Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Thursday April 26th 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Regionali 2015, notte fonda per il PD

Sconfitta epocale e notte fonda per il Partito Democratico non solo, complessivamente, in Liguria, ma anche in due suoi tradizionali feudi come la Val Bisagno e la Valle Sturla. I dati reali sono impietosi: in Valle Sturla (Bavari, S.Desiderio, Apparizione, Borgoratti) il PD si ferma al 23%, sopravanzato nettamente dal Movimento 5 Stelle schizzato al 31,4% (Alice Salvatore al 32,8%). La Lega sfiora il 18%, mentre Forza Italia deve accontentarsi dell’8,7% (Toti totalizza il 27,3%). Luca Pastorino è al 12,4% (le sue liste all’8%). Benino, rispetto al risultato regionale, Enrico Musso, al 2,5%. Insignificanti gli altri minori.

Giovanni Toti, il vincitore delle regionali liguri

A Bavari, exploit dei pentastellati, per la prima volta primo partito con il 30,2% (Salvatore al 32,6%); segue, a debita distanza, il PD con il suo 27,9% (ma la Paita, penalizzata dal voto disgiunto, è solo al 25,75%). La Lega ottiene un ottimo 16,9% (a Bavari è sempre stata debole), Forza Italia è al 7,6%, FdI-AN raggranella un non disprezzabile 3,3% (Toti prende in tutto il 25,3%), mentre Rete a Sinistra e Lista Pastorino, insieme, si assestano sul 9,5% (Pastorino, però, ben al 12,6%). Liguria Libera non va oltre il 2,8% (Enrico Musso al 3,3%).

A Fontanegli, M5S al 28,8% (Salvatore al 32%); PD al 24,1% (Paita al 25,6%); ottimo risultato di Rete a Sinistra/Lista Pastorino con il 17,4% con il sindaco di Bogliasco al 19,2%; seguono la Lega, attestata al 14,4%, Forza Italia al 6,1% e FdI-AN all’1,6%, che portano in dote a Toti un 20,3%; (1,6% anche per Liguria Libera, con Musso all’1,7%).

Raffaella Paita, la grande sconfitta

A S.Desiderio/Nasche (due seggi) il M5S sfiora il 33% (32,8%, con Alice Salvatore al 34,4%); crollo verticale del Partito Democratico al 22% (Paita al 22,3%); impennata della Lega Nord al 20,3%, Forza Italia al 6,5% e FdI-AN al 3,3% (Toti al 27,4%, davanti a Paita); Rete a Sinistra + Lista Pastorino al 7,3% (Pastorino, però, sale all’11,9%); chiude Liguria Libera con il 2,1% (Musso al 2,5%) e significativo il risultato di Altra Liguria (sinistra radicale) all’1,6%.

Alice Salvatore, la sorpresa

I dati sono sostanzialmente omogenei ovunque: ad Apparizione (3 seggi) il M5S svetta al 33,5% (Salvatore al 35,1%), il PD arranca al 21,5%, Lega sale al 17% (con Toti al 24,2%), Pastorino al 16,4%. A Borgoratti (11 seggi) M5S al 30,5% (Salvatore al 31,7%); PD al 23,1% (Paita al 24,3%); Lega al 17,8%, Forza Italia al 9,7% e FdI-AN al 3,4 (Toti al 28,5%); Luca Pastorino, sostenuto da RaS e dalla sua lista civica, all’11,1%. Chiude Musso con il 2,6%.

 

L’analisi è semplice. Il popolo ligure ha clamorosamente voltato le spalle al Partito Democratico e alla sua candidata, premiando le forze di opposizione. I pentastellati hanno ottenuto un risultato eccezionale ma non ancora sufficiente a governare la regione. Il centrodestra, compatto e spinto dal vento del nord, ha una chiara maggioranza relativa. Ma, attenzione, il primo partito è quello degli astenuti (a Bavari, per esempio, ha votato il 54,8%, ciò significa che il 45,2% degli aventi diritto non è andato a votare).

A Genova, città in crisi, depressa e arrabbiata, il M5S domina incontrastato. I genovesi hanno giudicato con estrema severità sia l’amministrazione regionale burlandiana sia, molto probabilmente, anche quella comunale guidata da Doria, che ora ha solo due anni scarsi per recuperare terreno. E, a questi chiari di luna, non sarà un gioco da ragazzi.

Le chiacchiere stanno a zero. Il popolo è sovrano e ha emesso il suo verdetto. I politici, ora, si assumano le proprie responsabilità.

(Redazione)

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