidente, un tamponamento di poco conto e mezza città si “ingorga” come un lavello!

La particolare conformazione urbana che “blocca” Genova tra i monti ed il mare, tra ripide colline e scogli, delimita un territorio aspro per la circolazione. Salite, scalinate, creuzette di ogni genere e di diversa pendenza permettono di giungere a destinazione in metà tempo sempre che si posseggano buone gambe, capacità polmonari da campioni olimpici e conoscenza enciclopedica delle scorciatoie. E per i comuni mortali che si affidano ai vecchi mezzi pubblici? Attese alle fermate e aerosol di smog e gas di scarico nell’attesa! Quindi benvenuti ascensori, funicolari e cremagliere che permettono rapidi spostamenti ad inquinamento zero.

Un piccolo difetto è presente: la cremagliera di Granarolo è spesso ferma per controlli, guasti e rotture. Attualmente è in gestione all’AMT che l’ha risistemata e rimessa in funzione nel 2012, ma da allora ci sono sempre periodi in cui il simpatico trenino si ferma e non si muove più per un bel pezzo. Speriamo che il santo protettore dell’AMT ci ascolti e ci faccia la grazia di mantenere in salute tutti i mezzi di trasporto dell’azienda alternativi agli autobus.

CATERINA DE FORNARI

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