Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Wednesday July 8th 2020
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Box auto in Via Cadighiara, il no dei cittadini (e di Legambiente)

Immagine virtuale del progetto di autosilos in via Cadighiara.

Gli eventi alluvionali e la freschissima frana hanno indotto i cittadini di Borgoratti ad assumere una posizione di netta contrarietà rispetto al progetto di costruzione di un autosilos interrato di circa 200 po­sti (di cui 20 pubblici) sul versante verde sovrastante la parte terminale di via Cadighiara, a ri­dosso di Piazza Rotonda.

All’assemblea organizzata sul posto da Legambiente nel tardo pomeriggio di giovedì 13 novembre hanno preso parte decine e decine di persone, molte delle quali infuriate con il Comune per aver con­cesso – a loro avviso troppo sbrigativamente – una licenza edilizia per un compendio architetto­nico di questo tipo in una zona nient’affatto im­mune dai problemi legati al dissesto idrogeolo­gico.

Stando ad alcuni geologi, l’area oggetto del contendere non presenterebbe particolari criti­cità quanto a tenuta del suolo (la frana di mercoledì sera – che per qualche ora ha isolato il Levante dalla parte a monte della Valle Sturla – è consistita nel cedimento di un muro a secco), anche se eviden­temente necessita di operazioni di consolidamento. Che, sulla base delle dichiarazioni rila­sciate a Il Secolo XIX dal titolare di Edilizia Andrea Srl (la società costruttrice), sarebbero por­tate a buon fine contestualmente alla stessa realizzazione dell’autosilos. Ma l’associazione ambientalista e gli abitanti di Borgoratti sono di parere diametralmente opposto.

Il principale nodo da sciogliere è e resta quello riguardante l’irreggimentazione delle ac­que. In occa­sione di grandi piogge, infatti, via Cadighiara si trasforma in un torrente e la vicina Piazza Ro­tonda in un lago. Per non dire dei rischi a cui soggiace la sottostante via Torricelli.

Che cosa accadrebbe – si chiedono i cittadini – se un’ulteriore e vasta por­zione di territorio fosse rive­stita di cemento? I sistemi di deflusso e di canalizzazione previsti nel pro­getto sa­rebbero ade­guati a smaltire l’enorme quantità di acqua piovana scaricata dalle più intense precipita­zioni? Sem­pre Edilizia Andrea assicura di sì, ma la gente non si fida.

Il muro a secco crollato la sera del 12 novembre.

Sul tema sta pure scricchiolando la maggioranza di centrosinistra che governa il Municipio Levante. Seb­bene quest’ultimo c’entri abbastanza poco (è il Comune di Genova che ha elaborato la pratica e concesso le autorizzazioni), Rifondazione Comunista, SEL e una frazione di consiglieri del PD hanno manifestato, pur con differenti sfumature, il loro dis­senso nei confronti del progetto.

Ora Legambiente, di concerto con i cittadini, sta procedendo a una raccolta di firme e a un’azione civile per danno temuto in modo da ottenere l’immediata sospensione dei lavori previsti (e parzialmente intrapresi con la recente rasatura della vegetazione cresciuta sul ver­sante; e proprio in quel taglio radicale di piante e arbusti gli ambientalisti e molti residenti hanno individuato la causa immediata del crollo di due giorni fa).

(Redazione)

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