Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Wednesday August 5th 2020
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Il “mitico” San Giorgio

Il 23 aprile si festeggia San Giorgio, che noi troviamo galoppante e trionfante sullo stendardo della nostra città.

Icona bizantina di San Giorgio. Il santo è sempre stato molto venerato dalla cristianità orientale.

Genova, con la caduta dell’impero romano, era un caposaldo bizantino e furono proprio i soldati dell’imperatore d’Oriente ad introdurre in città il culto del : «cavaliere dei santi e il santo dei cavalieri». Il primo documento in cui si parla di una chiesa a lui dedicata risale al 964 in cui è citata la basilica omonima sede del vescovo Teodolfo.

Durante la prima crociata i genovesi videro nel cielo San Giorgio che li guidava all’assalto ed alla successiva conquista di Gerusalemme. Un miraggio o la verità? In ogni caso i zeneixi si batterono come leoni e nella chiesa del Santo Sepolcro venne incisa in oro la scritta: «Grazie al coraggio dei Genovesi». Praticamente un riconoscimento urbi et orbi.

In tutti i casi, finché rimasero in piedi le istituzioni politiche genovesi, il 23 aprile era giorno di festa. Si celebrava nella chiesa del santo una funzione in grande stile con tutti i maggiorenti della città. Tra le sue mura era conservato il vexillum magnum  ovvero lo stendardo che riproduce il santo nella classica posa iconografica che tutti ben conosciamo. Il drappo veniva consegnato con un rito al comandante della flotta navale quando questa doveva uscire in mare in combattimento e con un rito altrettanto importante veniva riportato al suo posto dopo la guerra.

La facciata di Palazzo San Giorgio a Genova.

Dopo un’impresa vittoriosa, parte del bottino era destinato ad arricchire il tesoro di San Giorgio. Nel 1147 con la presa di Almeria al santo toccarono due porte in bronzo magnificamente arabescate. Nel XVI secolo, quando ricostruirono l’edificio si persero le tracce dei portoni.

Il parroco della chiesa aveva diritto di cantare in cattedrale una speciale profezia nel giorno di Sabato Santo e prendeva parte, con un numero ristretto di persone, all’elezione del vescovo di Genova.

L’altare di San Giorgio all’interno dell’omonima Pieve di Bavari.

Dopo il Concilio di Trento, nel XVI secolo, l’importanza del santo andò scemando tanto che divenne una figura secondaria. Oggi, addirittura, si mette in dubbio che sia realmente esistito. Alcuni pensano che San Giorgio cavaliere, la principessa ed il drago siano una rivisitazione ed adattamento cristiano del mito greco di Perseo ed Andromeda: anche qui una principessa, un eroe e un mostro.

Nel 1969 la Chiesa cattolica declassò il santo nella liturgia  a una memoria facoltativa, ma la devozione dei fedeli è continuata.

Sia come sia, è una bella storia e ancora oggi ispira gli Scout di cui Giorgio è il patrono. Se un esempio di coraggio e abnegazione verso il prossimo può essere d’esempio alle nuove generazioni, è comunque sempre il benvenuto.

CATERINA DE FORNARI

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