Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Wednesday August 12th 2020
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Il Palio delle Repubbliche Marinare

Domenica 8 giugno 2014, lungo le strade che vanno da San Lorenzo alla Stazione Marittima un lungo corteo di figuranti in abiti storici ha sfilato per la città. È un evento che si ripete ogni quattro anni: una manifestazione sportiva legata ad una rievocazione medievale ospitata a rotazione annuale in una delle quattro città che prendono parte alla sfida.

Il primo evento fu nel 1955 con lo scopo di far rivivere la storia e le rivalità che animarono le quattro repubbliche marinare: Amalfi, Pisa, Genova e Venezia. Nel tardo pomeriggio si sfidano gli equipaggi composti da otto vogatori ed un timoniere per ogni imbarcazione. Il tifo è sempre indiavolato.

Particolare del corteo storico

Al di là dell’evento sportivo in se stesso la gente applaude e si stupisce dei begli abiti del corteo storico. Il corteo è aperto dalla repubblica vincitrice del trofeo sportivo dell’ultima gara. Ci dispiace ammettere che in genere l’onore tocca a Venezia. I lagunari hanno sempre equipaggi molto forti, allenati e determinati  con in più il vantaggio di essere nati “con il remo in mano”, quindi ancora più agguerriti.

Venezia rappresenta un episodio del 1489. Anni prima, la giovane Caterina Cornaro, veneziana di nobile famiglia andò sposa al re di Cipro, l’ultimo della dinastia dei Lusignano. Alla morte del re, con i turchi alle porte, Caterina si rese conto di non poter gestire a lungo una situazione tanto spinosa sia dal punto di vista militare sia dal punto di vista economico. Decise così di cedere a Venezia, allora forte militarmente ed economicamente, il suo dominio in cambio di una contropartita: poter tornare nella città di San Marco ed avere un proprio piccolo dominio nella contea di Asolo. Figurarsi se il doge si lasciò scappare una simile opportunità. Organizzò per il rientro della regina una festa sensazionale, un’accoglienza con i fiocchi e la città la nominò «dilectissima filia». La Cornaro si ritirò con la sua corte ridotta ad Asolo e lì visse fino alla fine dei suoi giorni. Nella sua dimora soggiornò anche il famoso poeta del rinascimento Pietro Bembo che scriverà un’opera letteraria intitolata Gli Asolani.

Pisa, invece, racconta una storia risalente al 1004. La giovane Kinzica de’ Sismondi non riusciva a dormire a causa delle pene d’amore. Una notte insonne come tante, la bella fanciulla si affaccia alla finestra e che vede? Navi saracene che si avvicinano silenziose scivolando sulle onde; stanno per attaccare la città e saccheggiare. Kinzica scende in strada, salta a cavallo e percorre la città urlando a pieni polmoni: «All’armi, all’armi! I saraceni». Pisa si ridesta, tutti si preparano al combattimento e gli infedeli vengono ricacciati in mare.

Imbarcazioni ed equipaggi delle quattro Repubbliche Marinare

Amalfi ricorda gli inizi del secolo XI, al culmine della sua potenza sul mare. Qui si riporta un episodio gioioso: il matrimonio tra Giovanni I, figlio e correggente del duca Mansone I, e la nobildonna Regale. I costumi della città sono molto influenzati dalla moda bizantina perché Amalfi in quei tempi ruotava intorno alla corte di Costantinopoli.

E per ultima sfila la città ospitante, ovvero la nostra Zena. Noi mettiamo in gioco un episodio della prima crociata: Guglielmo Embriaco detto “Testa di maglio” che ritorna in patria trionfante per aver preso Gerusalemme – grazie ad un suo personale colpo di genio – e con un ragguardevole bottino, ovvero il Sacro Catino, ritenuto da molti il Graal.  Fido compagno,  accanto al guerriero, appare il Caffaro, annalista del Comune che lasciò scritto in una cronaca dettagliata tutti gli eventi che resero l’Embriaco un eroe e Genova una città forte davanti a cui inchinarsi.

Mi sono sempre domandata quanti sappiamo che cosa rappresentano i figuranti, quale episodio, quale storia ogni città metta in campo per esaltare meglio se stessa e le propria gesta.

È bello presenziare agli eventi sportivi e culturali della città ma è ancora più importante capirne il significato. La nostra storia è la nostra eredità e se non conosciamo le nostre radici siamo destinati a sparire nel nulla.

CATERINA DE FORNARI

Lascia un messaggio

Tu devi essere loggato Inserire un commento.



Better Tag Cloud