Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Tuesday August 11th 2020
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Il santo dimenticato. Un libro riscopre San Giorgio

San Giorgio è un santo dallo strano destino. Molto venerato nell’Oriente greco-ortodosso, dove è chiamato «megalomartyr» (il “grande martire”) e gli è intitolata la cattedrale di Costantinopoli, sede del patriarca ecumenico, nell’Occidente cattolico-romano (dove vi fu importato dai bizantini) il suo culto, dopo aver conosciuto il momento di massima fortuna all’epoca delle Crociate, è andato gradualmente scemando, fino alla clamorosa “retrocessione” del 1969, quando la Chiesa Cattolica ne rese facoltativa la memoria durante l’ufficio liturgico. In poche parole, lo classificò un santo di serie B. Questo, soprattutto, per ragioni dipendenti dalla sua indimostrabile storicità.

Eppure, la devozione a san Giorgio è vecchia di 1700 anni. Vissuto, secondo la tradizione, in Me­dio Oriente, Giorgio, nato in Cappadocia, avrebbe militato nell’esercito romano divenendone un gio­vane ufficiale. Ma, essendo cristiano, nel corso dell’ultima grande persecuzione (quella scatenata dall’imperatore Diocleziano nel 303-304), rifiutatosi di rinnegare Cristo, fu processato, torturato, condannato a morte e decapitato. Il coraggio manifestato da Giorgio dinanzi ai persecutori e la sua fedeltà fino alla morte ebbero una vasta eco e gli valsero la canonizzazione a furor di popolo, più che per decreto della Chiesa ufficiale. A suo riguardo fiorì col tempo una ricca agiografia e un vero e proprio mito, con la conseguenza di metterne un po’ troppo in ombra la reale dimensione sto­rica.

Il gonfalone di Genova

E’, tuttavia, proprio sul “mito” di san Giorgio e sul suo carattere metastorico che pone l’accento un bel libro di recente pubbli-cazione, San Giorgio e la Rosa, scritto dallo studioso Cristiano Anto­nelli e dato alle stampe per i tipi delle Edizioni Thyrus (Terni, 2013). Il volume ripercorre l’affascinante tra­dizione legata al «megalomartyr», specialmente nelle sue ramificazioni occidentali, tra le quali spicca per importanza quella propagatasi nell’area genovese e ligure. In Liguria e segnatamente a Genova la devozione a san Giorgio – come detto sopra – giunse con ogni probabilità attorno al VI secolo, insieme agli armati al soldo di Bi­sanzio: le milizie cristiane orientali erano infatti poste sotto il suo patronato. L’unità di fede in vigore tra cristiani d’Oriente e d’Occidente (il Grande Scisma tra cattolicesimo e ortodossia si consumò solo nel 1054) consentì al culto di attecchire e radicarsi in modo ra­pido e omogeneo. Nei secoli san Giorgio divenne il patrono principale della Repubblica di Genova, che non a caso si fregia, nello stemma araldico, del suo scudo crociato, come pure di Mi­lano e d’Inghilterra.

Ancora oggi san Giorgio è, con san Giovanni Battista, san Lorenzo, san Siro e san Bernardo, com­patrono della città di Genova. In terra ligure e nel genovesato, numerose sono le chiese a lui dedi­cate (Bavari ne è un esempio fra i tanti). Il libro dell’Antonelli è una buona occasione per riscoprire una figura che ha esercitato tanto fascino e che ha inciso profondamente nella spiritualità, nella cultura e nell’immaginario di intere nazioni.

ALESSANDRO MANGINI

 

Cristiano Antonelli

San Giorgio e la Rosa

Edizioni Thyrus

2013 – pp. 256 – € 20,00
ISBN 978-88-6808-016-7

Lascia un messaggio

Tu devi essere loggato Inserire un commento.



Better Tag Cloud