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Wednesday December 12th 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Il PD perde i pezzi. A Levante nasce il Gruppo PELLS

I consiglieri municipali Mangini e Torazza lasciano il Partito Democratico in dissenso con le politiche e le scelte nazionali e locali. «Non ci poniamo contro il PD, ma di fianco. Restiamo nella maggioranza come indipendenti di un centrosinistra civico e riformatore». Nasce il gruppo PELLS (Partecipazione Equità Lavoro Legalità Solidarietà). «Saremo un ponte tra il PD e la sinistra».

Piccolo terremoto nel Municipio Levante. Dal gruppo consiliare del Partito Democratico fuoriescono due consiglieri, Barbara Torazza e Alessandro Mangini. Lo “strappo” era nell’aria da tempo ma sembra evidente che le vicende legate alle recenti primarie regionali abbiano fatto precipitare la situazione sino a un punto di non ritorno.

All’inizio dell’ultimo consiglio municipale i due consiglieri – dopo aver rivolto espressioni di stima ai colleghi PD (la presa di posizione non è stata determinata da difficoltà interne al gruppo municipale) hanno motivato la loro scelta con una dichiarazione ufficiale:

Barbara Torazza

«Ci è toccato […] prendere atto, con cre­scente sofferenza e disagio, che il Partito Democratico, dal livello nazionale a quello locale, ha su­bìto nell’ultimo anno una mutazione gene­tica tale da renderlo a nostro giudizio sempre più estra­neo al patrimonio di storia e di valori della sinistra italiana. […] La vicenda delle primarie liguri è stata solo l’ultima epifania di questa deriva e non c’è bisogno di indu­giarvi troppo sopra. Non ci poniamo, tuttavia, con­tro il Partito Democratico, ma di fianco. Per fungere da ponte e da raccordo con quella sinistra da cui si sta sempre più allontanando; per richiamarlo al recu­pero di quegli ideali che oggi si presen­tano trascurati, offuscati, archiviati. Affinché sia e si comporti come un partito di centro-sinistra e non il partito unico “della Nazione” a cui sembra aspirare l’attuale Segretario. […] Noi ci poniamo come indipendenti di un centrosinistra “civico”, ampio e plurale, con un’anima laica ed una cattolica».

Municipio Levante, l’aula consiliare

Torazza e Mangini hanno costituito il Gruppo PELLS (Partecipazione Equità Lavoro Legalità Solidarietà), «che non è un partito» spiegano «ma un semplice strumento organizzativo», di cui Torazza sarà capogruppo. Mangini, che già fa parte della III Commissione (cultura sport tempo libero servizi patrimonio), entrerà anche nella II (territorio e manutenzioni); Torazza resterà nella III e entrerà nella I (regolamenti e affari istituzionali). La formazione del Gruppo PELLS non intacca minimamente gli equilibri interni, dato che i due membri non lasciano la maggioranza e da parte loro non c’è stata alcuna richiesta di rimpasto in giunta.

Il PD resta comunque, con i suoi sei componenti, il gruppo consiliare più numeroso. Il centrosinistra che governa il Municipio Levante risulta così composto, oltre che dai democrats e dal neonato PELLS, da Progresso Ligure (tre membri), Sinistra Ecologia Libertà (quattro membri, tra cui il presidente Farinelli) e Federazione della Sinistra-Rifondazione Comunista (un membro).

LORENZO PERINOT

 

Intervista ad Alessandro Mangini, consigliere municipale ex PD

Era noto che tu non fossi un “uomo d’apparato”, ma non sino al punto di lasciare il partito che tu stesso avevi contribuito a fondare.

