Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Wednesday July 8th 2020
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Nuovo PUC, la posizione del Municipio Levante

Il parlamentino del Levante presenta al Comune le sue osservazioni: occhi puntati su Bavari e San Desiderio per salvarli dall’abbandono.

La genesi del nuovo Piano Urbanistico Comunale (P.U.C., ciò che un tempo si chiamava “Piano Regolatore”) procede con un ritardo di circa tre anni sui tempi canonici, ma perlomeno il Municipio Levante ha finalmente approvato l’ordine del giorno contenente le proprie osservazioni al fondamentale documento, destinato a delineare il modello di città cui Genova si uniformerà nel corso del prossimo decennio.

Luisa Cozzio

Il testo presentato lo scorso lunedì al “parlamentino” del Levante da Luisa Cozzio, consigliera PD e presidente della II commissione (bilancio, assetto del territorio, sviluppo economico, tutela ambiente, interventi manutentivi e viabilità), è stato votato dall’ unanimità dei presenti, sebbene la minoranza di centrodestra si sia astenuta sulla premessa, giudicandola viziata da qualche ideologismo di troppo. Vediamo più nel dettaglio quali sono i passaggi salienti del testo fatto proprio dal IX Municipio.

L’adozione di un nuovo PUC costituisce per la città non solo l’occasione di programmare l’uso del territorio, ma anche di indirizzarne lo sviluppo socio economico e delle infrastrutture. Non si tratta più solo  di limitare il consumo di suolo, ma di indirizzare le risorse per sostenere la trasformazione urbana in forme ambientalmente e socialmente sostenibili.

Siamo quindi d’accordo per quanto riguarda i contenuti fondamentali del PUC ed in particolare   clima e microclima, ambiente ed energia, aspetti geologici, paesaggio e verde, infrastrutture e logistica.

Riteniamo anche che gli obbiettivi di rilancio delle politiche della casa, dell’ intermodalità e dell’utilizzo del trasporto pubblico, del rafforzamento del rapporto con il mare, della difesa del territorio e della qualità ambientale, del  sistema della mobilità urbana (compreso il sistema degli itinerari ciclopedonali), possano essere il volano per far sì che la città diventi un esempio di manutenzione, riqualificazione, nuova costruzione e di rispetto ambientale.

In particolare ci riferiamo  al miglioramento della classe energetica degli edifici, all’invarianza idraulica, al restauro filologico di edifici preesistenti.

Una seduta del Consiglio Municipale

Fra le osservazioni, alcune – peraltro molto importanti – riguardano direttamente la Valle Sturla, e in particolare le comunità di Bavari e di San Desiderio. Il contributo del Municipio in proposito è stato finalizzato ad evitare che una eccessiva “intangibilità” del territorio si ritraduca non in una (pur lodevole) azione di tutela ambientale, ma in un progressivo impoverimento sociale, prima ancora che economico, delle aree in questione.

A nostro parere […] l’estensione  territoriale della zona AC-NI risulta sovradimensionata. È necessario tener conto che nel nostro territorio non ci sono grosse aziende agricole e quindi  rischia di essere zona abbandonata e non tutelata dal lavoro dell’uomo. Sono invece presenti piccole attività di agricoltura familiare che potrebbero essere sviluppate al meglio. E non solo. Nelle aree di S. Desiderio che andiamo ad elencare, vi sono ancora aree abitate e coltivate ed aree attualmente abbandonate che conservano ancora le tracce di una agricoltura intensa con terrazzamenti, muretti a secco, piante d’ulivo e ruderi di edifici. Stabilire che queste aree ricadano per lo più nel territorio non insediato è come ufficializzare l’abbandono delle campagne e la perdita di intere zone. Il problema riguarda quelle aree che al catasto, a volte nelle stesse mappe del PUC e in vecchie mappe militari, risultano borghi. Modificare l’azzonamento di questi territori, allargando la proposta ben più limitata fatta dalle proposte del PUC, significa anche incentivare coloro che, soprattutto giovani, ma non in grado di formare una azienda agricola, intendono presidiare comunque il territorio scegliendo di viverci ed assumendosi la responsabilità  di mantenimento del presidio, manutenzione dei terreni, ripristino delle aree e così via.

