Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Friday February 23rd 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

«E io pago!». Liguria, i disastri della politica e le tasche (vuote) dei cittadini

È sconvolgente: siamo di fronte a una città e a una regione in pieno e avanzato declino e nessuno reagisce. Perché chi ci ha portato in questa situazione non è chiamato a rispondere delle sue azioni? Le bugie, si sa, hanno le gambe corte.

Dopo dieci anni di governo della Regione Liguria e della città di Genova, targato Partito Democratico, il bilancio non può che dirsi  negativo. Troppe le cose non fatte e quelle fatte hanno prodotto solo risultati negativi. Erzelli, Porto Imperia, risanamento e sviluppo della sanità, politiche dell’occupazione, Terzo Valico – Gronda, turismo, piano dei rifiuti e dei trasporti, eccetera, eccetera.

E mantenere questo sistema malato, costoso ed inefficiente, costa. Per pagarlo si fa cassa sui liguri, di cui i genovesi sono la gran parte, oramai diventati incolpevolmente poveri; insomma, cornuti e mazziati.

Non è accettabile che un contribuente della Regione Liguria, che presta (anzi, a questo punto regala) oltre il 65% della propria “ricchezza” in tasse, gabelle e imposte, debba poi vedersi costretto a pagarsi cure ed esami in costose strutture private e/o a pagare ticket esorbitanti per le prestazioni più indispensabili (in media dai 40 agli 80 euro per esami del sangue, dai 30 euro per una radiografia al torace e via dicendo).

Non è accettabile che con  un disavanzo annuale (tradotto: debiti) di circa 100 milioni di euro, continuino a mancare le risorse nella sanità per personale, strumenti, servizi e si abbiano liste di attesa infinite.

Non è accettabile che la Tari (imposta sui rifiuti) sarà più cara della Tares, che l’acqua ci costerà 100 euro di più all’anno, che l’IMU sia più cara dell’ICI. Non è accettabile che, per colpa di un’insana politica protezionista, il costo della vita e dei generi di prima necessità sia a un livello del 30% superiore alla media nazionale (500 euro all’anno di incidenza per nucleo familiare).

Decenza vorrebbe che chi è causa di questo fallimento si ritirasse. Altro che spending review… in Liguria ci vorrebbe una bomba (metaforicamente parlando, s’intende!) che azzerasse tutto per ripartire.

Marco Doria e Claudio Burlando

Un appello a Burlando, alla Paita per finire con Doria: c’è bisogno di chiarezza per risolvere i problemi dei liguri e affrontare ciò che è strategico per il futuro della nostra Liguria. Invece di andare ad inaugurazioni e/o Feste dell’Unità, sarebbe meglio che il trio delle meraviglie incominciasse a parlare chiaro e a risolvere i problemi concreti dei liguri. Delle Primarie del PD non importa niente a nessuno!

Lo scenario economico è tale in Liguria da richiedere misure di impronta liberale e una spending review regionale, le sole che potrebbero far ripartire l’economia. Non possiamo aspettare il 2015, queste misure serve approntarle già nel 2014. Ma chi ha il coraggio di farlo? Una Giunta Comunale dilaniata dalle divisioni e/o un Consiglio Regionale azzoppato, in parte inquisito e senza più numeri e forza propulsiva? Nessuno… e quindi si tira solo a campare, a prepararsi un buon paracadute, a non scontentare nessuno, possibilmente ad accontentare tutti e a mettere la polvere sotto il tappeto, tanto si è sicuri che i genovesi e i liguri ad aprile 2015 ancora una volta si berranno le promesse (non mantenibili e quindi irrealizzabili) del candidato di turno dell’establishment piddino.

I banchi del centrodestra in Regione Liguria

A discolpa dei liguri e dei genovesi vi è da dire che un’alternativa credibile in Liguria alla politica del Partito Democratico non esiste. Di proposte e proteste grilline non vi è traccia. Di proposte e proteste dell’area di centrodestra ancora meno. Eppure gli argomenti che avrebbero dovuto far gridare le opposizioni in Liguria e a Genova non sono certamente mancati. A partire dalla crisi di tutte le aziende di Trasporto Pubblico Locale per proseguire con il coma perenne dei teatri, con lo scandalo riguardante la situazione rifiuti (Scarpino, percolato, differenziata…), AMIU, ACAM, con lo scandalo CARIGE – porto di Imperia, con la chiusura di ospedali, con la mancanza cronica di lavoro e la chiusura continua di imprese nel privato, per arrivare alle spese pazze e agli arresti di importanti esponenti regionali della maggioranza di centrosinistra.

Anche in Liguria sembra che dove c’è potere ci siano complotti e corruzione, intrighi e maneggi che sfuggono ai più. Oramai è sempre più difficile negarlo. Ma se sembra sancito il declino di chi è finito nel tritacarne giudiziario e mediatico, non tanto certo sembra sancito il declino di chi in questi anni ha voluto a tutti i costi portare simili alleati nei punti cardine dell’amministrazione della Regione Liguria. E ritorniamo alla domanda iniziale: perché chi ci ha portato in questa situazione non è chiamato a rispondere delle sue azioni?

Burlando e il Partito Democratico non possono fare finta che nulla sia successo. Rossella Paita, che è lì da cinque anni, nemmeno. E anche il piccolo Bavari deve sapere, sperando che, in futuro, sia più cauto e riflessivo nelle sue scelte.

ANDREA CEVASCO

Lascia un messaggio

Tu devi essere loggato Inserire un commento.



Better Tag Cloud