Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Wednesday July 8th 2020
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Cara AMT, mettiamoci d’accordo. Genitori e maestre scrivono all’Azienda.

«Il diritto di sciopero e di protesta è sacrosanto, ma si salvaguardi il servizio negli orari di ingresso a scuola»

Le agitazioni del personale AMT, oltre a mettere a dura prova la già malmessa azienda del trasporto pubblico genovese, si ripercuotono, com’è ovvio, anche e soprattutto sugli utenti. Così è puntualmente accaduto il 3 dicembre, quando un grande numero di corse sono saltate perché molti mezzi sono stati trattenuti in rimessa, ufficialmente “per controlli”.

I delegati sindacali che sono stati incaricati di verificare lo stato di manutenzione dei bus hanno dichiarato ben 45 mezzi sono «risultati non idonei a svolgere il servizio in sicurezza». Ammessa e concessa tale giustificazione (vero è che il parco macchine di AMT non brilla per modernità ed efficienza), tanti cittadini rimasti a spasso non hanno potuto fare a meno di pensare che si trattasse di una specie di sciopero selvaggio in formato minore.

Sia come sia, il disagio patito da genitori, insegnanti e alunni degli istituti scolastici di Bavari ha indotto papà, mamme e maestre a prendere carta e penna allo scopo di scrivere una lettera di protesta ad AMT e al Comune di Genova che ne è il proprietario. La richiesta è semplice e ragionevole: in occasione di astensioni dal lavoro, specie se improvvise, si salvaguardi perlomeno il servizio negli orari in cui i minori si recano nelle aule scolastiche.

Nello scritto si legge:

            In data 3 dicembre u.s. sono saltate molte corse sulle linee per e da Bavari. Ci sono state maestre che hanno atteso ore l’arrivo di un autobus con tale destinazione, mentre transitavano di­verse linee 86 e  584/ che, ovviamente, non consentono al personale scolastico di raggiungere le scuole bavaresi.

Questo ha comportato problemi per l’accoglimento degli alunni frequentanti i plessi scola­stici.   Come potete evincere, si tratta di bambini di età compresa fra i 3 ed i 10 anni e  vanno tute­lati in primis.  Qualora in futuro dovesse crearsi una situazione analoga, gli scolari rischierebbero di rimanere inibiti all’entrata nelle scuole senza tutela alcuna.

Tutto ciò premesso, per quanto sia nel diritto dei dipendenti AMT  scioperare e/o protestare per la loro situazione contrattuale e di lavoro, i sottoscritti insegnanti e genitori degli alunni fre­quentanti i plessi della Scuola “Gioiosa” di Bavari

C H I E D O N O

che vengano posti in essere tutti gli accorgimenti necessari tali da poter scongiurare, in fu­turo, l’accadimento di tale problematica, eventualmente evitando i tagli alle corse che rica­dono nella fascia oraria di entrata a scuola o, quantomeno,  diramando tempestivamente idoneo preavviso in modo tale da consentire al corpo insegnante ed ai genitori di potersi organizzare per tempo.

Per quanto ovvio si sottolinea che Bavari, trovandosi in una posizione evidentemente de­centrata, subisce molto più pesantemente gli eventuali disagi che dovessero crearsi in caso di in­terruzione del servizio (linee 85 e 584), con inevitabili negative ripercussioni, oltre che per i resi­denti, anche per il personale scolastico.

Nella speranza di aver sensibilizzato gli operatori AMT ed il Comune di Genova (che ci legge in copia), restiamo in attesa di un Vostro cortese e sollecito riscontro.

Distinti saluti.

Docenti dei Plessi di Bavari                                                            Genitori di Bavari

Ora la palla passa all’azienda (e al Comune), per le risposte del caso. Che, si spera, non dovreb­bero tardare ad arrivare, data la frequenza con cui ormai si verificano situazioni di questo genere. Il trasporto pubblico è in crisi nera, i lavoratori giustamente non sono tranquilli e alzano la voce, ma in tutto ciò sarebbe auspicabile che a rimetterci non fosse sempre l’utenza, specie quella meno autosufficiente.

(REDAZIONE)

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