Le aree in questione sono situate a S. Desiderio e sono le seguenti:  borgo rurale di Pomà; versante orientale della Vallesturla da  S. Desiderio alle sorgenti del torrente omonimo; versante occidentale della Valle Sturla  da via Cadighiara alle Nasche, detto “zampa del diavolo”; versante nord della cresta napoleonica di Apparizione.

Chiediamo perciò che, ove il territorio presenti già un insediamento di presidio ambientale,  sia possibile, entro il  perimetro che proponiamo, trasformare il territorio non insediato in territorio di presidio ambientale.

Il passaggio su Bavari fa il punto su una problematica ormai annosa, quella relativa alla possibilità – pur soggetta a limitazioni e vincoli – di interventi edilizi nell’area abitata, volti a valorizzare il patrimonio edilizio esistente; trovando ad esempio spazio per quei giovani, in cerca di casa, desiderosi di non abbandonare il territorio in cui sono nati e che amano,  in armonia con l’attuale assetto urbanistico e nel rispetto dell’habitat naturale. La posizione del Municipio riprende senza variazioni quella dei cittadini di Bavari che nel recente passato hanno sostenuto l’opportunità di un uso del territorio sobrio e rispettoso ma meno rigido e non precluso per principio a qualsiasi tipo di intervento edilizio.

Il rischio aggiuntivo di una classificazione come territorio extraurbano del cuore del paese è quello che in futuro alcuni servizi primari potrebbero essere soppressi con la giustificazione che non si tratta più di un territorio urbano del Comune.

Pertanto, al paragrafo dedicato a Bavari, il Municipio Levante si esprime in questi termini:

Riguardo la prevista classificazione della zona di Bavari AR-PR, essa inserisce formalmente il centro abitato di Bavari tra i territori extraurbani. Questa classificazione, derivante probabilmente da una logica di semplificazione e uniformità delle regole del nuovo PUC, di fatto però discrimina questa porzione di territorio in modo molto significativo.

Riteniamo che considerare gli agglomerati urbani  di Bavari, come territori di presidio ambientale o non insediati, sia altamente penalizzante per i residenti di tali luoghi che vogliono continuare a vivere dove i loro  padri e nonni hanno creato una rete di rapporti e presidiato il territorio. Bavari è stato un comune autonomo fino al 1926, il cuore del paese era ed è un antico borgo con una sua storia ed un suo sviluppo che risale almeno al medioevo […]. Definire questo un territorio extraurbano è quindi sbagliato; si rischia così che il territorio venga abbandonato a se stesso, non dotandolo degli strumenti normativi necessari ad avere i mezzi per il mantenimento di questa secolare realtà in condizioni dignitose per la vita della comunità ed il presidio del territorio.

Nel vecchio PUC vigente questa natura storica era anche giustamente rappresentata da aree ricadenti in zona AS (tessuto storico- struttura urbana storica); tuttavia leggendo le norme di conformità del progetto preliminare del nuovo PUC, non si trova un ambito urbano con le caratteristiche idonee per la salvaguardia del territorio bavarese.

Si propone perciò, al di fuori di qualsiasi intento speculativo o di sfruttamento del territorio, di costituire un nuovo ambito di riqualificazione urbanistica denominato Antichi Borghi AR-AB, appartenente al  territorio urbano con specifiche norme di conformità che garantiscano il presidio e la vita di questo centro abitato.

La proposta avanzata dal Municipio al Comune è, quindi, molto chiara. Adesso la palla passa a Tursi, che dovrà dare risposta affermativa o negativa e, di conseguenza, premiare o mortificare gli sforzi di quei cittadini che, ben lungi dall’essere mossi da interessi economici o mire speculative, hanno partecipato all’elaborazione del nuovo PUC avendo a cuore la vitalità anzitutto sociale delle comunità alle quali appartengono.

LORENZO PERINOT

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