Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Tuesday December 18th 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Acli Bavari, uno spazio aperto

Dallo scorso gennaio, il Circolo A.C.L.I. di Bavari, arzillo centenario, ha un nuovo Consiglio Direttivo. L’associazione dei lavoratori cristiani di Bavari sta vivendo una decisiva fase di rin­nova­mento. Ne parliamo a tu per tu con il nuovo Presidente.

INTERVISTA AD ANDREA PASOTTI – Presidente del Circolo A.C.L.I. San Giorgio di Bavari

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Per prima cosa, le presentazioni. Rac­contaci qualcosa di te.

A. PASOTTI: Sono nato a Genova nel 1974, fac­cio il sistemista informatico. Sposato con Ca­milla, abbiamo due bambini: Giulia, 9 anni, e Tommaso, 6. Risiedo a Bavari dal 2008 ma lo frequento da sempre.

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Bavari è una comunità piccola ma vivace. Tu la vivi da protagonista da diversi anni e te ne sarai reso conto. Pensi che i tradi­zionali ca­nali di partecipazione (la parroc­chia, l’associazionismo ecc.) siano sufficienti a conservare e poten­ziare que­sta vitalità? L’odierno in­dividualismo delle masse non ha minato in nulla le fonda­menta della società ci­vile di questo pa­ese?

Il presidente A. Pasotti con la figlioletta Giulia.

A. PASOTTI: Credo che i tradizionali canali di parteci­pazione siano un’ottima base. è chiaro che essi sono for­mati da persone e che quindi, in ultima analisi, sono le persone che li compongono a determinare la vitalità di Bavari. Il Circolo Acli di Bavari è un gruppo di persone (consiglieri e soci) che punta a conservare e possibilmente a po­tenziare questa vitalità.

L’individualismo diffuso è un chiaro effetto del messaggio che ci passano la società e i mass media: «Prima di tutto vengo io… perché dovrei impegnarmi per l’altro?». Certo che questo mina le fonda­menta della società. Impegno po­litico, associativo, ma anche cre­are una famiglia richiede che il NOI venga prima dell’IO. Oggi quanti messaggi riceviamo che ci spingono verso il NOI anziché verso l’IO? Quanti sono di­sposti a rinunciare al proprio IO per un NOI… un NOI aperto verso l’AL­TRO, al proprio tempo per met­terlo a disposi­zione dell’altro?

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Pochi mesi fa il Cir­colo Acli ha vis­suto un mo­mento di forte rinnova­mento in­terno, di cui la tua elezione a presi­dente è stata un’evidente espressione. Che cosa ci dob­biamo aspettare dal nuovo consiglio di­ret­tivo per il pros­simo fu­turo? Che modello di associa­zione vor­resti rea­lizzare?

A. PASOTTI: Il prossimo futuro è già passato… e lo dico con un po’ d’orgoglio per il Consiglio che si è for­mato. È già passato perché in questi pochi mesi dall’elezione ci siamo impe­gnati mol­tissimo e i risultati sono arri­vati. Voglio fare un piccolo bilan­cio: ab­biamo iniziato un processo di ristruttura­zione degli interni per migliorarne la fruibi­lità. La cu­cina, il Centro culturale, il Sa­lone sono stati (e continueranno nei prossimi mesi ad essere) og­getto di interventi di manuten­zione e ripensamento degli spazi; a se­guito di queste at­tività met­te­remo in cantiere tutta una serie di iniziative che pubbli­ciz­zeremo nei prossimi mesi. Ab­biamo “ri­pen­sato” lo sfruttamento dello spazio del Cen­tro culturale che ora è un modello di spazio asso­ciativo: aperto, alle persone, alle idee, alle proposte.

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Non credi che a Bavari (a parte il caso della Croce Azzurra, che brilla di luce pro­pria nel campo – d’inestimabile impor­tanza – del volontariato socio-sanitario) si punti un po’ troppo sulla ricrea­zione sociale e un po’ troppo poco su cultura e cittadinanza attiva? Il Circolo Acli, per esempio, potrebbe tornare a essere una sorta di avamposto civile della comunità.

Il Planetario in funzione durante l’ASTRO DAY 2014.

A. PASOTTI: Stiamo cercando di creare mo­menti di aggre­gazione che per­mettano alle persone di socia­liz­zare, di trascorrere un po’ di tempo sere­namente insieme. Per fare questo il Circolo (oltre alle tradizio­nali attività) punterà a creare dei momenti di approfon­dimento cul­turale, sociale, reli­gioso con degli eventi stu­diati per i nostri soci e per la comunità di Ba­vari. Dagli in­contri per le fami­glie, alle gior­nate divulgative su vari argo­menti.