«Milito nel centrosinistra dai tempi del “primo” Ulivo. Da quasi vent’anni. La mia è stata una scelta sofferta, non certo un colpo di testa. Il PD, da un anno a questa parte, è diventato altro da ciò che molti di noi militanti volevamo e sognavamo. Ciò che è accaduto in occasione delle primarie liguri è stato emblematico: quasi una sintesi di tutto ciò che non va. E ve lo dice uno che non ha sostenuto né l’una né l’altro dei due principali contendenti. La situazione creatasi a livello nazionale e locale, secondo me, richiede atti politici netti di dissenso e di disallineamento, segnali visibili e incisivi. Questo atto di rottura è un atto di onestà. Solo peccando di ipocrisia avrei potuto mantenere sottotraccia la mia disapprovazione».

Avete spiegato che non ce l’avete con il gruppo consiliare PD del Municipio.

«Assolutamente no. Stimiamo e rispettiamo i colleghi del PD, con cui abbiamo compiuto un importante tratto di strada insieme. Sono tutte persone di grande valore umano, politico e amministrativo. Così come stimiamo e rispettiamo tutti coloro che, pur dissenzienti, hanno deciso di restare nel partito».

Qualcuno potrebbe rimproverarvi di aver fatto come Cofferati. Usciti dal partito, ma ancora seduti sulla poltrona acquisita con i voti del PD.

Alessandro Mangini

«Intanto, il seggio in Municipio, metaforicamente parlando, è uno sgabello, non certo una poltronissima come all’Europarlamento… forse non tutti lo sanno, ma il nostro ruolo è poco più che una forma di volontariato civile. Ho la presunzione di conoscere i miei elettori uno per uno. Ho parlato con molti di loro: qualcuno (pochi, per la verità) mi ha detto di non condividere la mia decisione, ma tutti mi hanno incoraggiato a non farmi da parte. Infatti, quando ho comunicato al circolo PD Valle Sturla e al segretario provinciale Terrile la mia volontà di lasciare il gruppo consiliare del partito, ho apertamente messo a loro disposizione anche il mio mandato amministrativo, pronto a dimettermi dal consiglio municipale. Proprio perché ho grande rispetto del PD e non sono un uomo per tutte le stagioni. Sia il circolo, sia Terrile, mi hanno esortato a proseguire l’attività amministrativa. Di questo li ringrazio di cuore, perché hanno con tutta evidenza compreso che la mia intenzione non è di mettermi contro o di traverso al PD, ma, pur criticandolo, di ricoprire un ruolo da “pontiere” che, sul piano politico, potrebbe rivelarsi utile al PD stesso».

Si tratta comunque di una scissione sulla sinistra del PD. Come vi muoverete adesso?

«Non parlerei di scissione “sulla sinistra”. Noi in realtà rimaniamo dove siamo sempre stati. E il gruppo PELLS non è un partito, lo abbiamo detto con chiarezza, con chiarezza lo ripeto. Noi siamo indipendenti di centrosinistra. È uno strumento operativo e plurale; al momento ospita due sensibilità già di per sé differenti come la mia, che mi definisco un cattolico-socialista, e quella di Barbara Torazza, interprete di una sinistra laica, egualitaria e antifascista. Non è un gruppo chiuso».

Le prossime elezioni regionali come vi vedranno schierati?

«Crediamo nella necessità di un cambiamento, quindi di una alternativa all’esistente. Un’alternativa di centrosinistra, non di estrema sinistra (che porta con sé il rischio di una percentuale di pura – e vana – testimonianza). Vogliamo contribuire a ricostruire in Liguria un centrosinistra ampio e ramificato nella società. Insomma, una specie di nuovo Ulivo».

In Municipio cambierà qualcosa?

«Non penso. Perché mai? La giunta ci piace e ci convince com’è. Manterremo il nostro spirito collaborativo e propositivo di sempre. Per quanto riguarda Bavari e la Valle Sturla, il mio impegno non muterà di una virgola. L’assessore Michele Raffaelli (del PD) sta lavorando molto bene e col suo aiuto conto di ottenere altri piccoli, buoni risultati per le nostre delegazioni e quartieri. Approfitto anzi per dire che sono sempre a disposizione di chi voglia sottopormi questioni o problematiche inerenti il territorio. Non ho la bacchetta magica per trovare una soluzione a tutto, ma di sicuro perlomeno ci provo».

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