Sul fronte “culturale”, a pochi mesi del nostro insediamento, ab­biamo già realizzato una prima inizia­tiva: l’“ASTRODAY”, il 10 maggio, svolta in collaborazione con il GAS (Gruppo Astrofili Sa­vonesi ). In quella occasione ab­biamo trascorso una bellissima giornata dedicata all’astronomia. Il Planetario (una struttura di 6 metri di diametro, alta 3 metri e installata in salone) ha accolto, nell’arco della gior­nata, più di 240 persone, mentre nel Centro culturale “La conquista dello Spa­zio” è stata un’esposi­zione di mo­delli e il sa­piente rac­conto dell’e­voluzione tecnologica in questa direzione. Qualche for­tunato, in uno dei po­chi momenti in cui il cielo non era coperto dalle nu­vole, ha potuto osservare il sole attraverso il coro­nografo (un te­le­scopio che tramite appositi filtri permette l’osserva­zione diretta della nostra stella). Mi piace an­che ricordare che l’ini­ziativa è stata la conclusione del­l’attività didattica di astronomia della scuola prima­ria “Gioiosa” di Ba­vari.

Abbiamo già gettato le basi an­che per la programmazione au­tunno/inverno, ma non voglio anticipare nulla.

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Un tempo associazioni e politica erano molto più vicine, anche alla base. Ora tutto è cambiato. Re­sta però in piedi la domanda: orga­nismi sociali come questi non do­vrebbero promuovere un’educazione alla politica intesa come impegno civile, praticabile da tutti, per il bene comune? I citta­dini sono sempre più avulsi dalla politica. L’associazionismo po­trebbe facilitare un nuovo approc­cio in questa dire­zione. Qual è la tua opinione?

A. PASOTTI: Io spero che questo Consiglio possa essere testimonianza di im­pegno per il bene comune (ma questo lo si vedrà nel tempo); l’associazionismo locale, anche attraverso “Bavari Insieme” (di cui il Circolo Acli è membro at­tivo), ha segnato passi importanti in questa direzione.

Circa la distanza dei cittadini dalla politica, credo che il pro­blema di fondo sia culturale e che l’unica via d’uscita sia l’esempio che si dà. Prendiamo proprio il Circolo Acli: troppe volte si sente (o viene riportato) il mugugno di chi dice «Dovrebbero fare que­sto… do­vrebbero fare quello…». Insomma, sono sempre gli altri a dover fare? Dove sono queste persone a cui non vanno mai bene le scelte compiute? Perché non parlano diret­tamente con chi ha responsabilità nel Cir­colo? Dove sono quando c’è bisogno di rim­boccarsi le maniche? Danno “testimonianza in prima per­sona”, come invita a fare Papa Francesco? Perché non si fanno soci e non si met­tono in gioco?

Verso la po­litica, il co­pione è lo stesso: «Le cose non vanno bene… ma io non mi “im­mischio”… chi viene eletto non va bene? Ma a votare no, io non ci vado… nes­sun partito mi rappresenta? …io, impegnarmi in prima persona?». Così non si va da nessuna parte.

La buona pratica dell’associazionismo è un modo per iniziare ad assumersi delle responsabilità in prima persona, in vista del bene comune.

Il presidente Pasotti con una delegazione del Circolo ACLI insieme al Cardinale A. Bagnasco e al parroco di Bavari p. R. Saccomanno

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E la fede? Quanto è importante la fede reli­giosa nella vita di una per­sona e di un gruppo? E soprattutto, è possibile “incarnare” la fede nell’impegno sociale? Una fede “in­carnata” nel sociale è forse meno “pura”, meno auten­tica, meno spirituale? È una do­manda che, inevitabil­mente, non pochi cri­stiani si pongono. Tu, che sei a capo di un’associazione catto­lica di lavoratori, che testi­monianza ri­tieni di poter offrire in propo­sito?

A. PASOTTI: Credo che il servizio e l’impegno debbano essere la strada da se­guire. A maggior ragione se si è mossi da una forza interiore come quella costituita dalla fede cri­stiana, che è amore per Dio e per i fratelli.

Non mi sento di giudi­care se sia preferibile percorrere la via della fede “incarnata” nel­l’impegno sociale rispetto ad una più pura, spirituale… ascetica. Sono due possibilità, due tipi di relazione, complementari, non in conflitto. Ciascuno porta frutto con i talenti che ha ricevuto.

Per concludere, vorrei aggiungere che il livello di impegno, parteci­pazione, coesione del nuovo Con­siglio si sta rivelando superiore alle mie aspettative; e questo ci permette di pensare “in grande”… è chiaro che essere il presidente di un’asso­ciazione con un direttivo così mi rende orgoglioso e ottimista per il futuro.

Grazie della piacevole chiacchie­rata… e buon lavoro a te e agli aclisti di Bavari!

[L'intervista è pubblicata integralmente sul numero unico de "IL NUOVO CAMPANILE" della Parrocchia di Bavari in distribuzione ad agosto.]

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